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      Home » Italia, dal caldo anomalo al vero Autunno: piogge dal 7, calo termico e neve
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      Italia, dal caldo anomalo al vero Autunno: piogge dal 7, calo termico e neve

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 03/11/2025
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      6 Min Lettura
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      È un caldo che fa male anche nei prossimi giorni, ma se l’aria mite andrà a interessare l’Italia come previsto dai colleghi, sarà perché verrà richiamata da una bassa pressione in avvicinamento alla Penisola Iberica. Lì, tra l’altro, sono attese precipitazioni estremamente abbondanti, in particolare sul Portogallo, dove non si potrà escludere il rischio di alluvioni. Questo fronte poi si porterà sul Mediterraneo occidentale, innescando la formazione di un minimo di bassa pressione: a quel punto, l’Italia sarà coinvolta in maniera diretta, con piogge molto copiose.

       

      Queste precipitazioni colpiranno un po’ tutte le regioni e risulteranno abbondanti anche al Nord, dove, a seguito dell’episodio molto mite che continuerà ad abbattersi verso la fine della settimana, si registrerà un sensibile peggioramento e un abbassamento delle temperature.

       

      Le piogge saranno particolarmente insistenti tra l’/8–9 (Sabato e Domenica), come spesso accade quando il fine settimana finisce sotto l’acqua mentre il resto dei giorni presenta condizioni più clementi. Tuttavia non sarà un peggioramento definitivo: non seguirà un’altra perturbazione nelle 24 ore successive, non si tratterà quindi del classico “treno di perturbazioni”. Nei primi giorni della settimana successiva si vedrà un miglioramento, pur con instabilità atmosferica: aria umida e instabile interesserà le regioni italiane in modo irregolare.

       

      Ecco però che da questo fine settimana la neve comincerà a cadere anche sotto i 2000 m sull’Arco Alpino. Si potrà parlare dell’inizio del vero autunno. In giro per l’Europa sono presenti diverse aree di alta pressione che, oltre a garantire tempo stabile, favoriranno inversioni termiche e quindi un raffreddamento delle terre emerse. Questa produzione di freddo, richiamata dalle basse pressioni in transito sull’Italia – e secondo le previsioni ce ne saranno anche altre a più lungo termine  – giungerà sul Paese.

       

      Secondo i modelli matematici a più ampia scadenza, tra il 12–13 Novembre si evidenzia l’approssimarsi di una bassa pressione molto profonda (secondo il centro meteo americano) verso la Penisola Iberica. In una prima fase richiamerà aria calda dall’Africa verso l’Italia, ma la novità – di cui si è parlato qualche tempo fa – riguarderà il freddo dalla Russia che, complice un anticiclone, verrà trascinato verso sud da questa bassa pressione. È uno schema classico: in pieno inverno può portare neve al Nord fino in Pianura Padana, ma non è questo il caso. Nello scenario più probabile si avranno temperature basse, un clima invernale, con i valori massimi in Pianura Padana che dopo metà mese potrebbero scendere anche sotto i 10 °C. Come già anticipato, non è stata prevista neve in pianura in questa fase: la neve arriverà a quote più basse rispetto a oggi, ma senza eccessi.

       

      Un indicatore cruciale sarà lo zero termico. Attualmente, sul Nord Italia si trova attorno ai 2700 metri; Martedì salirà a circa 3500 metri e Mercoledì addirittura verso 3800 metri, superando il limite tipico dei ghiacciai. Da Giovedì inizierà a scendere e, tra Mercoledì e Giovedì, complice l’alta pressione, su molte aree della Pianura Padana sarà prevista nebbia. Successivamente, con il cambiamento atteso verso Sabato 8, lo zero termico dovrebbe crollare: a quel punto la neve potrebbe scendere sotto i 1500 metri. Nulla di eccezionale in questa prima fase — e si parla comunque di previsioni a medio-lungo termine — ma dalla settimana prossima si parlerà di neve sulle Alpi e, tendenzialmente, anche più a sud verso l’Appennino. Lo zero termico scenderà anche sull’Appennino settentrionale e potrà nevicare almeno sulle cime.

       

      Non è ancora inverno: siamo in autunno, metà Novembre. Non c’è da aspettarsi neve in pianura. In rari casi è successo: ad esempio 45 anni fa, il 3 Novembre 1980, nevicò in Pianura Padana. Allora era presente un’enorme area di alta pressione sulla Scandinavia con i massimi verso il Mare del Nord, che trascinava aria molto fredda dalla Russia verso l’Europa, mentre da ovest l’Oceano Atlantico spingeva aria umida. Quell’aria umida scorreva sopra quella fredda e portava neve fino in pianura nei primi di Novembre. Fenomeni simili si sono rivisti anche alla fine degli anni ’90, con ondate di gelo e maltempo: sono situazioni eccezionali, non tipiche dell’autunno, che è dedicato soprattutto a piogge e neve in montagna a quote medio-alte.

       

      Una nota finale. Fa sorridere quando, sui social network, sotto le anteprime degli articoli che annunciano condizioni meteo rigide, si legge: «ma qui è estate, che state a dire?». In Italia la previsione meteo viene spesso ridotta a un’icona sullo smartphone e confusa con il tempo che fa. La cultura meteorologica scarseggia: si prova in ogni modo a spiegare, ma leggere gli articoli fino in fondo è diventata un’impresa. Se siete arrivati sin qui, complimenti: siete i migliori.

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      TAG:africaalpialta pressioneAppenninoautunnobassa pressionefreddoinversioni termicheMediterraneo OccidentalenevenovembrePenisola Ibericaperturbazionipianura padanaRussiazero termico
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