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Home A La notizia del giorno

Meteo pazzo: Gelo estremo negli USA, Europa in Primavera, cosa sta succedendo

Davide Santini di Davide Santini
08 Dic 2025 - 16:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Gelo veramente estremo negli Stati Uniti, l’immagine è a cura di WXCHARTS, opportunamente riadattata dall’autore

 

(METEOGIORNALE.IT) Sta succedendo qualcosa di folle. Lettori e meteo appassionati ci chiedono come mai negli Stati Uniti c’è in atto un’ondata di gelo e in Europa c’è il nulla assoluto. Prima di tutto è opportuno evidenziare che cosa sta accadendo e soprattutto capire perché ci siano divergenze così importanti tra il tempo oltre oceano e sul vecchio continente.

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Nord America nella morsa del gelo

Nel Canada e nell’est degli Stati Uniti la stagione fredda è cominciata davvero a mille. Le masse d’aria artica, alimentate da una fase di forte instabilità del Vortice Polare, hanno favorito discese fredde continue, quasi senza pause, dando luogo a precipitazioni nevose diffuse, precoci e particolarmente furiose.

 

I modelli meteo indicano che tale situazione non sarà un episodio isolato ma una condizione destinata a protrarsi ancora. Il punto culminante dell’ondata è previsto per la metà del mese, attorno al 15 dicembre, quando una nuova spinta di aria estremamente fredda potrebbe far precipitare ulteriormente le temperature, stabilendo valori che rischiano di diventare eccezionali rispetto alle medie climatiche del periodo. Che ricordiamo già essere più freddi della nostra media!

 

Europa su una traiettoria completamente diversa

Mentre il Nord America affronta il gelo, l’Europa sta vivendo un periodo completamente opposto, con un clima decisamente più mite e dolce del normale. L’assetto atmosferico prevalente, dominato da correnti spiccatamente temperate per non dire mitissime, sta impedendo l’ingresso delle masse d’aria fredda e, di conseguenza, ostacolando la formazione di nevicate importanti o di episodi invernali veri e propri.

 

Il confronto è impietoso

Alla stessa quota di riferimento, ovvero la temperatura a 850 hPa (circa 1500 metri) a parità di latitudine ci sono una trentina di gradi di differenza. Sì avete capito bene. Un dato che risulta particolarmente impressionante, soprattutto considerando che lo zero termico sulle Alpi potrebbe salire fino ai 4000 metri, un livello più consono alla tarda primavera o addirittura all’estate che al cuore della stagione fredda.

 

Con un simile profilo atmosferico, le possibilità che l’Europa venga raggiunta da vere ondate di gelo diventa qualcosa di molto remoto. Mentre oltreoceano fa davvero molto freddo anche ben al di sotto della media di riferimento attuale.

 

Eccezionalità? Fino a un certo punto

l contrasto estremo tra Stati Uniti ed Europa non è una novità assoluta: in passato è già accaduto che i due continenti vivessero inverni dalle caratteristiche opposte. Ma attenzione. Quest’anno si va oltre. Ciò che emerge in questo dicembre è un divario davvero estremo, così evidente da richiamare inevitabilmente l’attenzione non solo degli esperti meteo ma anche dell’opinione pubblica.

 

Mentre negli Stati Uniti c’è un freddo impressionante, in Europa la mitezza dilaga. L’immagine a cura di WXCHARTS dice quanto è davvero anomalo questo clima. Europa nel rosso di più profondo.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpianomalie termicheAROMEARPEGEcambiamento climaticoCanadaclima anomaloclima miteconfronto meteo USA Europacorrenti temperatedicembre 2025differenze climaticheECMWFeuropaEuropa senza geloEurope vs USAeventi climatici estremifreddo recordgelo estremogfsICONinverni oppostiinverno 2025massa d’aria articameteo estremometeorologiamodelli meteoneve nord americanevicatenord americaondata di freddoprecipitazioni nevoseStati Unititemperatura a 850 hPavortice polareWXCHARTSzero termico
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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