Come avevo accennato in un altro approfondimento, il modello matematico americano sostiene che durante questa settimana in arrivo ci sarร un aumento dello zero termico; addirittura questo si potrebbe portare vicino ai 3000 – 3800 metri. Ragionevolmente รจ dovuto a una ondata di calore: si tratterร di una fase piuttosto mite, percepita soprattutto alle quote superiori. Anche attorno ai 1500 metri (850 hPa) non rileviamo comunque eventi di grande calura. Tornando al punto, per avere precipitazioni nevose abbiamo necessitร di uno zero termico, ma non di certo a quasi 4000 metri.
Vediamo le date: secondo GFS (centro meteo americano), il 14 novembre una perturbazione proveniente da ovest sud ovest dovrebbe finalmente raggiungere le regioni settentrionali. Non dovrebbe essere estremamente incisiva: il suo passaggio, infatti, lascerebbe la Pianura Padana con scarse precipitazioni, ma interesserebbe lโarea alpina con nevicate moderate, attorno ai 2000 metri sul livello del mare. La stima รจ coerente con lโarrivo di correnti da sud ovest, pilotate da una profonda bassa pressione sulle Isole Britanniche, mentre sullo Ionio insisterebbe ancora un campo di alta pressione.
Nei giorni successivi, unโulteriore perturbazione, forse piรน intensa, potrebbe giungere sempre da ovest sud ovest e portare nuove precipitazioni; ma ancora una volta la quota neve sarebbe piuttosto elevata. Probabilmente si scenderebbe sotto i 1800 metri, localmente anche di piรน, ma resterebbero nevicate dedicate alle quote maggiori.
A lungo termine, osservando il modello matematico americano, si prospetta una situazione pazzesca: addirittura un anticiclone di matrice nordafricana tenderebbe a espandersi prima sulla Penisola Iberica e poi sullโItalia. Siamo perรฒ davvero distanti da questa previsione e ci inoltriamo verso il 20- 22 – 24 novembre. Quando la proiezione cambia cosรฌ repentinamente rispetto ad altre, ci troviamo di fronte a previsioni piuttosto incerte.
A questo punto ci siamo rivolti ad analizzare il modello matematico europeo. Ebbene, il modello matematico per il 14 e 15 non prevedeย precipitazioni nevose sulle Alpi, e neppure nei giorni immediatamente successivi, se non verso il 19, forse, ma con una certa diffidenza.
Secondo questo scenario entrerebbe una bassa pressione verso la Sardegna, quindi sulle aree meridionali, attorno al 20: a quel punto le nevicate si avrebbero attorno a questa data, con quota neve inizialmente elevata ma in sensibile diminuzione, perchรฉ il Nord Europa starebbe per essere interessato da aria fredda.
Attorno al 20 novembre, secondo il centro meteo europeo, farร parecchio freddo sul centro nord Europa e lโaria fredda sarebbe richiamata dalla bassa pressione mediterranea verso le regioni settentrionali italiane; addirittura potrebbe tuffarsi nella valle del Rodano, con una irruzione di aria fredda. Stiamo parlando di una previsione a lunghissimo termine, fino al 23 novembre, e come avrete notato รจ completamente differente rispetto a quella del modello americano, che invece indica un anticiclone africano.
In sintesi della fase previsionale: alla soglia della seconda decade di novembre, il modello americano propone un anticiclone africano; il modello europeo, una bassa pressione verso la Sardegna che fa da catalizzatore dellโaria fredda sul Nord Europa, la convoglia verso il Nord Italia e porta nevicate inizialmente a quote elevate, poi a quote decisamente piรน basse. Siamo quindi in una fase tutta da confermare e, per adesso, le nevicate sulla regione alpina restano da definire.
Da cosa potrebbe dipendere tutto questo? Probabilmente dalla variabilitร del Vortice Polare, forse da un indice molto negativo dellโOceano Atlantico che spinge le perturbazioni sul Mediterraneo, insieme ad altri fattori non semplici da individuare. Ciรฒ che conta, tuttavia, sono le proiezioni dei modelli matematici, soprattutto con una validitร fino a circa cinque giorni, un orizzonte che resta variabile nella sua affidabilitร .
Credit: ECMWF, NOAA, Met Office, WMO

