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Guardando la mappa che abbiamo allegato, salta subito allโocchio una configurazione barica che ha ben poco di banale. Non รจ il solito dicembre un poโ anonimo, fatto solo di nebbie (beh, questโanno nemmeno quasi ci sono) o pioggerelline noiose (ci fossero). Qui cโรจ movimento, cโรจ dinamicitร . Analizzando questa cartina di previsione in quota (siamo attorno agli 850 hPa), lo scenario europeo appare come un campo di battaglia tra masse dโaria radicalmente opposte.
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Osserviamo due giganti del freddo. Due sistemi di massa gelida ben definiti. Il primo, di origine artico-polare, si estende con una profonda bassa pressione verso la Russia europea. ร una manovra interessante, perchรฉ in questo frangente vediamo lโanticiclone siberiano ritirarsi verso est, quasi a voler prendere la rincorsa. Dallโaltra parte dellโoceano, sul Nord America, notiamo unโespansione verso levante dellโaria gelida.
E qui le proiezioni successive ci dicono qualcosa di ancora piรน sorprendente: questo freddo americano sembra intenzionato a tuffarsi in pieno Atlantico, spingendosi talmente a sud da raggiungere le Isole Azzorre.
ร unโanomalia? Diciamolo, รจ un evento piuttosto insolito. Potrebbe determinare unโondata di freddo di rilevanza notevole in pieno Oceano e, proprio come accaduto nel 2024, portare nevicate a quote impensabili per quelle latitudini. Insomma, lo scacchiere meteorologico si sta muovendo con pezzi pesanti.
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LโEuropa nella morsa intermedia
Mentre ai lati succede tutto questo, il Vecchio Continente si trova in una sorta di terra di mezzo. Il trend per i giorni che ci accompagneranno verso Natale vede un abbassamento diffuso delle temperature. Lo vedrete in altre mappe. Ma attenzione, non parliamo ancora di gelo ovunque. Il Vortice Polare troposferico โ quello che comanda il gioco alle quote piรน basse, dove viviamo noi, per intenderci โ vede lโEuropa raffreddarsi, sรฌ, ma con dinamiche complesse.
Sulla Russia, lโentitร del gelo potrebbe temporaneamente ridursi. Perchรฉ? Semplicemente perchรฉ da quelle parti andrebbero a instaurarsi correnti meridionali. Ma รจ un fuoco di paglia. Lโanticiclone russo-siberiano รจ pronto a espandersi nuovamente e, in questo suo movimento, innescherebbe un meccanismo affascinante: lโaria gelida si sposterebbe dalla Siberia verso lโArtico, per poi scivolare giรน, dritta verso la Scandinavia.
Unโevoluzione, questa, che monitoriamo con estrema attenzione. Immaginate lโaria gelida presente sul Canada settentrionale che punta la Groenlandia e sprofonda verso sud, quasi a toccare le Azzorre, come accennavamo poco fa. E lโEuropa? Si troverebbe con un campo di alte pressioni prevalente, ma tuttโaltro che solido. Specie nella parte oceanica e nel basso Mediterraneo, la situazione resterebbe vulnerabile. I fronti perturbati oceanici appaiono decisamente piรน attivi e organizzati rispetto a quelli mediterranei, che invece risultano spesso frastagliati, disordinati, ma non per questo meno pericolosi. Anzi, sono proprio questi ultimi i veri forieri di instabilitร atmosferica imprevedibile.
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Il meteo in Italia verso la metร del mese
Cosa significa tutto questo per noi? Che ci troviamo davanti a un mix di tardo autunno e anticipo dโinverno. I temporali, ad esempio, non mancheranno. Probabilmente andranno a interessare il settore centro-meridionale del Tirreno. La Sardegna e la Sicilia sono in prima linea, con fenomeni che poi tenderanno a portarsi verso la Grecia, coinvolgendo anche le coste nordafricane e il loro immediato entroterra.
ร una situazione meteorologica abbastanza comune durante la stagione invernale, certo. Ma cโรจ un dettaglio che non possiamo ignorare: non รจ molto frequente vedere irruzioni di aria fredda cosรฌ vicine allโItalia proprio nel periodo di Natale. ร un dato di fatto di cui stiamo discutendo da tempo nelle nostre analisi interne. Quella irruzione dโaria fredda vista scivolare verso la Scandinavia appare molto, molto interessante per il prosieguo stagionale.
Potrebbe infatti irrompere verso il Mediterraneo. E non parliamo di unโaria qualsiasi, ma di masse dโaria polare. Facciamo chiarezza: lโaria polare รจ ben diversa da quella artico-marittima. ร piรน fredda, piรน cattiva, piรน instabile. Quando aria di origine polare entra nel nostro bacino, genera un freddo pungente e unโinstabilitร atmosferica marcata.
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La prospettiva della neve: sogno o realtร ?
Qui entriamo nel campo delle ipotesi, quelle che fanno battere il cuore agli appassionati della neve (e tremare chi odia il freddo). Unโirruzione di questo tipo porta molto spesso precipitazioni lungo la penisola italiana, sulle isole maggiori e, fattore cruciale, a quote molto basse. In molte circostanze passate, con configurazioni simili, abbiamo visto la neve cadere in localitร dove solitamente รจ una chimera. Parliamo di cittร come Firenze e persino Roma.
Tuttavia, dobbiamo fare i conti con la realtร climatica attuale. Con lโaumento della temperatura globale, non sappiamo con certezza quali effetti potrebbe produrre una simile configurazione oggi. Basta un niente, un valore superiore di 1ยฐC o 2ยฐC rispetto al passato, per trasformare una nevicata storica in una pioggia fredda e fastidiosa. Cambia tutto, insomma.
Quindi, diciamolo chiaramente: al momento non stiamo facendo una previsione di neve certa per queste cittร . Sarebbe poco professionale. Ne parliamo solo ed esclusivamente in ambito di probabilitร . Ma la probabilitร cโรจ. Esiste la possibilitร concreta che nel periodo dopo Natale si verifichi unโirruzione di aria fredda di origine polare, dalla Scandinavia verso lโItalia.
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Il meccanismo del โcuscino freddoโ
Se questo scenario dovesse realizzarsi, il maltempo sarebbe quasi garantito. Ma cโรจ di piรน. Una prima fase fredda e secca potrebbe andare a generare il famoso โcuscinetto dโaria freddaโ in Val Padana. Inizialmente precipitazioni non ce ne sarebbero. Il cielo sarebbe magari limpido, lโaria tagliente. Ma successivamente? Ecco che lโarrivo di basse pressioni dal Nordafrica โ spostate dal flusso perturbato atlantico e alimentate dalle continue irruzioni fredde nordamericane โ potrebbe portare perturbazioni cariche di umiditร sullโItalia.
A quel punto, con il freddo intrappolato nei bassi strati (il cuscino, appunto), si verificherebbero le cosiddette โnevicate da addolcimentoโ sulle regioni settentrionali. Neve copiosa in pianura, mentre in quota lโaria tende a scaldarsi. ร un contesto di clima che tende a essere piuttosto rigido rispetto a come abbiamo visto gli altri anni. Una situazione meteo tutta da definire, da delineare giorno per giorno. Non abbiamo la sfera di cristallo, ma solo la capacitร di analizzare linee di tendenza che, oggi, appaiono estremamente interessanti.
Ecco perchรฉ ci spingiamo a parlarvi del rischio di neve addirittura in pianura padana e, in casi piรน rari, in cittร del centro come Firenze o Roma. So bene che a molti possa apparire fantasiosa questa previsione. Qualcuno sorriderร scettico. Ma osservando tutti gli elementi in campo, la logica fisica porta a questo genere di proiezioni. Ovviamente, sono ampiamente smentibili dai fatti reali, perchรฉ stiamo guardando a lunghissimo termine, analizzando indici climatici e fattori di comportamento atmosferico, non il meteo di domani mattina.
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Lโincognita dello Stratwarming e il Burian
Nel dopo Natale sembra esserci una vera ventata di meteo acuto invernale. E poi? Poi entriamo nel territorio dellโignoto. Abbiamo sempre lรฌ, โparcheggiatoโ e in ebollizione, quello Stratwarming. Cโรจ un forte riscaldamento della stratosfera in atto o in previsione. Non conosciamo ancora lโentitร precisa che avrร successivamente. Se addirittura dopo la metร del mese, o verso la fine di dicembre, dovesse esplodere in un fortissimo riscaldamento stratosferico (un Major Warming), cambierebbero le carte in tavola in modo drastico.
Si altererebbe la circolazione atmosferica in troposfera. In Italia potrebbe piombare il gelo vero, quello proveniente dalla Siberia. Quello che noi chiamiamo Burian e che nel resto dโEuropa รจ noto, con un certo timore reverenziale, come โThe Beast from the Eastโ (la bestia che viene dallโest).
Attenzione perรฒ: questo genere di fenomeni puรฒ succedere anche senza un evento di Stratwarming conclamato. Lo ricordo sempre, perchรฉ a volte ci si fissa troppo su un singolo indice. Dipende tutto dalla sinottica atmosferica locale. ร lei che comanda. ร lei che puรฒ deviare eventuali flussi di aria fredda, anche quelli successivi a un riscaldamento stratosferico.
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Lezioni dal passato: 1996 vs 1987
Per capire meglio come funziona, facciamo un salto indietro nel tempo. Prendiamo un evento meteo molto distante da noi, avvenuto alla fine del 1996. Unโepoca che sembra preistoria climatica. Ci fu un fortissimo Stratwarming. Lโaria gelida scese e divagรฒ su tutta lโEuropa orientale. Raggiunse anche lโItalia, specie il nord-est e parte del settentrione, ma senza quel โgrosso rigoreโ che ci si aspettava. Il grosso del freddo fu deviato dalla sinottica verso i Balcani. LโItalia non fu interessata diffusamente da quel gelo siberiano, o meglio, lo fu solo marginalmente rispetto alle potenzialitร dellโevento.
Al contrario, guardiamo cosa accadde qualche anno prima (anche se in un contesto diverso). Qualche mese dopo un fortissimo riscaldamento della stratosfera avvenuto alla fine di febbraio, si innescรฒ il vero Burian nei primi giorni di marzo. A quel punto lโondata di gelo colpรฌ lโItalia con una violenza inaudita. Eravamo ormai nella primavera meteorologica, eppure la temperatura scese sotto gli 0ยฐC praticamente su quasi tutta la penisola. Tempeste di neve si abbatterono sullโAdriatico. In Puglia, sulla Murgia barese, si superรฒ anche un metro di neve. Quella nevicata fu di rilevanza storica ed รจ ricordata ancora oggi in letteratura meteorologica come un evento eccezionale.
Tutto ciรฒ a dimostrazione di cosa? Che possono esserci indici di comportamento favorevoli sulla carta, ma poi sono altri aspetti โ come una sinottica locale capricciosa โ a decidere il risultato finale, riducendo o amplificando i fenomeni su scala locale. La natura ha sempre lโultima parola, e questo dicembre sembra voler dire la sua in modo piuttosto rumoroso.
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Approfondimenti scientifici internazionali:
- Per il monitoraggio delle anomalie termiche globali e oceaniche: NOAA National Centers for Environmental Information
- Analisi delle previsioni a medio termine e indici atmosferici europei: ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)
- Studi sulla dinamica della stratosfera e interazioni troposferiche: Journal of the Atmospheric Sciences