Stati Uniti divisi in due, gelo record a est e caldo estivo a ovest
L'immagine satellitare dell'America del Nord sembra uscita da un manuale di meteorologia estrema, un vero e proprio paradosso climatico che spacca in due
L’immagine satellitare dell’America del Nord sembra uscita da un manuale di meteorologia estrema, un vero e proprio paradosso climatico che spacca in due gli Stati Uniti. Mentre le zone a est delle Montagne Rocciose combattono contro una morsa di ghiaccio che si spinge con prepotenza fino alla Florida, l’ovest del Paese sta vivendo una sorta di primavera anticipata, se non proprio un’estate fuori stagione. Insomma, un Paese, due mondi opposti che non sembrano intenzionati a trovarsi a metà strada, almeno per ora.
Questa dicotomia climatica sta durando da settimane e, nonostante i segnali di un imminente sblocco, si prepara a un ultimo colpo di coda prima di cedere il passo. Proprio durante questo weekend, un’ulteriore ondata di Aria Artica colpirà il versante orientale, portando le temperature ai minimi stagionali. Nel frattempo, dall’altra parte della nazione, si respira un’aria decisamente diversa. A Great Falls, nel Montana, i residenti hanno assistito a cinque giorni consecutivi con massime oltre i 15°C, un record assoluto per il mese di Febbraio. Ma il dato più impressionante arriva dalla California, dove a Los Angeles la colonnina di mercurio ha toccato i 31°C lo scorso Mercoledì, superando le medie tipiche di Luglio o Agosto.
Il colpevole di questo squilibrio è il Jet Stream, la corrente a getto che, con le sue ampie ondulazioni, sta letteralmente imprigionando le masse d’aria. A est, una profonda curvatura verso sud, quella che i meteorologi chiamano saccatura, ha permesso al gelo di scendere indisturbato. A Washington, ad esempio, si è registrata la sesta striscia più lunga di ore consecutive sotto lo zero tra il 24 Gennaio e il 2 Febbraio. Fa quasi sorridere, se non fosse un segnale preoccupante del Riscaldamento Globale, pensare che lo scorso fine settimana a Juneau, in Alaska, facesse più caldo che nel centro della Florida.
Le anomalie non si fermano alle temperature. Molte località delle Caroline e la stessa Atlanta hanno accumulato più neve nel mese di Gennaio rispetto a Salt Lake City, nello Utah. In quest’ultima, la neve è stata quasi un miraggio, con appena pochi millimetri caduti a fronte di una media mensile che dovrebbe superare i 30 centimetri. Ma perché il freddo è rimasto così ancorato sulla costa atlantica? Gli esperti puntano il dito contro la Oscillazione Artica (AO). Quando questo indice è in fase negativa, il Vortice Polare tende a indebolirsi e il Jet Stream diventa più sinuoso, permettendo a lobi di aria gelida di scivolare verso le medie latitudini. La cosa insolita, dicono i ricercatori, è che questa fase negativa sia durata per oltre un mese di fila.
C’è però una luce in fondo al tunnel per chi è stanco di tremare o, al contrario, di sudare fuori stagione. I modelli indicano che la cupola di alta pressione che protegge l’ovest sta per cedere. Questo permetterà all’aria più mite del Pacifico di scivolare verso est, scacciando finalmente il gelo siberiano. Ma attenzione, non prima di un’ultima, violentissima sfuriata artica che tra questo fine settimana e l’inizio della prossima investirà il New England e gli Stati del Mid-Atlantic. Si prevedono circa 50 record di freddo pronti a cadere, con temperature percepite che potrebbero scendere ben oltre i -20°C a causa del vento.
In un pianeta che si scalda rapidamente, questi episodi di gelo estremo diventano statisticamente più rari rispetto ai record di caldo, che nel 2026 sono stati già 1,5 volte più numerosi. Eppure, quando arrivano, sembrano voler compensare il tempo perduto con una persistenza che lascia senza fiato. Resta da capire se dietro questa staticità dell’indice AO ci siano influenze provenienti dal Pacifico tropicale o se sia l’ennesimo sintomo di un sistema climatico che ha perso il suo naturale equilibrio.
Credit
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
- Nature Climate Change
- Climate Central
- American Meteorological Society
