Dal niente a tutto in pochi giorni: gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo americano GFS hanno totalmente stravolto la previsione per l’Epifania e i giorni successivi in Italia. Quello che sembrava il modello più restio in termini di freddo e neve per il Centro-Nord Italia ha addirittura rincarato la dose nel corso delle ultime 24 ore di aggiornamenti. Ora possiamo confermare che tutti i principali centri di calcolo (come anche ECMWF) sono allineati su quella che sarà una importante ondata di freddo, maltempo e neve tra 6, 7 e 8 gennaio.
Freddo intenso, neve e maltempo per l’Epifania
La neve arriverà fino a quote pianeggianti su diverse regioni, complice la presenza di una massa d’aria fredda artico-continentale che in queste ore sta attraversando l’Europa centrale e a breve si fionderà su Francia, Nord Italia e Mediterraneo occidentale. Proprio qui andrà a scavare un ciclone molto ben organizzato, responsabile del deciso peggioramento del tempo a partire da martedì 6 gennaio.
Centro meteo americano indica la forte nevicata
Il Centro Meteo americano GFS propone un ciclone particolarmente sviluppato sul Tirreno centro-settentrionale, dove rischia di restare quasi immobilizzato per almeno due giorni, tra il 6 e il 7 gennaio. Attorno a questo minimo di bassa pressione, che potrebbe scivolare al di sotto dei 995 hPa, si svilupperebbe un vasto fronte nuvoloso a spirale pronto a investire in pieno tutto il Centro e il Nord Italia.
Regioni maggiormente colpite dal maltempo
- Toscana
- Marche
- Emilia-Romagna
- Triveneto
Non a caso sono proprio queste le aree dove sono attesi gli accumuli di neve più abbondanti, non solo in montagna ma anche a bassissima quota e in pianura.
Accumuli importanti già nel giorno dell’Epifania
Nella sola giornata dell’Epifania potrebbero precipitare oltre 20 cm di neve fresca secondo il recente aggiornamento del modello americano. Gli accumuli più consistenti risulteranno probabili sulle pianure dell’Emilia-Romagna, sul Pesarese e sulle zone a bassissima quota dell’alta Toscana.
Fino a 10–15 cm di neve potrebbero interessare Veneto e Friuli Venezia Giulia, come non accadeva da moltissimi anni. I fiocchi bianchi si estenderebbero gradualmente anche alla Val Padana centrale, coinvolgendo Emilia occidentale e Lombardia, con possibili sconfinamenti fino al Piemonte. Negli ultimi aggiornamenti rientrano in gioco anche Trentino-Alto Adige e Liguria orientale, dove la neve potrebbe arrivare a quote davvero bassissime.

Copertura nevosa estesa fino al 7–8 gennaio
Davvero eloquente la copertura nevosa prevista al suolo entro il 7 gennaio secondo il Centro Meteo americano GFS: gran parte del Nord-Est e numerosi territori del Centro Italia potrebbero ritrovarsi ammantati di bianco. Come se non bastasse, i fiocchi bianchi potrebbero raggiungere quote basse anche tra 7 e 8 gennaio su Umbria, Abruzzo, bassa Toscana, Lazio, Sardegna e Molise, ma di questo ne riparleremo nei prossimi aggiornamenti.
Fonti e crediti
Per questa analisi sono stati consultati i principali modelli meteorologici internazionali, tra cui il GFS del NOAA (https://www.noaa.gov), il modello ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le relative elaborazioni sinottiche utili a valutare l’evoluzione dell’ondata di freddo artico-continentale sull’Italia.
