La prima metà di gennaio è stata particolarmente fredda. Condizioni meteo invernali ostinate e continue hanno coinvolto il nostro paese. Erano anni che non si vedeva un tale freddo anche se, giova ricordare, non è così eccezionale sul lungo periodo. Come proseguirà il mese? Scopriamolo insieme in questo nostro nuovo articolo.
L’evoluzione
Un’area anticiclonica, alimentata in parte da masse d’aria di origine africana e quindi più temperate, è pronta a rafforzarsi sul Bacino del Mediterraneo. Per un po’ quindi stop inverno. Ma il risultato sarà che non avremo condizioni di tempo stabile molto a lungo. È vero che il sole farà capolino su molte regioni, ma è anche vero che le regioni settentrionali non lo vedranno praticamente più

Impennata termica ma non esagerata
L’aspetto più evidente di questo cambiamento sarà senza dubbio l’andamento termico. A partire soprattutto dalla metà della settimana, le temperature sono destinate a salire in modo sensibile su tutte le regioni italiane.
Dopo il freddo intenso dei giorni precedenti, si aprirà una parentesi meteo più mite, con valori che in molti casi andranno al di sopra delle medie.
A titolo informativo, nelle Isole Maggiori, in particolare, le temperature massime potrebbero raggiungere punte di 16-18 gradi, valori oramai ritenuti non eccezionali. E comunque possibili anche nel cuore di gennaio. Almeno in questi ultimi anni.
Grande cambiamento in vista
Tra il 15 e 18 gennaio riecco il flusso perturbato atlantico, che abbasserà la propria traiettoria verso latitudini più meridionali. Pare oramai sicuro, perché all’inizio i modelli meteo faticavano la vera possibilità di questo nuovo cambiamento. Le regioni più coinvolte? Senza dubbio Liguria, Alta Toscana, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna, con un classico pattern da correnti da sud e sud-est.
Partiamo quindi dal fatto che, soprattutto nelle giornate del 16-17 gennaio, ci si aspetta forte maltempo sulle regioni settentrionali, con precipitazioni diffuse, battenti e persistenti. Un pattern meteo però tipico dell’autunno. Non solo non nevicherà mai in pianura, ma sarà anche difficile che lo faccia al di sotto dei 1000 metri. Potrebbero risultare nevicate sporadiche a bassa quota solo nei fondivalle alpini. Ma assolutamente non diffuse a livello di Valpadana.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE