
(METEOGIORNALE.IT) Gli ultimi tre giorni di gennaio, i cosiddetti “giorni della merla”, continueranno a essere contrassegnati da una media circolazione moderatamente instabile di matrice nordatlantica in affondo attraverso la Francia e Golfo del Leone, verso il Mediterraneo centrale e l’Italia.
L’instabilità, in questa fase, non sarà generalizzata sulla penisola, piuttosto interesserà in maniera più diretta le due Isole maggiori, la Calabria, qualche settore centrale, inizialmente soprattutto la Toscana e qualche costa tirrenica, poi, sul finire del mese, il Medio Adriatico, ma su questi settori del Centro instabilità più irregolare e meno sostanziosa.
Prospettive, invece, di tempo migliore mediamente al Nord, meno esposto al flusso di correnti nord-occidentali, quindi su questo settore tempo in prevalenza asciutto fino a fine mese, salvo qualche fastidio sulle aree alpine occidentali con fiocchi fino a bassa quota. T
ermicamente, i giorni della merla trascorreranno con temperature tutto sommato prossime alle medie tipiche del periodo al Nord, diffusamente al Centro e anche su alcune aree interne appenniniche meridionali, ciò per una temporanea disposizione delle correnti da Nordovest, anzichè da Ovest/Sudovest, quindi con ingresso di aria un po’ più freddina che, specie dove essa coinciderà anche con cieli più sereni notturni, potrà determinare minime anche sotto zero fino a bassa quota o comunque intorno allo 0.
Il flusso generale, tuttavia, permane di matrice atlantica, quindi non ci sarà il freddo tipico e più crudo che convenzionalmente viene associato ai giorni della merla, anche se questa associazione è oramai anacronistica in questi tempi di dichiarato riscaldamento del clima.
A seguire, con l’avvento di febbraio, la circolazione tornerà a piegare più da Ovest con arrivo di un nuovo e anche apprezzabile peggioramento del tempo, questa volta, però, più al Nord e in parte al Centro, ancora in attesa il Sud e il medio e basso Adriatico.
In coincidenza, dunque, con l’inizio della prossima settimana, lunedì 2 e martedì 3 febbraio, un fronte perturbato ben organizzata e spinto da una profonda e vasta bassa pressione, nel frattempo scavatasi tra il Golfo di Biscaglia, la Francia e la Spagna, si tufferà sul Mediterraneo occidentale, attivando intense correnti umide e miti meridionali alla volta del Nord Italia.

Le nostre regioni settentrionali saranno quelle più esposte al flusso perturbato da Sud, con peggioramento nella mattinata di lunedì, dapprima su Liguria e Piemonte, poi verso tutto il Nord entro sera e anche su Toscana, qualche pioggia debole fino al Nord Sardegna e sul Lazio.
Il maltempo, su queste aree, proseguirà nella notte sul 3 e per martedì 3 tutto, mostrandosi particolarmente significativo tra Sud Piemonte, Liguria, alta Toscana, poi su alto Piemonte, Centro Nord Lombardia e sui settori alpini e prealpini centro orientali, qui meno sull’Alto Adige.
In realtà, il maltempo proseguirebbe su queste medesime aree anche il 4, per di più dal 4 in estensione anche al resto d’Italia, però in questa sede ci soffermiamo sulla fase di inizio settimana, perchè fino al 3 si mostrerebbe piuttosto intenso al Nord e, soprattutto perchè, tra il 2 e il 3, sarebbe associato anche a una fase moderatamente fredda per le regioni settentrionali.
Sulle regioni del Nord, infatti, nei prossimi 2/3 giorni, grazie alla citata disposizione più settentrionale della circolazione, affluirebbero, in maniera piuttosto costante, moderate correnti più freddine nord-orientali, in grado di fare accumulare un discreto cuscino freddo nei bassi strati.
Questa circolazione più fredda da Est/Nordest, per di più, riuscirebbe a mantenersi attiva anche nelle prima fasi di entrata del flusso atlantico, dunque, per un po’ di ore, specie tra lunedì e notte su martedì, il flusso umido potrebbe scorrere sopra aria più fredda.
Ci sarebbero, nella sostanza, le condizioni per diffuse nevicate al Nord tra il pomeriggio-sera di lunedì 2 e la mattinata di martedì 3, fino a bassa quota o localmente anche al piano.
Nella mappa interna, abbiamo evidenziato le aree con neve, naturalmente attesa su tutti i settori alpini e prealpini, fino a bassa quota o anche in valle; neve a bassa quota e fino in pianura sul Cuneese, specie centro-meridionale, localmente su Astigiano occidentale e meridionale, su qualche settore torinese sudorientale, su Sud Alessandrino, anche localmente sul Pavese e su qualche settore pedemontano emiliano occidentale.
Neve bassa anche sulle aree interne liguri. Si tratta di una stima approssimativa, magari con i dati più freschi potrà computarsi qualche nevicata anche su altre aree pianeggianti.
I fenomeni più abbondanti sono attesi sulle aree alpine evidenziate in mappa in blu più scuro e ancora più su quelle in fucsia, tra il basso Piemonte e i settori interni liguri, con 10/20 cm su queste aree, ma fino a 30/40 cm sui rilievi del Cuneese meridionale e localmente interni liguri.
Maggiori dettagli su questo ennesimo peggioramento di inizio settimana prossimo, specie al Nord, nei nostri quotidiani aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF). (METEOGIORNALE.IT)



