
(METEOGIORNALE.IT) No, non sarà un gennaio come gli altri. Ormai ci siamo abituati a inverni diversi da quelli vissuti fino agli anni ’90 o ai primi anni 2000, quando il freddo era di casa e la neve arrivava a bassa quota più di una volta l’anno. Sia il Nord che il Centro-Sud vivevano inverni degni di questo nome, ma da qualche anno tutto sembra essere cambiato.
Anzi, nessun “sembra”. Il cambiamento climatico è una certezza, soprattutto nel Mediterraneo, che rientra tra le aree del mondo più colpite da questo radicale mutamento. Da parecchi anni, infatti, le ondate di freddo si sono ridotte sempre più ed anche le nevicate sono uscite di scena, persino a quote medio-alte. In pianura la neve manca dal 2019, praticamente da sei anni.
Un trend climatico ormai consolidato
Non aggiungono molto alla statistica le potenti ma isolate ondate di gelo del 2017, del 2014 e del 2012. L’andamento sembra inevitabile ed è quello che porta a inverni sempre meno freddi e sempre meno nevosi. Qualche episodio nevoso, chiaramente, arriva prima o poi, ma non basta a cancellare o invertire un trend ormai ben definito.
Inverno diverso dal solito?
Ma quest’anno? Il trend sarà confermato o arriverà un gennaio diverso dagli ultimi? Ebbene, qualcosa di diverso già c’è, ma non riguarda solo questo mese. Già dall’autunno, in verità, abbiamo osservato un netto cambio di circolazione che ha riportato un po’ di normalità meteorologica in Italia, quantomeno dal punto di vista delle precipitazioni.
Non sappiamo ancora se si tratti di una parentesi destinata a chiudersi rapidamente, ma ora si attende la neve a bassa quota per poter dire che “anche l’inverno sta facendo l’inverno”.

Epifania nel mirino: freddo e neve a bassa quota
Gennaio potrebbe essere il momento opportuno. Le premesse sono buone, in virtù dell’immenso serbatoio gelido che si è insediato sull’Est Europa e sulla Scandinavia. Sarà proprio questo a garantire un episodio instabile e nevoso, potenzialmente anche a bassissima quota, nel giorno dell’Epifania.
Le aree più esposte tra 6 e 7 gennaio
- Regioni centrali
- Parte del Nord-Est
L’ondata di freddo è attualmente prevista da tutti i principali centri meteo e sembra puntare con decisione queste zone proprio tra il 6 e il 7 gennaio.
Non solo Epifania: possibili altri affondi gelidi
Ma non finisce qui. Il prosieguo del mese potrebbe riservare ulteriori sussulti freddi artico-continentali, diretti a più riprese verso l’Europa. Il vortice polare resterà molto disturbato e le continue ondulazioni della corrente a getto sul Nord Atlantico renderanno possibili nuove ondate di freddo intenso.
Ovviamente è impossibile determinare fin da ora le traiettorie precise di queste perturbazioni fredde nel prosieguo del mese, ma le occasioni per l’Italia non mancheranno. Di certo, almeno per ora, siamo lontani dagli anonimi mesi di gennaio degli ultimi anni, spesso dominati da ingombranti anticicloni.
Fonti e crediti
Questa analisi sul possibile gennaio d’altri tempi è stata realizzata confrontando le più recenti emissioni dei principali modelli meteorologici internazionali, in particolare GFS del NOAA (https://www.ncep.noaa.gov), ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i dati ufficiali NOAA (https://www.noaa.gov), utilizzati per valutare la tendenza climatica su scala europea e mediterranea. (METEOGIORNALE.IT)
