Attesi due metri di neve questa settimana in area alpina
Alpi occidentali pronte alla tempesta
Il silenzio che precede la tempesta ha sempre un sapore particolare quassù, tra le vette che segnano il confine con la Francia, eppure stavolta l’aria sembra vibrare di una tensione diversa. Le previsioni parlano chiaro, la Valle d’Aosta e il Piemonte occidentale si preparano a ricevere un carico di Neve che definire abbondante suona quasi come un eufemismo. Tutto inizierà a cambiare nel corso di Martedì, precisamente nella seconda parte della giornata, quando una perturbazione atlantica deciderà di schiantarsi contro la barriera alpina. Sarà allora che i crinali piemontesi e gran parte della regione valdostana vedranno l’arrivo di una vera e propria Tempesta di neve, un evento che non lascerà spazio a molte interpretazioni meteorologiche.
ContentsIl fenomeno dello stau
In effetti, il meccanismo che sta per attivarsi è un classico della meteorologia alpina, ovvero lo Stau. Diciamolo chiaramente, si tratta di un fenomeno affascinante quanto brutale, dove le masse d’aria cariche di umidità provenienti da ovest incontrano l’ostacolo delle montagne e sono costrette a risalire, condensandosi in precipitazioni violentissime. Non è solo una questione di alte quote, perché stavolta la Neve riuscirà a spingersi fino al fondo valle, baciando la città di Aosta e le zone più basse della Val d’Ossola nel Piemonte settentrionale.
Due metri di neve
In un momento in cui l’attenzione è tutta rivolta alle olimpiadi, ci si aspetterebbe che il meteo collabori con discrezione, ma la natura ha altri piani. Dopo una breve pausa, un secondo e più incisivo peggioramento è atteso per Giovedì. Questa nuova perturbazione colpirà con forza ancora maggiore le medesime aree, estendendosi poi al resto dell’arco alpino, sebbene con intensità più irregolare. Se guardiamo i modelli matematici, le proiezioni sono quasi spaventose, oltre i 1500 metri di quota, nelle zone più esposte tra Svizzera e Francia, potrebbero accumularsi ben oltre due metri di Neve fresca. Insomma, una quantità di precipitazione nel senso più puro e massiccio del termine.
Certo, per avere dettagli millimetrici sui giorni successivi bisogna attendere, ma la tendenza è tracciata. La Valle d’Aosta si conferma la regina incontrastata di queste dinamiche, merito di una morfologia unica dove le vallate profonde permettono alle nubi di incunearsi e scaricare tutta la loro energia. Località come Cervinia e Courmayeur si apprestano a fare il pieno, consolidando quella fama di paradisi bianchi che non le abbandona quasi mai. Ma attenzione, non è tutto oro quel che luccica, o meglio, non è tutto soffice candore.
In questa fase, le temperature sono aumentate in modo sensibile, creando un mix pericoloso. Tra oggi e la prima parte di Martedì, il rischio di Valanghe diventerà un tema centrale. Pensate che ad Aosta si sono toccati i 9°C, mentre alla Thuile la massima è stata di 1°C. A Morgex la colonnina di mercurio è salita fino a 6°C, e solo a Cervinia si è rimasti intorno ai -1°C. Questa escursione termica è un segnale di un clima estremamente mutevole, tipico di chi vive tra queste montagne. Ricordiamoci che la notte scorsa l’aeroporto di Aosta segnava un minimo di -1,5°C, nonostante le massime diurne abbiano superato i 10°C in alcune zone del fondo valle.
Valle d’Aosta, la nevosa
Chi frequenta la regione sa bene che il meteo può tradire anche i più esperti. Impossibile non citare la mitica nevicata di Aosta del 10 Dicembre 2017, un evento che colse tutti di sorpresa, compresi gli addetti ai lavori. In sole 22 ore caddero circa 110 centimetri di Neve, un record che resta impresso nella memoria collettiva come la seconda nevicata più intensa dal 1990. Negli ultimi anni abbiamo vissuto altri episodi degni di nota, come quello tra il 7 e il 9 Gennaio 2018, quando a Cervinia si registrò l’accumulo più grande degli ultimi trent’anni. Più di recente, tra il 4 e il 6 Marzo 2020, una perturbazione tardiva portò un metro di Neve fresca nelle valli laterali, mentre nel recentissimo Gennaio 2026 un flusso intenso ha nuovamente imbiancato il capoluogo in poche ore con una densità fuori dal comune.
Le prossime ore saranno dunque decisive per capire l’entità reale di questo nuovo attacco perturbato. La barriera montuosa della Valle d’Aosta, con le sue vette altissime e le pendenze repentine, agirà ancora una volta come un catalizzatore, trasformando l’umidità atlantica in un paesaggio da cartolina, ma carico di insidie per chi non saprà rispettare la forza degli elementi.
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