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Neve in arrivo, su diverse Regioni. Si prepara un Natale invernale

Metà Dicembre cambia marcia: piogge, neve a bassa quota, smantella l'Alta Pressione sull'Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
14 Dic 2025 - 12:30
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Cosa possiamo aspettarci da questo dicembre 2025 che abbandonerà quest’anno per traghettarci nel 2026? Innanzitutto, l’alta pressione che sta interessando l’Italia tende a finire. Pertanto, stavolta aveva ragione, l’emissione previsionale di qualche giorno fa del modello matematico europeo.

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Attenzione però: queste alte pressioni saranno insidiose perché non spariranno completamente dallo scenario europeo, ma si sposteranno migrando verso nord, prima verso la Scandinavia, poi addirittura verso le Isole Britanniche.

 

Così sembrerebbe. In Italia si profilq una situazione atmosferica favorevole alla formazione di basse pressioni. Niente di eccezionale per quanto riguarda i minimi barici, ma torneranno le precipitazioni. Queste non ovunque: sembrano destinate soprattutto a una parte del Paese e, tra l’altro, e ormai praticamente imminenti, perché le prime precipitazioni inizieranno a cadere addirittura lunedì, a partire dal settore più occidentale, sull’arco alpino.

 

Qui, complice anche l’abbassamento delle temperature, sarà neve: dapprima a quote più elevate, poi la quota neve scenderà sensibilmente, fin sotto i 1000 metri, arrivando in Piemonte fino a 600 metri. Piemonte e così anche in Valle d’Aosta.

 

Martedì sarà la giornata in cui comincerà a piovere in Lombardia. La pioggia inizierà a cadere insistente anche su Milano, dove la temperatura si aggirerà attorno a 5°C. Questo vuol dire neve a quote via via più basse anche in Lombardia, e le Alpi e le Prealpi saranno presto ben innevate. E lo resteranno per Natale, dato che le proiezioni meteo per la prima parte delle festività indicano una situazione di instabilità, dunque favorevole alle precipitazioni.

 

Non è una situazione molto comune per Natale, diciamocelo, peraltro con temperature che soprattutto sul settore occidentale tenderanno a divenire invernali, prossime alla media. Al momento però niente freddo intenso, niente gelo: ancora una volta rimandati, o quantomeno si stanno materializzando pian piano. Stiamo infatti per uscire dal tunnel dell’alta pressione di matrice nordafricana, che ha portato le temperature a livelli elevatissimi. Addirittura, sul Nord Italia orientale, nella giornata di sabato si sono raggiunti valori quasi da record, o forse da record storico: bisognerebbe consultare gli annali meteo. In ogni caso, parliamo di valori molto elevati, in alcuni casi 7-8°C superiori alle medie per le massime. Va meglio per le minime: nella mattinata di questa domenica, la temperatura è scesa soprattutto sul settore centro-occidentale, con diffuse brinate e anche lievi gelate notturne.

 

Il clima, come detto, sta cambiando in Italia: si sta avverando la stagione invernale dopo un’interruzione durata svariati giorni. Quello che stiamo vivendo sono effettivamente estremi meteo, anche se non da record, perché si passa da una fase fredda (vissuta a novembre, con valori insoliti per il periodo) a un periodo mite. È la classica situazione derivante da quel fenomeno definito amplificazione artica: complesso da spiegare perché contraddittorio, è un effetto del Riscaldamento Globale che, semplificandone il concetto, vede il caldo richiamare il freddo, il quale poi si spinge alle latitudini medie.

 

In Europa, per avere molto freddo servono determinate configurazioni atmosferiche; tuttavia si possono comunque avere condizioni meteo avverse, anche in Italia. Da noi il clima non è quello della stessa latitudine del Nord America, per ragioni geografiche, e perché il nostro mare a ovest, l’Oceano Atlantico, beneficia della Corrente del Golfo che – quantomeno per il momento – mitiga il clima di tutte le coste occidentali europee e influenza decisamente anche il clima italiano.

 

Il nostro clima è influenzato anche dal calore che arriva da sud, dall’Africa, dai grandi deserti, che però in inverno si raffreddano rispetto alla piena estate; mentre il Mar Mediterraneo perde calore molto lentamente. È questo alternarsi di periodi freddi e fasi eccezionalmente calde a rendere il Mediterraneo un elemento molto attivo del tempo italiano: produrrà nubi e precipitazioni. È il nostro mare a sviluppare addensamenti nuvolosi sulle coste tirreniche, sulla Sardegna, su gran parte delle regioni meridionali del Sud Italia. Eppure c’è l’alta pressione: queste nubi però riducono l’insolazione diurna, la radiazione solare, e quindi le temperature non salgono verso vette altissime.

 

Abbiamo detto che arriveranno le precipitazioni e la neve sul settore Nord-Ovest, fin a quote abbastanza basse: tutto nella norma di un inverno normale. In questa prima fase non ci sarà neve in Pianura Padana, ma di questo ne parleremo, perché le linee di tendenza, osservando soprattutto gli indici di comportamento del clima, ci dicono qualcosa di diverso soprattutto per gennaio, mese decisamente più freddo. E attenzione: febbraio resta il mese principe del freddo, specialmente siberiano.

 

Crediti e fonti internazionali: ECMWF – NOAA – Met Office (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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