Stop inverno e primo tepore precoce, ci sono novità sulla durata
Anticiclone e primavera anticipata con l’inverno che chiuderà i battenti, possibili colpi di coda solamente a marzo
- Addio temporali e benvenuto cielo sereno
- Gli effetti sul continente europeo e sulle montagne
- I picchi termici previsti nel dettaglio regionale
- L’impatto sulla natura e sulle temperature marine
- Attenzione ai colpi di coda e alle sorprese marzoline
Il meteo di primavera non si fa certo pregare quest’anno e sembra arrivare precocemente. Masse d’aria estremamente miti stanno per invadere la nostra Penisola, cullandoci con un tepore quasi dimenticato che ci sorprenderà dopo l’eccessiva pioggia. Poi, quasi a voler sigillare questo patto col bel tempo, arriverà anche il primo vero anticiclone strutturato della stagione che intende durare più di quanto ipotizzato in precedenza.
L’inverno si appresta a battere in ritirata, diciamolo, un po’ in sordina e senza fare troppo rumore. Questo finale sarà piuttosto deludente specie per chi, guardando il calendario con un briciolo di malinconia, sperava in un ultimo violento sussulto invernale fatto di gelo e fiocchi bianchi. Il maltempo sta per lasciare spazio ad una fase più tranquilla, grazie all’anticiclone che, a partire proprio dal weekend, porterà un’aria inconfondibile di primavera.
Addio temporali e benvenuto cielo sereno
Intendiamoci bene, non ha certo fatto un freddo pungente nell’ultimo periodo, le sciarpe pesanti sono rimaste spesso chiuse nell’armadio. Ma di certo il maltempo ventoso, unito a piogge a tratti davvero abbondanti, l’ha fatta da padrone incontrastato. Le giornate grigie e umide sembravano non finire mai. Insomma, ne avevamo tutti le tasche piene. Il sole luminoso diventerà la vera, indiscussa novità dei prossimi giorni.
Uscire di casa e sentire finalmente il calore sulla pelle sarà un piacere assoluto. Le temperature, in effetti, sono già piuttosto elevate rispetto al normale andamento del periodo. Gli occhi attenti degli esperti sono però tutti puntati a quello che accadrà da Sabato e Domenica in poi. Quando l’Italia intera inizierà a risentire della rimonta, decisamente più robusta e invadente, dell’alta pressione, che spazzerà via ogni nuvola dal cielo.
Gli effetti sul continente europeo e sulle montagne
Ne deriverà, come logica e attesa conseguenza, il ritorno di un bel tempo stabile e duraturo. Ma anche un progressivo rialzo termico che, in una primissima fase, sarà maggiormente avvertito sulle incantevoli aree montuose della nostra penisola. Pensate che lo zero termico schizzerà ben oltre i 3000 metri di quota, non certo favorevole alla tenuta della neve alle medie quota. L’inverno subirà un durissimo, forse fatale, colpo. E non parliamo esclusivamente di quanto avverrà in Italia.
L’intera Europa osserverà un drastico e radicale cambio di circolazione, visto che le correnti oceaniche in decisa risalita trasporteranno aria decisamente più mite fin verso le alte latitudini nordiche. Dinamiche complesse che, volenti o nolenti, si legano a doppio filo con le ben note problematiche del Riscaldamento Globale.
Il tepore salirà prepotentemente in scena senza chiedere permesso. Le temperature risaliranno la china con forza almeno nei valori diurni, regalando pomeriggi estremamente piacevoli, complice il forte soleggiamento che esalterà la percezione fisica di calore all’aria aperta. Vi è mai capitato di uscire di casa col cappotto pesante e doverlo togliere sudati dopo appena due isolati? Ecco, l’atmosfera dei prossimi giorni rischia di essere esattamente questa. Il gelo crudo, quello capace di far battere i denti, sembra al momento non solo un ricordo sfocato, ma totalmente un miraggio.
I picchi termici previsti nel dettaglio regionale
Vivremo, finalmente, le prime giornate di sole pieno e diffuso su larga scala. Aver sopportato tanta pioggia e fango ci farà apprezzare ancora di più questo gradito tepore, specie a partire da Domenica 22. I termometri registreranno senza sforzo temperature fino a 18°C o 19°C sulle regioni di nord-ovest e lungo l’intera e frastagliata fascia tirrenica. Un clima che definirlo ideale per le scampagnate domenicali è un eufemismo. Picchi termici ancora più elevati si potranno misurare, senza suscitare grande sorpresa nei meteorologi, in Sardegna. In questa magnifica isola la soglia dei 20°C potrebbe essere abbondantemente e ripetutamente superata, specie sul cagliaritano e nelle valle interne, oltre che sulle coste orientali. L’aria inizierà a profumare intensamente di macchia mediterranea riscaldata dai raggi del sole.
Questa fase straordinariamente mite e soleggiata rincarerà pesantemente la dose per i primi giorni della settimana entrante, consolidando il suo vasto dominio atmosferico. Con l’anticiclone in fase di ulteriore e prepotente rafforzamento, il cielo rimarrà costantemente limpido e terso. Tra le aree geografiche più calde in assoluto figurerà ancora una volta la Sardegna, capace di sfiorare agilmente punte di 22°C o 23°C durante le ore centrali. Ma non sarà certo da meno la Sicilia, terra di sole e mare per eccellenza, insieme ad alcuni specifici e riparati settori tirrenici. Anche al Nord-Ovest, complice qualche fenomeno di compressione dell’aria, potranno toccarsi i 20°C. Si tratterà, a tutti gli effetti, di una vera e propria illusione estiva scagliata in pieno inverno.
L’impatto sulla natura e sulle temperature marine
Un rialzo termico così marcato, prolungato e fuori stagione non passa certo inosservato agli occhi attenti della natura. Le piante, dolcemente ingannate da questo tepore continuo e dai cieli perennemente sereni, accelerano i loro delicati cicli biologici. Nei campi e nei giardini botanici di gran parte dell’Italia si assiste già a fioriture decisamente precoci. Un risveglio anticipato che, pur regalando paesaggi meravigliosi e infinitamente colorati ai fotografi, nasconde insidie non di poco conto per l’intero comparto agricolo. Un eventuale, e tutt’altro che impossibile, ritorno del gelo distruggerebbe infatti i fragili germogli in una sola notte, compromettendo irrimediabilmente i raccolti futuri. È un equilibrio davvero sottilissimo quello su cui si muove la nostra agricoltura in questa epoca caratterizzata da continui estremi climatici.
Attenzione ai colpi di coda e alle sorprese marzoline
Per osservare un concreto e tangibile cambiamento delle condizioni atmosferiche bisognerà attendere, leggendo attentamente i modelli previsionali, la fine della prossima settimana, più probabilmente inizio marzo. L’alta pressione, fisiologicamente stanca e logorata dopo tanti giorni incontrastati di dominio assoluto, potrebbe iniziare a flettere vistosamente sul suo perimetro settentrionale.
Questo cedimento strutturale in quota potrebbe essere il preludio, o l’ingannevole anticipo, di un nuovo e molto graduale peggioramento a carico esclusivo del nord dell’Italia e dell’Alto Tirreno. Il tutto ad opera di un insidioso e umido ritorno del flusso atlantico, pronto a scaricare nuove nuvole e preziose precipitazioni.
Dopo questo lungo e godibile assaggio di clima puramente primaverile, potrebbe quindi far prepotentemente ritorno la pioggia scrosciante. Entriamo a breve in una delicatissima fase di transizione stagionale, un limbo in cui si potranno avere repentine, a volte violente e inaspettate, oscillazioni termiche. La questione non è assolutamente da sottovalutare quando si esce di casa. La primavera anticipata, quella che fa sbocciare prematuramente i mandorli in fiore, potrebbe bruscamente alternarsi a un meteo di stampo prettamente invernale anche nel cuore pulsante di Marzo e non possiamo non tenerne conto.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
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