C’è un grafico che chiunque si occupi di previsioni a medio termine controlla compulsivamente, quasi fosse il meteo di borsa prima dell’apertura dei mercati.
È il diagramma delle fasi dell’indice RMM. Per i non addetti ai lavori sembra un bersaglio per le freccette diviso in otto spicchi, ma per i meteorologi è la bussola della Madden Julian Oscillation. Parliamo di quel respiro profondo dei tropici, quell’onda convettiva che – quando decide di farsi sentire – riordina le carte in tavola su tutto il Globo, modificando venti e pressioni atmosferiche terrestri.
Ebbene, guardando le proiezioni attuali, la bussola sembra smagnetizzata. Come dire, l’ultima emissione che è del 14 ora locale, ma il 15 dicembre in Italia, confonde le linee di tendenza e vedrete molto caos nei modelli matematici, con fortissime discrepanze tra loro. Non sono i meteorologi a sbagliare, ma i sistemi di calcolo che sono disturbati da un complesso sistema di perturbazioni a livello planetario. In poche parole, ci sono molti indici climatici, ovvero teleconnessioni, che si disturbano a vicenda.
Un segnale intrappolato nel cerchio
Osservando l’evoluzione prevista tra il 14 e il 28 dicembre 2025, salta all’occhio un dettaglio inequivocabile: la linea verde del modello americano NCEP GEFSBC non ne vuole sapere di muoversi. I punti giornalieri, quelli che dovrebbero indicarci la magnitudo e la posizione del segnale, si accalcano pigramente all’interno del cerchio centrale, la cosiddetta “unit circle”.
Siamo tecnicamente tra le fasi 2 e 3 – ovvero sull’Oceano Indiano e verso il Continente Marittimo – ma è una presenza spettrale. Le “spaghettate” gialle degli ensemble, quei garbugli di linee che mostrano le varie probabilità, restano raggomitolate su sé stesse. Insomma, la MJO c’è, esiste, ma dorme. E quando il motore tropicale gira al minimo, le teleconnessioni verso le nostre latitudini si inceppano.
Perché l’ampiezza fa la differenza
Capiamoci, non è solo una questione di estetica del grafico. La Madden Julian Oscillation è un’onda che viaggia da ovest verso est con un ciclo di circa 30-60 giorni. L’indice RMM serve a filtrare il rumore di fondo per isolare questo segnale. Se l’ampiezza resta sotto la soglia di 1 – ovvero dentro quel maledetto cerchio – significa che l’onda non ha energia sufficiente per “bucare” l’atmosfera e spedire segnali chiari verso il Polo Nord. Pensate un po’, quel che succede nei tropici si ripercuote nei Poli.
In condizioni normali, un’uscita decisa dall’Oceano Indiano verso il Pacifico occidentale innescherebbe una catena di eventi: le onde di Rossby si attiverebbero, il getto atlantico inizierebbe a ondulare e, con un ritardo fisiologico di un paio di settimane, vedremmo formarsi alte pressioni di blocco o affondi freddi sull’Europa. Ma oggi? Oggi manca la spinta iniziale. È come cercare di sentire un sussurro in una discoteca affollata. Però, qualche giorno fa avevo analizzato un’altra proiezione della Madden Julian Oscillation ed era di ben altro avviso. Quindi, questa emissione non è da considerare come se fosse infallibile.
Senza un segnale forte, diventa rischioso – se non inutile – applicare le classiche mappe statistiche. Dire “fase 3 uguale freddo” in questo contesto è un errore da matita rossa. Senza ampiezza, la statistica perde valore.
L’atmosfera fa da sé: il caos europeo
Quindi, cosa dobbiamo aspettarci sul fronte meteo tra Francia, Germania e Italia? Semplice (o forse no): l’atmosfera farà tutto da sola.
In assenza di un “padrone” tropicale che detti i tempi, il tempo meteorologico sarà governato dalla variabilità interna, quella più caotica e meno prevedibile. Tutto dipenderà dagli umori momentanei del Vortice Polare stratosferico e dalla posizione della corrente a getto sull’Atlantico. Non essendoci una forzante esterna capace di imporre una direzione precisa – come una NAO positiva o negativa ben definita – navigheremo a vista. E mi auguro vivamente che non si interponga un’alta pressione di blocco qui in Europa che ci ruberebbe anche questo prezioso inverno, che ha i requisiti necessari per avere una parvenza di una manciata di giorni nella media climatica.
Probabilmente vivremo la classica alternanza: un po’ di rimonta anticiclonica, qualche fronte rapido che porta piogge e neve sui rilievi, poi magari una pausa. Niente ondate di gelo epocali telecomandate dai tropici, ma nemmeno stabilità infinita garantita. È il regno dell’imprevedibilità a breve termine.
Insomma, ci dobbiamo affidare ad altri intermediari del freddo, magari uno Stratwarming? Una favorevole Amplificazione Artica che porti il freddo in Europa e non solo in Nord America. Qui scrivo anche per gli amanti del tepore, però le stagioni devono esserci tutte, e siccome viviamo gli ultimi anni di un clima che potrebbe ancora offrire giorni nella normalità, faccio il tifo per averli.
Conseguenze per l’Italia e il Mediterraneo
Scendendo nel dettaglio di casa nostra, la situazione è analoga. Una MJO così debole ci lascia in balia della sinottica spicciola. Se il getto (Jet Stream) deciderà di abbassarsi di latitudine, vedremo perturbazioni atlantiche entrare dal Tirreno con il loro carico di libeccio e piogge. Se invece il flusso zonale si alzerà, spazio a nebbie in Val Padana e inversioni termiche, quel clima grigio e statico tipico di certi inverni.
Il grafico RMM, da solo, oggi non ci aiuta a scegliere tra queste opzioni. Diciamolo chiaramente: per chi cerca tendenze stagionali solide, questo è un momento di magra. L’unica scossa potrebbe arrivare se, nei prossimi aggiornamenti, quella linea verde decidesse di scattare verso l’esterno, magari puntando le fasi 4 o 5 nel Pacifico. Allora sì, ne riparleremmo. Ma per ora, la mappa non suggerisce colpi di scena. Occhi puntati sui prossimi run (emissioni di questa previsione della Madden Julian Oscillation), ma senza farsi troppe illusioni: il regista tropicale, per adesso, è in pausa caffè.
Credit e Approfondimenti:
- NOAA Climate Prediction Center – MJO Monitoring
- ECMWF – Madden Julian Oscillation Forecasts
- Bureau of Meteorology Australia – Tropical Monitoring
- Met Office UK – Tropical prediction and MJO
- Japan Meteorological Agency – Intra-seasonal Oscillation
