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      Home ยป L’Artico in fiamme gela l’America: cosa rischia l’Europa
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAlla Prima Pagina MeteoMeteo NewsZoom

      L’Artico in fiamme gela l’America: cosa rischia l’Europa

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 28/01/2026
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      10 Min Lettura
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      Contents
        • Che cosโ€™รจ lโ€™Amplificazione Artica
        • Il Vortice Polare sotto attacco
        • Lo Stratwarming: il grande perturbatore
        • Lโ€™America sotto assedio
      • E lโ€™Europa? Il rischio siberiano
        • Un paradosso che non promette bene
      • Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
        • Credit e fonti scientifiche

      Sembra un paradosso, e in effetti lo รจ. Lโ€™Artico si scalda a una velocitร  impressionante, quasi quattro volte piรน rapida rispetto al resto del pianeta, eppure il Nord America viene travolto da ondate di gelo brutale. A New York, nel fine settimana appena trascorso, i termometri sono precipitati verso valori minimi attorno ai -20ยฐC, con sensazioni termiche da congelamento istantaneo. E non parliamo di un episodio isolato: queste irruzioni artiche stanno diventando una costante, devastante e sempre piรน frequente. Perchรฉ accade? E soprattutto, potrebbe succedere anche da noi, in Europa?

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      Che cosโ€™รจ lโ€™Amplificazione Artica

      Per capire il meccanismo dietro questi eventi estremi bisogna partire da un concetto fondamentale: lโ€™Amplificazione Artica. In sostanza, si tratta del riscaldamento accelerato della regione polare rispetto alla media globale. Studi recenti, pubblicati su riviste come Communications Earth & Environment, hanno dimostrato che dal 1979 lโ€™Artico si รจ riscaldato di circa 3ยฐC, un dato che fa tremare i polsi se confrontato con lโ€™incremento medio globale, decisamente inferiore.

      Ma come funziona, concretamente? Il ghiaccio marino, quella sottile crosta bianca che ricopre lโ€™Oceano Artico, agisce come uno specchio gigantesco. Riflette circa lโ€™85% della radiazione solare verso lo spazio. Quando questo ghiaccio si scioglie, la situazione cambia radicalmente. Lโ€™acqua scura dellโ€™oceano assorbe fino al 90% dellโ€™energia solare, innescando un circolo vizioso: piรน calore assorbito, piรน ghiaccio sciolto, piรน calore assorbito ancora. Un feedback positivo che non promette nulla di buono.

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      Il Vortice Polare sotto attacco

      Qui entra in gioco un protagonista spesso frainteso: il Vortice Polare. Non รจ il mostro delle previsioni sensazionalistiche, ma una circolazione di aria fredda che normalmente rimane confinata sopra lโ€™Artico, trattenuta da una cintura di venti occidentali che soffiano nella stratosfera, tra i 10 e i 50 km di altitudine. Quando questo sistema รจ robusto, lโ€™aria gelida resta al suo posto, lassรน al nord.

      Il problema sorge quando il Vortice Polare si indebolisce. E lโ€™Amplificazione Artica sembra contribuire proprio a questo indebolimento, anche se il dibattito scientifico resta aperto. La teoria, proposta inizialmente dalla ricercatrice Jennifer Francis e dai suoi colleghi, suggerisce che la riduzione del gradiente termico tra equatore e polo rallenterebbe la corrente a getto, rendendola piรน ondulata. Queste ondulazioni profonde, chiamate onde di Rossby, favoriscono incursioni di aria polare verso latitudini piรน basse.

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      Lo Stratwarming: il grande perturbatore

      Un altro fenomeno cruciale รจ lo Stratwarming, ovvero il Riscaldamento Stratosferico Improvviso. Si tratta di un evento meteorologico spettacolare: nel giro di pochi giorni, la temperatura nella stratosfera polare puรฒ aumentare anche di 50ยฐC. Non lo sentiamo direttamente, ovviamente, visto che accade decine di chilometri sopra le nostre teste. Ma le conseguenze, quelle sรฌ che arrivano.

      Quando uno Stratwarming maggiore colpisce il Vortice Polare, puรฒ spaccarlo in due o spostarlo completamente dalla sua sede naturale. A quel punto, lโ€™aria artica trova la strada aperta verso sud. Il Met Office britannico sottolinea che gli effetti di un evento di questo tipo impiegano generalmente da pochi giorni a qualche settimana per propagarsi verso la troposfera, lo strato atmosferico dove viviamo noi. In media, si parla di due o tre settimane, ma la variabilitร  รจ notevole.

      Gli esempi recenti non mancano. La Beast from the East del Febbraio 2018 che paralizzรฒ il Regno Unito e parte dellโ€™Europa fu preceduta proprio da uno Stratwarming. Lโ€™ondata di gelo storica del Febbraio 2021 in Texas, quella che mandรฒ in tilt lโ€™intera rete elettrica dello stato, seguรฌ un meccanismo simile.

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      Lโ€™America sotto assedio

      In questi giorni di fine Gennaio 2026, il Nord America sta sperimentando sulla propria pelle, letteralmente, gli effetti devastanti di queste dinamiche. Una storica tempesta invernale ha attraversato lโ€™intero continente, scaricando fino a 60 cm di neve su alcune aree e portando temperature da record negativo. A New York City sono caduti quasi 30 cm di neve in Central Park, il maggiore accumulo giornaliero da anni. Ma รจ il freddo successivo a preoccupare di piรน.

      Le autoritร  hanno emesso avvisi di pericolo per condizioni mortali. Uscire allโ€™aperto puรฒ provocare il congelamento della pelle esposta nel giro di minuti. Chi aspetta lโ€™autobus o lavora allโ€™esterno rischia lโ€™ipotermia. Il governatore di New York ha dichiarato lo stato di emergenza, e le notizie riportano purtroppo diverse vittime legate al freddo estremo.

      Secondo le previsioni, il gelo non mollerร  la presa almeno fino allโ€™inizio di Febbraio. Altre ondate di aria artica sono attese nelle prossime settimane, in un pattern che ricorda, e forse supera, gli inverni piรน rigidi della memoria recente. Il Vortice Polare, giร  indebolito e stirato a Novembre, continua a rilasciare masse dโ€™aria gelida verso sud.

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      E lโ€™Europa? Il rischio siberiano

      Qui arriviamo al punto che interessa maggiormente il pubblico europeo. Cosa succede quando queste dinamiche puntano verso di noi? Gli scienziati hanno identificato un pattern chiamato WACE, acronimo di Warm Arctic Cold Eurasia: Artico caldo, Eurasia fredda. Non รจ fantascienza, รจ giร  accaduto piรน volte.

      Il meccanismo funziona cosรฌ: quando il ghiaccio marino si riduce nel Mare di Barents e nel Mare di Kara, nella porzione orientale dellโ€™Artico, si puรฒ verificare unโ€™inversione delle correnti a scala sinottica. Lโ€™alta pressione si piazza sulla Scandinavia e sullโ€™Atlantico settentrionale, bloccando il flusso mite oceanico. A quel punto, correnti orientali trascinano aria gelida dalla Siberia verso lโ€™Europa.

      Un altro scenario possibile coinvolge nuovamente lo Stratwarming. Se un evento di riscaldamento stratosferico si verifica con la giusta configurazione, puรฒ deviare il Vortice Polare verso lโ€™Europa, portando settimane di gelo intenso e possibili nevicate anche a bassa quota. Uno Stratwarming si รจ verificato proprio tra Novembre e Dicembre 2025, e i suoi effetti sono tuttora in corso.

      Non possiamo sapere con certezza quando toccherร  a noi. La prevedibilitร  di questi eventi oltre le due settimane rimane limitata. Tuttavia, le probabilitร  aumentano. Gli studi pubblicati su riviste come Science e Nature indicano che la perdita di ghiaccio nel settore euroasiatico dellโ€™Artico favorisce blocchi atmosferici sulla Groenlandia e sul Nord Atlantico, creando le condizioni per irruzioni fredde verso Scandinavia, Isole Britanniche ed Europa centrale e orientale.

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      Un paradosso che non promette bene

      Il paradosso climatico รจ questo: piรน lโ€™Artico si scalda, piรน rischiamo inverni estremi alle medie latitudini. Non sempre, non ovunque, non con certezza matematica. Ma con frequenza crescente e con intensitร  potenzialmente devastante. I modelli climatici, diciamolo, faticano ancora a catturare completamente queste dinamiche. I dati osservativi mostrano unโ€™amplificazione artica quasi doppia rispetto a quanto simulato, il che suggerisce che potremmo sottostimare i rischi futuri.

      E poi cโ€™รจ la questione del permafrost. Sotto la superficie ghiacciata dellโ€™Artico riposano quantitร  enormi di carbonio, sufficienti ad aumentare la temperatura globale di oltre 3ยฐC se rilasciate completamente. Man mano che il terreno si disgela, questo carbonio entra in atmosfera sotto forma di CO2 e metano, amplificando ulteriormente il riscaldamento. Unโ€™altra bomba a orologeria che ticchetta.

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      Cosa aspettarsi nelle prossime settimane

      Per quanto riguarda lโ€™Europa, i principali centri di previsione monitorano attentamente lโ€™evoluzione stratosferica. Se lโ€™accoppiamento tra stratosfera e troposfera procederร  come suggeriscono alcuni modelli, potremmo assistere a un aumento del blocco atmosferico sulla Groenlandia e sul Nord Atlantico entro la metร  di Febbraio. Questo favorirebbe flussi settentrionali e nord-orientali verso il nostro continente.

      Non si tratta di allarmismo, ma di consapevolezza. Il clima sta cambiando, e i suoi effetti non sono sempre quelli che ci aspetteremmo. Un mondo piรน caldo puรฒ significare, paradossalmente, inverni piรน brutali per alcune regioni. La scienza continua a indagare, ma una cosa รจ certa: quello che succede nellโ€™Artico non resta nellโ€™Artico. Prima o poi, arriva anche da noi.

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      Credit e fonti scientifiche

      • NOAA Climate.gov โ€“ Understanding the Arctic Polar Vortex
      • Nature Communications Earth & Environment โ€“ Arctic Amplification Research
      • Science Magazine โ€“ Linking Arctic variability and extreme winter weather
      • UK Met Office โ€“ Sudden Stratospheric Warming
      • Yale Climate Connections โ€“ Winter weather in a warming world
      • Scientific American โ€“ The Arctic Is Warming Four Times Faster
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      TAG:amplificazione articacorrente gettogelo Nord Americaondate freddoriscaldamento articostratwarmingvortice polare
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