Attenzione: parliamo di un evento meteo di freddo che ha delle similitudini con quello avvenuto esattamente un anno fa. Tuttavia, stavolta interesserà l’Italia in maniera più incisiva, perché si formerà un minimo di bassa pressione che transiterà sul Mar Tirreno, a partire dal Mar Ligure, e poi coinvolgerà la Sardegna e il resto d’Italia. Questo succederà entro il fine settimana.
Le precipitazioni: su questo siamo ancora in bilico, perché i vari modelli matematici indicano differenze piuttosto ampie sulla loro localizzazione. Tutto ciò perché l’orografia in Italia crea davvero un caos: non è come, per esempio, in Francia, dove i fronti perturbati transitano liberi senza essere ostacolati da grandi rilievi, se non dal Massiccio Centrale. In Italia abbiamo l’Arco Alpino, che diventa un vero e proprio scudo alle correnti occidentali e ne ostacola il passaggio. Tuttavia, il transito della bassa pressione sul Mar Tirreno andrà ad attivare correnti meridionali che non solo porteranno aria umida, ma anche l’occasione per precipitazioni. Qui entra in gioco il fattore rilievo: i monti andranno a bloccare il flusso delle masse d’aria umide, generando precipitazioni anche abbondanti e, direi, persistenti.
Al Nord Italia sono attese piogge abbondanti e nevicate davvero molto copiose sulle Alpi: si parla di stime oltre i 50 centimetri, addirittura sopra i 700-800 metri di quota.
Sarà una vera e propria bufera di neve: parlare di neve “a badilate” non è fuori luogo. Un evento del genere ricorda l’episodio del 28 dicembre 2000, quando si ebbero forti nevicate a quote inferiori, ma allora eravamo un mese più avanti nel tempo. Stavolta la temperatura in Pianura Padana scenderà, ma dovrebbe piovere, con valori medi attorno ai 3°C. Non è da escludere, però, che si possano avere fiocchi di neve mista a pioggia anche in località come Milano, con maggiore probabilità su Bergamo, Brescia, Varese, Torino, Biella, Bolzano, Trento.
Il tutto nella prima fase, ma lunedì ecco che potrebbero esserci variazioni sulla quota neve rilevanti per via del fatto che si stima un calo della quota delle nevicate ed il transito di una perturbazione intensa.
Insomma, nella prima fase avremo con probabilità elevata una situazione meteorologica a tinte invernali, perlomeno di un inverno del nuovo periodo climatico, anche perché negli ultimi anni sono mancate le precipitazioni nevose.
Nella primissima fase, non sarà una situazione da neve in pianura: la neve in pianura potrebbe arrivare successivamente. I modelli matematici, però, non sono in grado di fornire informazioni precise soprattutto a partire da lunedì, perché l’aria fredda, una volta giunta in Pianura Padana, farà i suoi effetti.
A seguito di possibili schiarite dopo il primo peggioramento ed il consolidamento nei bassi strati atmosferici dell’aria fredda gunta, oltre che l’irraggiamento notturno, la Pianura Padana è in grado di raffreddarsi autonomamente, cioè di produrre freddo. La temperatura potrebbe quindi scendere ed ecco che avremo il noto cuscinetto d’aria fredda padano, e siccome la successiva perturbazione nei giorni seguenti sarà molto più intensa – e parliamo di lunedì 24 -, questa potrebbe portare precipitazioni copiose a quote bassissime sul Nord Italia, sfiorando persino le località di pianura. Da non escludere totalmente che possa nevicare con 1°C in ampie aree della Valle Padana, se non persino 0°C, dall’Emilia alla Lombardia, valli del Trentino Alto Adige, alcune aree del Piemonte se non sottovento.
Elevata possibilità di neve appare sull’alta pianura, come la Brianza in Lombardia, sulle basse colline piemontesi, le bassissime quote del Trentino-Alto Adige, del Veneto, del Friuli Venezia Giulia e dell’Emilia-Romagna.
Attenzione anche alle altre regioni. Il primo nucleo di aria fredda che giungerà a fine settimana calerà dal Golfo del Leone, con un minimo in quota piuttosto vigoroso e aria decisamente fredda: colpirà la Sardegna e le regioni tirreniche. Ed ecco che in Sardegna, si potrebbero avere delle sorprese: nevicate a quote decisamente inferiori allo zero termico. In quota è attesa un’isoterma negativa non eccessiva, ma in passato abbiamo già assistito a sorprese del genere. Esempio, 29 novembre 2021.
Per quanto riguarda il freddo, l’eruzione di aria artica in arrivo soprattutto sulle regioni settentrionali e adriatiche non è un evento da sottovalutare: è rilevante per il mese di novembre.
Parliamo quindi di spazzaneve in azione e attrezzatura invernale per chi si metterà in viaggio nelle zone interessate da precipitazioni nevose; altrove pioggia, vento, temperature in forte diminuzione.
Dimentichiamoci della stagione estiva e autunnale: stiamo entrando nell’inverno meteorologico, che comincerà il 1° dicembre, e che precocemente ci porta questa sorpresa fredda prevista ampiamente.
Se ricordate, però, ne abbiamo parlato già parecchio tempo fa, settimane fa addirittura, perché quegli indici di comportamento del clima sono utilissimi per avere indicazioni di massima – non previsioni meteo locali, che restano difficili ad oggi, già per questi giorni, perfino per gli stessi modelli matematici, per i motivi detti prima, ossia l’orografia italiana molto complessa. Insomma, nei prossimi aggiornamenti entreremo nei dettagli, magari per macroregione e non solo.