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Meteo: Estate di San Martino? Ecco perché non farà caldo ovunque

Torna l'alta pressione sub-tropicale la prossima settimana. Estate di San Martino per molte regioni, ma occhio alle nebbie.

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L’Italia è alle prese col maltempo e in maniera particolare le regioni del Sud che addirittura dovranno affrontare ben due perturbazioni nelle prossime ore. Dopo il loro passaggio tornerà l’alta pressione, questa volta di stampo nordafricano, e sarà proprio lei a riportare temperature gradevoli su tante nostre città. Come spesso avviene in questo periodo dell’anno ci farà visita l’estate di San Martino, ma non farà caldo ovunque!

Su alcune regioni farà certamente molto più caldo rispetto ad ora, mentre su altre invece le temperature resteranno ancorate su valori piuttosto bassi. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa succederà nel corso della prossima settimana.

Ultime note instabili prima dell’Estate di San Martino

Innanzitutto lunedì 10 novembre avremo ancora gli ultimi effetti residui del maltempo al Sud, specie su Puglia, Calabria e Sicilia, ma saranno davvero le ultimissime piogge. Il vento di maestrale spazzerà via nubi e precipitazioni da tutto il Meridione, mentre su Centro e Nord Italia avremo già il sole e già l’alta pressione.

Da martedì l’alta pressione subtropicale di stampo nordafricano interesserà tutto il nostro Stivale, ma il cuore di questo invadente e anomalo anticiclone sarà situato tra la Francia e la Germania, e sarà proprio su questi territori che avremo le anomalie di temperatura più spaventose.

Nel corso della settimana, in particolar modo tra il 13 e il 14 novembre, le temperature risulteranno di almeno 12 o 14 gradi superiori alle medie tipiche del periodo su tutta la Francia e l’Europa centrale. Tradotto: le temperature massime potranno facilmente superare i 22 o 23 °C su molti territori pianeggianti tra Francia e Germania, così come anche a nord delle Alpi su Svizzera e Austria.

Anomalie di temperatura attese il 13 Novembre. Fin troppo più caldo della norma sull’Europa centrale!

Clima mite anche in Italia: 20–22 °C in molte regioni

Le temperature saliranno anche in Italia, portandosi attorno ai 20 o 22 °C su molte località di Sardegna, Sicilia, Toscana, Lazio e Campania. Il clima sarà tiepido anche sulle Alpi, le Prealpi e tutta la catena appenninica, dove sembrerà quasi primavera.

Questa fase di mitezza è il risultato della circolazione subtropicale che spesso in autunno risale dal Nord Africa verso il Mediterraneo, spinta da una saccatura atlantica collocata sull’Oceano. Quando il flusso d’aria calda in quota raggiunge l’Italia e l’Europa centrale, l’atmosfera si stabilizza e si crea un campo di alta pressione dinamica che può estendersi fino alla Scandinavia.

L’aria calda, più leggera, tende a salire di quota ma, schiacciata dall’anticiclone, resta intrappolata e si riscalda ulteriormente per compressione adiabatica: è il meccanismo che porta le temperature oltre le medie in collina e in montagna.

Mite ma non per tutti! Ecco l’inversione termica

Ma ora veniamo al sodo e cerchiamo di capire dove effettivamente le temperature faticheranno a salire. Chiaramente ci riferiamo alla Pianura Padana e alle valli più riparate dell’Appennino e dell’arco alpino: su questi territori agirà l’inversione termica, che inevitabilmente bloccherà al suolo, negli strati inferiori dell’atmosfera, tutta l’aria fredda che si accumulerà nelle ore notturne.

Nebbie in Val Padana in settimana

Cos’è l’inversione termica e perché raffredda il Nord

L’inversione termica è un fenomeno tipico dell’autunno e dell’inverno, in cui la normale distribuzione della temperatura con la quota si “capovolge”: invece di diminuire con l’altezza, la temperatura aumenta.

Ciò accade perché nelle notti serene e con aria calma il terreno perde calore per irraggiamento notturno, raffreddando gli strati d’aria più bassi. In quota, invece, la temperatura resta più alta grazie alla stabilità atmosferica imposta dall’alta pressione. Questo determina un vero e proprio “tappo” d’aria calda che impedisce la rimescolanza verticale e intrappola nei bassi strati sia l’umidità sia gli inquinanti.

Nebbia e freddo al Nord, primavera in collina

Ecco perché nel corso della prossima settimana la Val Padana si presenterà spesso grigia e nebbiosa, con aria stagnante e temperature massime modeste, mentre in collina e montagna si vivrà un clima primaverile. È una caratteristica tipica delle fasi anticicloniche autunnali, e proprio l’inversione termica sarà il motivo per cui questa fase calda non verrà percepita allo stesso modo in tutto il Paese.

Farà molto freddo di notte, tanto che potremmo sfiorare lo zero nelle zone di campagna e nelle conche del Nord Italia, ma a quanto pare anche di giorno le temperature faticheranno a salire, complice anche lo sviluppo di locali banchi di nebbia.

Tra il 12, il 13 e il 14 novembre le massime faticheranno a superare i 10 o 12 °C su molte località della Val Padana, e solo laddove splenderà il sole potremmo puntare a qualche grado in più.

Ipotesi forte anticiclone la prossima settimana

L’estate di San Martino: tra mito e realtà

Come avrete ben immaginato, leggendo i paragrafi precedenti, andiamo incontro alla tipica estate di San Martino, che vede un forte incremento delle temperature sulle isole maggiori, gran parte del Sud, montagne e colline, mentre le inversioni termiche saranno protagoniste sulla Pianura Padana.

L’estate di San Martino non è un mito popolare, ma un evento meteorologico quasi ciclico del clima europeo. Le analisi climatologiche del CNR mostrano che, nel periodo 1951–2020, si è verificata una rimonta anticiclonica con rialzo termico nella seconda decade di novembre in circa l’80% degli anni, segno che si tratta di una costante della circolazione autunnale.

Le origini del nome

Il nome deriva dalla leggenda di San Martino di Tours, il soldato che donò metà del suo mantello a un mendicante infreddolito: subito dopo, la leggenda narra che il cielo si rasserenò e il clima divenne mite, come se fosse tornata l’estate. Da allora, l’espressione “estate di San Martino” indica proprio quella breve fase di tempo stabile e caldo fuori stagione che si manifesta quasi ogni anno intorno all’11 novembre.

Meteorologicamente, questa parentesi è il risultato di un promontorio anticiclonico subtropicale che si estende dal Nord Africa al Mediterraneo, sospinto da correnti occidentali in quota. L’aria calda e secca scende di livello e si riscalda ulteriormente per compressione, dando origine a giornate serene e a una mitezza diffusa ma temporanea. È un equilibrio fragile, perché basta l’arrivo di una nuova saccatura atlantica per dissolvere la cupola anticiclonica e riportare le perturbazioni.

Negli ultimi decenni, però, l’estate di San Martino tende ad essere più calda e più duratura. Secondo le analisi dell’ISAC-CNR, la temperatura media di metà novembre in Italia è aumentata di circa 1,5 °C dagli anni ’70, e le anomalie positive si verificano oggi con maggiore frequenza.

Cambiamenti in vista?

Un possibile sblocco della situazione potrebbe arrivare dal 15 novembre, con il ritorno del maltempo al Nord, ma su questo ci torneremo nei prossimi aggiornamenti meteo.

Credit – Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), e NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti.

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