Ma allora perché si parla di caldo? Beh, dobbiamo considerare un elemento importante: il posizionamento, almeno in fase iniziale, delle onde cicloniche. Le maglie depressionarie nord atlantiche, infatti, tra circa una settimana – forse qualche giorno in meno – potrebbero cambiare temporaneamente direzione.
Potrebbero affondare temporaneamente sulla Penisola Iberica, innescando in tal modo un blando promontorio anticiclonico subtropicale. Ed ecco quindi che tale struttura potrebbe realmente attraversare le nostre regioni, ma molto probabilmente soltanto una parte dello stivale. Segnatamente il Sud e le due Isole Maggiori.
Ed è proprio su queste regioni che le proiezioni termiche lasciano intravedere una temporanea impennata delle temperature. Quanto rilevante? Questo è tutto da stabilire. Diciamo che, stante le proiezioni a nostra disposizione, potrebbe orientare le temperature al di sopra delle medie stagionali.
4-5°C in più, diciamo che nelle aree indicate potrebbero rivedersi valori massimi superiori a 20°C. Lo ripetiamo, il tutto andrà confermato, soprattutto andrà confermata l’entità dello scostamento dalle medie climatiche di riferimento.
Tuttavia è importante evidenziare la temporaneità di tale struttura, trattandosi di un promontorio mobile non dovrebbe rappresentare un serio pericolo. Per intenderci, carte alla mano non c’è alcun rischio persistenza, non stiamo parlando di una fase anticiclonica capace di stoppare l’Inverno.
Nulla a che vedere con quanto accaduto nel corso degli ultimi anni, allorquando il tema dominante di stagione era rappresentato esclusivamente dalla presenza – persistente – dell’Anticiclone Africano. Quest’anno no, quel rischio non c’è. Se poi dovesse cambiare qualcosa saremo i primi a dirvelo, ma in realtà le dinamiche atmosferiche in divenire sembrano avere ben altri progetti.
Infine, non meno importante, l’eventuale rialzo termico sarà limitato a poche regioni mentre su altre le variazioni saranno davvero minime. Soprattutto al Nord, dove il freddo potrebbe continuare a farsi sentire.