NEVE e piogge a MARZO: quando l’Anticiclone alza bandiera bianca
Dove arriveranno neve e piogge dopo settimane di mitezza
L’inverno 2025/26 nell’emisfero nord si sta rivelando una stagione meteorologicamente complessa e didatticamente molto interessante.
Contents- AO, NAO e configurazione emisferica: il contesto di fondo
- Europa: alta pressione dominante e freddo confinato a nord-est
- Asia: irruzioni fredde mirate tra Siberia e Nord-Est asiatico
- Nord America: l’impronta del PV stirato e le tempeste di neve
- Interazione onde planetarie–stratosfera: possibile SSW e PV split
- Neve emisferica: distribuzione irregolare e corridoi preferenziali
- Forzanti di fondo: ghiaccio marino, SST e MJO
- Conclusione: “rinse, lather, repeat” e possibile Final Warming
Il protagonista assoluto è un vortice polare troposferico debole e frequentemente “stirato” (stretched PV), capace di alternare fasi più compatte a configurazioni fortemente elongate lungo l’asse Eurasia–Nord America.
Questo comportamento ha favorito una sequenza di ondate fredde mirate, soprattutto tra Asia orientale e Stati Uniti orientali, in un contesto emisferico caratterizzato da Arctic Oscillation (AO) mediamente neutra e North Atlantic Oscillation (NAO) prevalentemente positiva.
Di seguito analizziamo i principali elementi dinamici della stagione, con un focus su Europa, Asia e Nord America, e con uno sguardo alle possibili evoluzioni stratosferiche tra fine inverno e inizio primavera.
AO, NAO e configurazione emisferica: il contesto di fondo
L’AO si è mantenuta per lunghi periodi attorno alla neutralità, con anomalie di geopotenziale artico distribuite in modo irregolare tra troposfera e bassa stratosfera. La NAO, invece, ha mostrato una tendenza più stabile verso valori positivi, sostenuta da geopotenziali inferiori alla norma in area groenlandese e da un flusso atlantico mediamente teso.
Questa combinazione non favorisce un blocking groenlandese classico e persistente, ma non esclude la formazione di blocchi altrove. Infatti, l’inverno ha visto più volte dorsali di alta pressione svilupparsi tra Nord Pacifico, Siberia ed Europa, modulando gli scambi meridiani e alimentando l’attività d’onda verso la stratosfera.
Il risultato è stato un vortice polare che raramente si è mantenuto stabilmente compatto: più spesso ha assunto una struttura ellittica o marcatamente allungata, con lobi freddi che si sono estesi alternativamente verso Asia orientale o verso il Nord America orientale.
Europa: alta pressione dominante e freddo confinato a nord-est
Sul continente europeo, la NAO positiva ha favorito la costruzione di una robusta dorsale anticiclonica tra Europa occidentale e Europa centrale. In più fasi stagionali, il promontorio subtropicale si è esteso dal Mediterraneo verso Francia, Germania e Balcani, limitando le irruzioni fredde continentali verso le medie latitudini.
Le anomalie termiche sono risultate in prevalenza normali o positive su gran parte dell’Europa centro-occidentale, con valori spesso superiori alla media su Penisola Iberica, Francia e Mediterraneo centrale. Il freddo più strutturato è rimasto confinato soprattutto tra Scandinavia orientale e Russia nord-occidentale, dove la circolazione ciclonica a latitudini più elevate ha consentito l’afflusso di masse d’aria più fredde.
In chiave sinottica, tra fine febbraio e prima decade di marzo emerge una certa persistenza del pattern: alta pressione dominante sull’Europa centrale, con ondulazioni cicloniche marginali verso la Penisola Iberica o il Mediterraneo occidentale. Le precipitazioni nevose risultano così episodiche e perlopiù confinate ai rilievi, mentre alle basse e medie quote si osserva un progressivo disgelo in molte aree alpine e dell’Europa centro-orientale.
Asia: irruzioni fredde mirate tra Siberia e Nord-Est asiatico
Il comparto asiatico ha mostrato una dinamica più vivace. Una dorsale tra Artico centrale e Siberia settentrionale ha favorito, a più riprese, l’approfondimento di saccature verso la Siberia interna e successivamente verso Cina nord-orientale, Corea e Giappone.
Ne è derivato un quadro termico contrastato:
- condizioni generalmente miti o nella norma su Asia centrale e Asia meridionale;
- episodi di freddo più marcato su Siberia e Nord-Est asiatico, specie quando il vortice polare si è allungato lungo l’asse Urali–Pacifico.
Dal punto di vista dinamico, queste irruzioni fredde sull’Est asiatico rappresentano spesso un “precursore” di successive discese artiche sul Nord America orientale. Quando il PV stirato si configura, l’aria fredda tende a essere scaricata prima su un settore e, nel giro di una o due settimane, a interessare anche l’altro lato del continente nordamericano.
Nord America: l’impronta del PV stirato e le tempeste di neve
Il Nord America è stato uno dei teatri principali dell’inverno 2025/26. La configurazione a vortice polare stirato ha favorito la formazione di profonde saccature sul Canada orientale e sugli USA nord-orientali, innescando eventi di grande rilievo.
Tra questi, un blizzard di forte impatto ha colpito il Nord-Est degli USA con accumuli notevoli tra Rhode Island e Massachusetts. L’evento è stato legato non tanto a uno split stratosferico classico, quanto a un forte allungamento del vortice nella bassa stratosfera e a un efficace coupling strato-troposferico.
Nel breve termine, la presenza di una dorsale sul Pacifico nord-orientale e di una saccatura persistente su Alaska e Canada continua a favorire:
- temperature inferiori alla norma su gran parte del Canada e degli Stati Uniti orientali;
- condizioni più miti su West USA e su parte delle Marittime canadesi.
Con l’avanzare di marzo, un ulteriore episodio di PV stretch potrebbe rinforzare il freddo su Canada e Nord-Est USA, prima di un possibile cambio di regime legato a un’evoluzione stratosferica più marcata.
Interazione onde planetarie–stratosfera: possibile SSW e PV split
Un elemento chiave della stagione è stata la persistente interazione tra onde planetarie troposferiche e vortice polare stratosferico. Le analisi di flusso d’onda mostrano una configurazione di wave reflection, con energia che risale dalla troposfera asiatica verso la stratosfera polare e successivamente viene riflessa verso il Nord America.
Questo meccanismo ha contribuito a rafforzare le saccature troposferiche sul continente americano e a sostenere ripetute irruzioni fredde.
Dopo un probabile ultimo episodio di PV stirato a inizio marzo, diversi scenari convergono su un possibile PV split con formazione di due lobi principali e su un potenziale riscaldamento stratosferico maggiore (SSW). Un SSW a stagione avanzata potrebbe:
- favorire un graduale rialzo termico sugli USA orientali;
- aumentare la probabilità di fasi fredde su Nord Europa e Asia settentrionale, qualora il lobo principale si disponesse tra Urali e Siberia.
Va ricordato che a marzo l’irraggiamento solare è in crescita e che eventuali irruzioni fredde tardive in Europa avrebbero intensità più mitigata rispetto ai mesi centrali dell’inverno.
Neve emisferica: distribuzione irregolare e corridoi preferenziali
L’inverno 2025/26 ha mostrato una distribuzione nivometrica eterogenea. Le anomalie positive di innevamento si sono concentrate su:
- Eastern US;
- Pirenei e Alpi occidentali;
- Scandinavia e area baltica;
- Europa orientale.
Al contrario, deficit di neve hanno interessato le Alpi orientali, l’altopiano tibetano e parte del West USA. Questo schema riflette l’alternanza di onde stazionarie e blocchi, che hanno canalizzato il freddo e l’umidità lungo corridoi preferenziali.
Forzanti di fondo: ghiaccio marino, SST e MJO
Le anomalie negative di ghiaccio marino artico nel settore Barents–Kara e in Baffin Bay hanno contribuito a un vortice mediamente più disturbato nel comparto euro-atlantico. Le SST (temperature superficiali del mare) mostrano condizioni da La Niña lungo il Pacifico equatoriale, con possibili segnali di transizione, mentre Nord Pacifico e Nord Atlantico presentano anomalie positive diffuse, favorevoli alla formazione di blocchi anticiclonici.
Il MJO, attualmente debole ma con possibile evoluzione verso le fasi 7–8, potrebbe sostenere una configurazione con dorsale sul Canada e saccatura sugli USA, in linea con quanto osservato. Tuttavia, in questa stagione l’influenza del MJO appare secondaria rispetto alla dinamica strato-troposferica.
Conclusione: “rinse, lather, repeat” e possibile Final Warming
L’inverno 2025/26 può essere descritto come una stagione a “rinse, lather, repeat”, con ripetuti episodi di vortice polare stirato alternati a brevi fasi più compatte. Questo ha prodotto forti sbalzi termici e una rotazione delle ondate fredde tra Asia orientale e Nord America.
Alle soglie della primavera meteorologica, lo scenario più probabile è quello di un ultimo episodio di PV stretch seguito da uno split e da un possibile SSW tardivo. Se così fosse, la stagione si chiuderebbe con una dinamica coerente con l’intero inverno: vortice polare protagonista, tra deformazioni, ricompattamenti e un’ultima riorganizzazione in vista del Final Warming primaverile.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e GFS per le previsioni meteorologiche.
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