Siamo ormai in tardo autunno, considerando che tra circa tre settimane entreremo ufficialmente nell’inverno meteorologico, sul calendario meteo-climatico italiano. Insomma, siamo nel periodo giusto per assistere a una ulteriore accelerazione della stagione.
Novembre è dunque pronto a scatenarsi con nubifragi, freddo polare e addirittura neve, potenzialmente fino a bassa quota.
Ultim’ora meteo, arrivano maltempo e freddo
Il bel tempo ha – ormai certamente – le ore contate. Tutti i principali centri di calcolo, soprattutto il modello europeo ECMWF, catapultano l’Italia – e gran parte d’Europa – in una parentesi fortemente perturbata, caratterizzata da frequenti depressioni e soprattutto da aria fredda polare.
Una vera e propria lingua fredda si allungherà dal Polo Nord verso l’Europa, approfittando di un potente campo di alta pressione che andrà a consolidarsi sull’Atlantico orientale.
Questa configurazione andrà a indebolire e ondulare il vortice polare, favorendo la discesa di un fiume d’aria molto fredda, da pieno inverno, su gran parte del continente.
Perché è così importante il vortice polare
Il vortice polare è un’enorme struttura di bassa pressione che si forma ogni anno sopra le regioni artiche.
Al suo interno ruotano fortissimi venti occidentali che mantengono “imprigionate” le masse d’aria gelida al Polo. Quando il vortice è forte e compatto, il freddo rimane confinato alle alte latitudini e l’Europa vive inverni relativamente miti e anticiclonici.
Ma quando il vortice si indebolisce o si deforma, come sta accadendo in questa fase di novembre, la circolazione diventa instabile e frammentata: grandi porzioni di aria gelida si staccano dal cuore del vortice e scivolano verso sud, in direzione dell’Europa e del Mediterraneo.
Questo fenomeno viene favorito da oscillazioni del getto polare, il fiume d’aria che separa le masse fredde da quelle temperate.
Una configurazione del genere è quella che si profila in questi giorni: l’alta pressione atlantica spinge verso nord-ovest, creando una “porta artica” da cui il freddo può sfuggire e riversarsi sul continente.
Aria polare in viaggio verso l’Italia
Una massa d’aria molto fredda raggiungerà l’Italia, specie il Nord, nel corso della prossima settimana, tra il 18 e il 22 novembre.
Mancano ancora molti giorni, ma il rischio di freddo, maltempo e neve aumenta sempre più.
Certamente non possiamo confermare l’arrivo della neve in pianura con così largo anticipo, poiché andrà chiarita l’esatta traiettoria delle depressioni che si svilupperanno nel Mediterraneo: queste dovranno incastrarsi perfettamente con il flusso polare per poter favorire la tanto attesa neve al Nord, la prima di novembre dopo svariati anni.
Su questo argomento ci torneremo nei prossimi giorni, ma in ogni caso Alpi e Appennino settentrionale potrebbero ricevere un discreto bottino: gli ultimi aggiornamenti sono davvero promettenti, visto che cadrebbe oltre 1 metro di neve in alta quota.
Un evento ideale per consolidare il manto nevoso in vista dei mesi più freddi.

Tanta pioggia in vista
Oltre alla neve, arriverà anche la pioggia, e in quantità piuttosto importanti. Le regioni tirreniche vedranno accumuli consistenti nella seconda metà di novembre:
- fino a 150-200 mm di pioggia sul Triveneto e sul medio-alto Tirreno;
- 100-150 mm su Campania e Calabria tirrenica;
- 50-100 mm su Sicilia e Sardegna.
Precipitazioni meno presenti sulla fascia adriatica e ionica, ma comunque l’ombrello non si riempirà di polvere.
Queste piogge, oltre a mitigare la siccità, saranno fondamentali per ricaricare gli invasi idrici italiani, che arrivano da mesi di stress idrico marcato, soprattutto al Sud.
Secondo ANBI e CNR, gli invasi del Mezzogiorno – in particolare in Puglia, Basilicata e Calabria – presentano ancora un deficit medio del 20-30% rispetto alle medie stagionali.
Le dighe lucane e pugliesi (Monte Cotugno, Locone, San Giuliano) registrano volumi inferiori di circa 40 milioni di metri cubi rispetto al 2022.
Il Nord Italia ha recuperato parte del deficit grazie alle piogge di ottobre, ma i laghi di Garda e Maggiore restano su livelli inferiori alla norma.
Ordunque, un novembre piovoso rappresenta una vera boccata d’ossigeno per l’agricoltura e per le riserve idriche, purché le precipitazioni restino regolari e non alluvionali.
Pronti al freddo invernale?
E il freddo? A partire dal 18 novembre, le temperature scenderanno a picco su tutto il Nord, mentre al Sud resteranno inizialmente più miti, complice la resistenza dei venti di scirocco e libeccio.
L’apice del freddo è atteso intorno al 20 novembre, quando occorreranno abiti da pieno inverno su tutto il Nord e anche sul medio-alto Tirreno.
Poi il calo termico interesserà gradualmente anche il resto d’Italia, in vista di un finale di novembre davvero promettente in ottica invernale.