Però, alla fine, non concordo sul fatto che non ci possano essere ondate di freddo acute. In Europa è successo che, in questi ultimi anni, le ondate di freddo ci hanno praticamente, come dire, “schivato”, un termine molto semplice per comprenderci. Queste si sono dirette verso est, verso la Russia e il Mar Nero, i paesi del Mar Caspio, insomma, oppure in pieno Atlantico. Per esempio vorrei segnalare che, a bassa quota, durante la stagione invernale, si sono avute ripetute nevicate nelle Isole Azzorre; addirittura è caduta la neve più volte anche sui rilievi maggiori della piccola isola di Madeira, che si trova molto a sud e ha un clima subtropicale.
Ecco, il fatto stesso che ci siano state nevicate e quindi ondate di freddo nelle Isole Azzorre mi fa riflettere abbastanza, anche perché non è aria fredda giunta dalla Siberia, ma aria fredda arrivata dalla regione dell’Artico, probabilmente dal Canada, ma ancor meglio dalla Groenlandia: era comunque aria di origine artico-marittima che transita addirittura laddove scorre la Corrente del Golfo, in pieno Oceano. Eppure le nevicate sono avvenute a quote attorno ai 300 metri sul livello del mare; e parliamo di un’area posta a latitudini molto basse, e per Madeira intorno ai 1200-1300 metri di quota.
La neve è caduta su Madeira fa notizia, qui ci troviamo a una latitudine che è addirittura a sud di Pantelleria, c la stessa del Cairo. Allora, insomma, questi due esempi di località immerse in mezzo all’Oceano Atlantico, mi fanno riflettere non poco.
Anche oltreoceano si è verificata una ondata di freddo davvero importante sulla parte centro-orientale degli Stati Uniti d’America, dove addirittura il susseguirsi di ondate di gelo, il cui apice si ebbe alla fine del mese di Gennaio, portò la neve sulla costa del Golfo del Messico e persino su località costiere messicane, oltre che nella Florida settentrionale: fu un evento davvero eccezionale. A New York gelò anche il fiume Hudson. Ebbene, queste situazioni però, come si dice, “succedono in America”, perché lì è tutto molto più favorevole per le ondate di gelo, e su questo sono perfettamente d’accordo.
Concordo, però, che valga la pena guardare anche all’emisfero meridionale: in Argentina si è avuta, dopo vent’anni, la neve o il nevischio (a seconda dell’area) nella città di Buenos Aires. Ebbene, questo evento meteorologico estremo è accaduto in un contesto di Riscaldamento Globale.
Posso citare altri esempi: Sudafrica, dove la neve, in pieno inverno, è caduta anche a quote molto basse rispetto a quanto succedeva in altri anni, e non solo; ci sono state nevicate anche abbondanti in zone dove solitamente avvenivano solo spolverate. Stessa cosa in Australia.
Questo si aggiunge, tornando al nostro emisfero, al Giappone, dove è nevicato anche quest’anno nell’area di Tokyo. Tokyo è posta a latitudini piuttosto meridionali, ha un clima che si avvicina al subtropicale, eppure ha avuto questo evento meteorologico così estremo.
Va detto che però il Giappone ha una situazione geografica ben differente rispetto alla nostra, perché a pochi passi c’è la gelida Siberia che spinge aria fredda, tanto che l’isola di Hokkaido è molto rigida eppure si trova a latitudini non eccessivamente settentrionali. Qui si abbattono tempeste di neve perché giunge aria dalla Siberia che si umidifica poi sul mare. Quindi, se vogliamo, il Giappone è un po’ favorito per la sua latitudine e per la sua configurazione, però il fatto che sia nevicato su Tokyo è una notizia tutt’altro che trascurabile.
Poi evito di fare altri esempi e andiamo su quello che sta succedendo quest’anno in Siberia: si sta realizzando da tempo un raffreddamento. Ora, non tutta la Siberia è così gelida: amplissime aree hanno temperature sopra la media, però ci sono anche superfici molto estese, addirittura di qualche migliaio di chilometri, con valori fortemente sotto la media, e parliamo anche di 15°C sotto la norma. Tutto questo può avere un significato.
Non voglio invece dare adito al discorso delle nevicate abbondanti e ne citò in parte la concausa: in molte località abbiamo notizie di nevicate storiche, per esempio a Tromsø oppure, recentemente, in una località della Cina. Queste nevicate derivano dal fatto che in atmosfera c’è una maggiore concentrazione di umidità; oppure in Islanda, dove il mare attorno era molto caldo rispetto alla norma e quindi carico di umidità, ha portato 40 centimetri di neve nella capitale.
Allo stesso motivo (umidità elevata) si devono le nevicate invernali abbondanti, assolutamente insolite, che cadono a Mosca, oppure le nevicate rilevantissime che avvengono ormai nell’isola di Hokkaido che, per esempio, hanno spinto a rinunciare a eventi invernali per utilizzare le risorse economiche nel generare un sistema di pulizia delle strade efficiente.
Quindi, escludere la possibilità che in Europa si possano verificare ondate di gelo anche molto importanti è probabilmente fondamentalmente sbagliato. L’Europa vive però delle gravi anomalie: molto spesso si verifica una situazione invernali che si ripete ormai anno dopo anno, con alte pressioni che ostacolano sia il transito delle perturbazioni oceaniche sia lo spostamento verso ovest dell’aria fredda proveniente dalla Siberia.
E questo nonostante, in alcune circostanze, si siano verificati forti riscaldamenti della stratosfera, ovvero lo Stratwarming; quindi non abbiamo avuto irruzioni di aria fredda siberiana verso l’Europa, e neanche verso l’Italia.
La mancanza di freddo, per esempio nei Balcani e verso l’Italia, in questo caso nelle regioni settentrionali, ha attenuato l’intensità del cuscinetto d’aria fredda padano che, effettivamente, in questi ultimi anni non è stato così rigido; ma nei giorni e nei periodi in cui il cuscinetto era piuttosto freddo, nessuna perturbazione è transitata, e quindi non ci sono state precipitazioni nevose. Anzi, durante la stagione invernale, le nevicate stanno praticamente mancando del tutto; e anche questo mese di Novembre, anche se non siamo in inverno, sta ripetendo ciò che è successo durante il mese di Ottobre al Nord Italia: non ci sono precipitazioni abbondanti, se non magari in Friuli o in Liguria. C’è una situazione che si sta riproponendo e che apparirebbe come un cambiamento climatico; ma il clima viene definito dopo un susseguirsi di situazioni che hanno un’ampiezza, una durata nel tempo, di trent’anni.
Però,possiamo dire che, negli – negli ultimi quindici anni – abbiamo avuto tre importanti ondate di freddo provenienti dalle regioni siberiane: una nel Febbraio 2012, un’altra nel Gennaio 2017, un’altra a fine Febbraio e primi di Marzo 2018.
Questi eventi si sono realizzati in un contesto di cambiamento climatico che anche nel 2012 c’era, eppure abbiamo avuto fenomeni meteorologici estremi. Nel 2018, a Febbraio è caduta la neve anche a Roma e persino a Napoli, dove non succedeva da tantissimo tempo.
Quindi escludere a priori il fatto che possano esserci questi eventi meteorologici estremi è sbagliato, non ha senso, è scientificamente insensato anche solo dirlo, anche perché ci sono numerose pubblicazioni scientifiche che mostrano come, a causa del Riscaldamento Globale, si possano avere ondate di gelo importanti. Al momento non ne stiamo prevedendo: abbiamo fatto oggi un articolo che parla di percentuali di nevicate probabili, ma abbiamo cercato di spiegare molto bene il significato.