(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo, ci avevamo quasi fatto l’abitudine. Quel Dicembre così insolitamente mite, quasi primaverile, ci aveva illusi che l’inverno fosse rimasto bloccato chissà dove, forse oltre il circolo polare. Ma ora che siamo in Gennaio, la musica è cambiata bruscamente. Nelle regioni settentrionali dell’Italia le temperature notturne sono crollate stabilmente sotto lo zero, portando quel gelo che, a dire il vero, mancava da un po’. Non possiamo più lamentarci dell’assenza della stagione fredda, perché stavolta l’inverno è arrivato con una puntualità quasi svizzera.
In effetti, il freddo non risparmia nemmeno il Centro e il Sud, con colonnine di mercurio che segnano valori negativi in città dove solitamente il clima è più dolce. Pensiamo alla Toscana o alle Marche, ma pure alla Puglia, dove a Foggia e Bari si sono toccati i 0°C anche in pianura, e profondamente sottozero nelle zone interne. Fa strano pensare che in Campania o lungo le coste abruzzesi si registrino punte di -5°C, in quella che è per ora una marginale irruzione d’aria fredda, eppure questa è la realtà attuale.
In Pianura Padana la situazione è quasi paradossale, fa freddo, certo, ma senza quegli eccessi che si vedono altrove. Se in Veneto si toccano punte minime di-5°C, verso Milano la temperatura a Linate non è scesa oltre i -3°C, complice forse quella nebbia fitta che avvolge il settore occidentale e si dirada solo quando il sole è già alto.
Sorprese per la Befana
Le condizioni attuali però sono solo l’antipasto di quello che ci aspetta. Entra in gioco una evoluzione molto dinamica e davvero interessante che, proprio verso l’Epifania, potrebbe regalarci qualche colpo di scena. Si affaccia infatti la possibilità concreta di vedere nevicate sparse sul settore centro orientale del Nord e persino a quote basse nel Centro Italia.
Per chi sostiene che ormai il clima sia talmente stravolto da aver cancellato la neve dai nostri orizzonti, beh, le mappe dicono altro. In Spagna centrale, ad esempio, sono previste forti bufere a quote pianeggianti proprio per il 5 e 6 Gennaio. È tutta una questione di sinottica, di incastri perfetti tra correnti, pur non negando mai l’ombra lunga del Riscaldamento Globale.
L’aria gelida che ci sta investendo arriva dritta dall’Artico russo, dopo aver raffreddato la Scandinavia e le pianure dell’Europa centrale. Proprio tra il 30 e il 31 Dicembre, la Polonia è stata travolta da una Tempesta di neve con accumuli da record, parliamo di 50 centimetri caduti in appena 24 ore. Incredibile, no?
Ultimamente, e ne verrà altro, il freddo è sceso così a sud da raggiungere persino l’arcipelago di Madera e le Canarie. Chi è volato lì cercando il sole si è ritrovato a guardare le vette innevate del Teide, che con i suoi 3715 metri è la cima più alta della Spagna, superando pure l’Etna. Addirittura Lanzarote, solitamente desertica, è diventata verde come l’Irlanda, un segnale chiaro di quanto queste fluttuazioni meteorologiche possano essere estreme e difficili da prevedere.
2026, previsioni meteo rivoluzionarie
Prevedere i picchi minimi di freddo resta una sfida complessa, quasi quanto azzeccare dove cadrà il prossimo fiocco di neve. A volte basta un fronte freddo che scivola sopra uno strato d’aria preesistente per creare la classica sorpresa. Mi viene da sorridere pensando a chi oggi, in questo 2026, rimpiange i tempi degli anni ’70 e ’90 del secolo passato, in cui ritiene che le previsioni parevano più attendibili. Sono sogni, ovviamente. All’epoca ci si affidava al lampione sotto casa, aspettando la famosa nuvoletta fantozziana, dato che i modelli matematici erano roba per pochi addetti ai lavori. In TV vedevi l’omino indimenticabile annunciato dall’immancabile sigla che illustrava in una vista d’insiene, l’evoluzione meteo con l’ausilio di elaboratori che sono meno performanti di un iPhone.
Non erano previsioni più performanti, era una passione meteo diversa, oggi c’è un surplus di informazione, e poi chi consulta i modelli matematici ottiene una maggior confusione come risultato.
Oggi però le cose sono diverse. L’emergere della Intelligenza Artificiale anche in ambito meteorologico ci sta fornendo mappe sempre più precise e bollettini dettagliati. Forse non dovremo più stare ore alla finestra a scrutare il cielo di Torino, Verona o Bologna. Anche Roma e Napoli potrebbero finire sotto la bianca coltre in questo contesto di caos atmosferico. La vera novità, quella davvero eclatante, è che questa ondata di freddo in Europa potrebbe persistere per due intere settimane. È un evento sensazionale che, per certi versi, ricorda la normalità di un inverno degli anni sessanta. Godiamocelo, insomma, perché in futuro eventi del genere potrebbero diventare ancora ancor più rari.
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