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      Home ยป Dicembre cambia volto: la Val Padana si congela, freddo in arrivo prima della neve
      A Scelta dalla RedazioneMeteo News

      Dicembre cambia volto: la Val Padana si congela, freddo in arrivo prima della neve

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 08/12/2025
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      12 Min Lettura
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      Contents
        • Lโ€™Europa nella morsa intermedia
        • Il meteo in Italia verso la metร  del mese
      • La prospettiva della neve: sogno o realtร ?
      • Il meccanismo del โ€œcuscino freddoโ€
        • Lโ€™incognita dello Stratwarming e il Burian
        • Lezioni dal passato: 1996 vs 1987

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      Guardando la mappa che abbiamo allegato, salta subito allโ€™occhio una configurazione barica che ha ben poco di banale. Non รจ il solito dicembre un poโ€™ anonimo, fatto solo di nebbie (beh, questโ€™anno nemmeno quasi ci sono) o pioggerelline noiose (ci fossero). Qui cโ€™รจ movimento, cโ€™รจ dinamicitร . Analizzando questa cartina di previsione in quota (siamo attorno agli 850 hPa), lo scenario europeo appare come un campo di battaglia tra masse dโ€™aria radicalmente opposte.

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      Osserviamo due giganti del freddo. Due sistemi di massa gelida ben definiti. Il primo, di origine artico-polare, si estende con una profonda bassa pressione verso la Russia europea. รˆ una manovra interessante, perchรฉ in questo frangente vediamo lโ€™anticiclone siberiano ritirarsi verso est, quasi a voler prendere la rincorsa. Dallโ€™altra parte dellโ€™oceano, sul Nord America, notiamo unโ€™espansione verso levante dellโ€™aria gelida.

      E qui le proiezioni successive ci dicono qualcosa di ancora piรน sorprendente: questo freddo americano sembra intenzionato a tuffarsi in pieno Atlantico, spingendosi talmente a sud da raggiungere le Isole Azzorre.

      รˆ unโ€™anomalia? Diciamolo, รจ un evento piuttosto insolito. Potrebbe determinare unโ€™ondata di freddo di rilevanza notevole in pieno Oceano e, proprio come accaduto nel 2024, portare nevicate a quote impensabili per quelle latitudini. Insomma, lo scacchiere meteorologico si sta muovendo con pezzi pesanti.

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      Lโ€™Europa nella morsa intermedia

      Mentre ai lati succede tutto questo, il Vecchio Continente si trova in una sorta di terra di mezzo. Il trend per i giorni che ci accompagneranno verso Natale vede un abbassamento diffuso delle temperature. Lo vedrete in altre mappe. Ma attenzione, non parliamo ancora di gelo ovunque. Il Vortice Polare troposferico โ€“ quello che comanda il gioco alle quote piรน basse, dove viviamo noi, per intenderci โ€“ vede lโ€™Europa raffreddarsi, sรฌ, ma con dinamiche complesse.

      Sulla Russia, lโ€™entitร  del gelo potrebbe temporaneamente ridursi. Perchรฉ? Semplicemente perchรฉ da quelle parti andrebbero a instaurarsi correnti meridionali. Ma รจ un fuoco di paglia. Lโ€™anticiclone russo-siberiano รจ pronto a espandersi nuovamente e, in questo suo movimento, innescherebbe un meccanismo affascinante: lโ€™aria gelida si sposterebbe dalla Siberia verso lโ€™Artico, per poi scivolare giรน, dritta verso la Scandinavia.

      Unโ€™evoluzione, questa, che monitoriamo con estrema attenzione. Immaginate lโ€™aria gelida presente sul Canada settentrionale che punta la Groenlandia e sprofonda verso sud, quasi a toccare le Azzorre, come accennavamo poco fa. E lโ€™Europa? Si troverebbe con un campo di alte pressioni prevalente, ma tuttโ€™altro che solido. Specie nella parte oceanica e nel basso Mediterraneo, la situazione resterebbe vulnerabile. I fronti perturbati oceanici appaiono decisamente piรน attivi e organizzati rispetto a quelli mediterranei, che invece risultano spesso frastagliati, disordinati, ma non per questo meno pericolosi. Anzi, sono proprio questi ultimi i veri forieri di instabilitร  atmosferica imprevedibile.

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      Il meteo in Italia verso la metร  del mese

      Cosa significa tutto questo per noi? Che ci troviamo davanti a un mix di tardo autunno e anticipo dโ€™inverno. I temporali, ad esempio, non mancheranno. Probabilmente andranno a interessare il settore centro-meridionale del Tirreno. La Sardegna e la Sicilia sono in prima linea, con fenomeni che poi tenderanno a portarsi verso la Grecia, coinvolgendo anche le coste nordafricane e il loro immediato entroterra.

      รˆ una situazione meteorologica abbastanza comune durante la stagione invernale, certo. Ma cโ€™รจ un dettaglio che non possiamo ignorare: non รจ molto frequente vedere irruzioni di aria fredda cosรฌ vicine allโ€™Italia proprio nel periodo di Natale. รˆ un dato di fatto di cui stiamo discutendo da tempo nelle nostre analisi interne. Quella irruzione dโ€™aria fredda vista scivolare verso la Scandinavia appare molto, molto interessante per il prosieguo stagionale.

      Potrebbe infatti irrompere verso il Mediterraneo. E non parliamo di unโ€™aria qualsiasi, ma di masse dโ€™aria polare. Facciamo chiarezza: lโ€™aria polare รจ ben diversa da quella artico-marittima. รˆ piรน fredda, piรน cattiva, piรน instabile. Quando aria di origine polare entra nel nostro bacino, genera un freddo pungente e unโ€™instabilitร  atmosferica marcata.

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      La prospettiva della neve: sogno o realtร ?

      Qui entriamo nel campo delle ipotesi, quelle che fanno battere il cuore agli appassionati della neve (e tremare chi odia il freddo). Unโ€™irruzione di questo tipo porta molto spesso precipitazioni lungo la penisola italiana, sulle isole maggiori e, fattore cruciale, a quote molto basse. In molte circostanze passate, con configurazioni simili, abbiamo visto la neve cadere in localitร  dove solitamente รจ una chimera. Parliamo di cittร  come Firenze e persino Roma.

      Tuttavia, dobbiamo fare i conti con la realtร  climatica attuale. Con lโ€™aumento della temperatura globale, non sappiamo con certezza quali effetti potrebbe produrre una simile configurazione oggi. Basta un niente, un valore superiore di 1ยฐC o 2ยฐC rispetto al passato, per trasformare una nevicata storica in una pioggia fredda e fastidiosa. Cambia tutto, insomma.

      Quindi, diciamolo chiaramente: al momento non stiamo facendo una previsione di neve certa per queste cittร . Sarebbe poco professionale. Ne parliamo solo ed esclusivamente in ambito di probabilitร . Ma la probabilitร  cโ€™รจ. Esiste la possibilitร  concreta che nel periodo dopo Natale si verifichi unโ€™irruzione di aria fredda di origine polare, dalla Scandinavia verso lโ€™Italia.

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      Il meccanismo del โ€œcuscino freddoโ€

      Se questo scenario dovesse realizzarsi, il maltempo sarebbe quasi garantito. Ma cโ€™รจ di piรน. Una prima fase fredda e secca potrebbe andare a generare il famoso โ€œcuscinetto dโ€™aria freddaโ€ in Val Padana. Inizialmente precipitazioni non ce ne sarebbero. Il cielo sarebbe magari limpido, lโ€™aria tagliente. Ma successivamente? Ecco che lโ€™arrivo di basse pressioni dal Nordafrica โ€“ spostate dal flusso perturbato atlantico e alimentate dalle continue irruzioni fredde nordamericane โ€“ potrebbe portare perturbazioni cariche di umiditร  sullโ€™Italia.

      A quel punto, con il freddo intrappolato nei bassi strati (il cuscino, appunto), si verificherebbero le cosiddette โ€œnevicate da addolcimentoโ€ sulle regioni settentrionali. Neve copiosa in pianura, mentre in quota lโ€™aria tende a scaldarsi. รˆ un contesto di clima che tende a essere piuttosto rigido rispetto a come abbiamo visto gli altri anni. Una situazione meteo tutta da definire, da delineare giorno per giorno. Non abbiamo la sfera di cristallo, ma solo la capacitร  di analizzare linee di tendenza che, oggi, appaiono estremamente interessanti.

      Ecco perchรฉ ci spingiamo a parlarvi del rischio di neve addirittura in pianura padana e, in casi piรน rari, in cittร  del centro come Firenze o Roma. So bene che a molti possa apparire fantasiosa questa previsione. Qualcuno sorriderร  scettico. Ma osservando tutti gli elementi in campo, la logica fisica porta a questo genere di proiezioni. Ovviamente, sono ampiamente smentibili dai fatti reali, perchรฉ stiamo guardando a lunghissimo termine, analizzando indici climatici e fattori di comportamento atmosferico, non il meteo di domani mattina.

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      Lโ€™incognita dello Stratwarming e il Burian

      Nel dopo Natale sembra esserci una vera ventata di meteo acuto invernale. E poi? Poi entriamo nel territorio dellโ€™ignoto. Abbiamo sempre lรฌ, โ€œparcheggiatoโ€ e in ebollizione, quello Stratwarming. Cโ€™รจ un forte riscaldamento della stratosfera in atto o in previsione. Non conosciamo ancora lโ€™entitร  precisa che avrร  successivamente. Se addirittura dopo la metร  del mese, o verso la fine di dicembre, dovesse esplodere in un fortissimo riscaldamento stratosferico (un Major Warming), cambierebbero le carte in tavola in modo drastico.

      Si altererebbe la circolazione atmosferica in troposfera. In Italia potrebbe piombare il gelo vero, quello proveniente dalla Siberia. Quello che noi chiamiamo Burian e che nel resto dโ€™Europa รจ noto, con un certo timore reverenziale, come โ€œThe Beast from the Eastโ€ (la bestia che viene dallโ€™est).

      Attenzione perรฒ: questo genere di fenomeni puรฒ succedere anche senza un evento di Stratwarming conclamato. Lo ricordo sempre, perchรฉ a volte ci si fissa troppo su un singolo indice. Dipende tutto dalla sinottica atmosferica locale. รˆ lei che comanda. รˆ lei che puรฒ deviare eventuali flussi di aria fredda, anche quelli successivi a un riscaldamento stratosferico.

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      Lezioni dal passato: 1996 vs 1987

      Per capire meglio come funziona, facciamo un salto indietro nel tempo. Prendiamo un evento meteo molto distante da noi, avvenuto alla fine del 1996. Unโ€™epoca che sembra preistoria climatica. Ci fu un fortissimo Stratwarming. Lโ€™aria gelida scese e divagรฒ su tutta lโ€™Europa orientale. Raggiunse anche lโ€™Italia, specie il nord-est e parte del settentrione, ma senza quel โ€œgrosso rigoreโ€ che ci si aspettava. Il grosso del freddo fu deviato dalla sinottica verso i Balcani. Lโ€™Italia non fu interessata diffusamente da quel gelo siberiano, o meglio, lo fu solo marginalmente rispetto alle potenzialitร  dellโ€™evento.

      Al contrario, guardiamo cosa accadde qualche anno prima (anche se in un contesto diverso). Qualche mese dopo un fortissimo riscaldamento della stratosfera avvenuto alla fine di febbraio, si innescรฒ il vero Burian nei primi giorni di marzo. A quel punto lโ€™ondata di gelo colpรฌ lโ€™Italia con una violenza inaudita. Eravamo ormai nella primavera meteorologica, eppure la temperatura scese sotto gli 0ยฐC praticamente su quasi tutta la penisola. Tempeste di neve si abbatterono sullโ€™Adriatico. In Puglia, sulla Murgia barese, si superรฒ anche un metro di neve. Quella nevicata fu di rilevanza storica ed รจ ricordata ancora oggi in letteratura meteorologica come un evento eccezionale.

      Tutto ciรฒ a dimostrazione di cosa? Che possono esserci indici di comportamento favorevoli sulla carta, ma poi sono altri aspetti โ€“ come una sinottica locale capricciosa โ€“ a decidere il risultato finale, riducendo o amplificando i fenomeni su scala locale. La natura ha sempre lโ€™ultima parola, e questo dicembre sembra voler dire la sua in modo piuttosto rumoroso.

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      Approfondimenti scientifici internazionali:

      • Per il monitoraggio delle anomalie termiche globali e oceaniche: NOAA National Centers for Environmental Information
      • Analisi delle previsioni a medio termine e indici atmosferici europei: ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts)
      • Studi sulla dinamica della stratosfera e interazioni troposferiche: Journal of the Atmospheric Sciences
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      TAG:burian siberianometeo dicembreneve italiaondata di geloprevisioni natalestratwarmingvortice polare
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