Ciò che sta accadendo a livello stratosferico, laddove eravamo abituati al solito Vortice Polare “piglia tutto”, non passa certo inosservato. Trattasi di nuovi, possenti flussi di calore troposferici che stanno provando a demolire – letteralmente – quel che resta del Vortice Polare Stratosferico.
La domanda è la seguente: ci riusciranno? Quel che possiamo dirvi è che la partita è apertissima, in tal senso i modelli matematici cambiano umore da un giorno all’altro. Ed è assolutamente normale, d’altronde stiamo parlando di dinamiche talmente potenti che prevederne l’esito non è affatto semplice.
C’è chi dà già per scontato lo split, chi al contrario – giustamente – preferisce la prudenza. Ecco, diciamo che preferiamo essere prudenti perché in questo momento le soluzioni contemplabili sono 2: lo split, oppure il cosiddetto “displacement”. Nel primo caso, lo sappiamo, avverrebbe la frantumazione del Vortice Polare e i nuclei d’aria gelida si fionderebbero verso sud.
Nel secondo caso avverrebbe uno spostamento del Vortice Polare Stratosferico, ovvero verrebbe costretto ad abbandonare la propria sede di appartenenza collocandosi temporaneamente sul comparto euro-asiatico. A questo punto è lecito domandarsi: cosa potrebbe accadere in termini di freddo? O magari di gelo?
Giusto rispondere, altrettanto giusto evidenziare che in entrambi i casi il risultato potrebbe essere il medesimo. Vero è che lo split accrescerebbe notevolmente le chances invernali, ma è altrettanto vero che anche il “displacement” potrebbe innescare dinamiche invernali d’altri tempi.
Vi citiamo un esempio: Febbraio 2012. Quell’anno fu segnato proprio da uno spostamento del Vortice Polare sul comparto euro-asiatico, contemporaneamente subentrò una spinta anticiclonica verso nord che andò a strutturare un blocco del flusso zonale. Il posizionamento del blocco fu tale da catapultare aria gelida continentale sul Mediterraneo centrale, determinando una delle più intense e durature ondate di gelo degli ultimi decenni.
Paradossalmente potrebbe accadere di più con una dinamica di questo tipo piuttosto che con un vero e proprio “split” ed è proprio questo il tema “caldo” attuale. Molti, erroneamente, ritengono che senza la rottura del Vortice Polare non possa accadere nulla d’interessante. Invece no, potrebbe accadere eccome ed è per questo che vi invitiamo a non perdere gli svariati aggiornamenti in merito. I prossimi giorni, probabilmente, ci daranno tutte le risposte che stiamo cercando.
