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Circolazione prevalente in Novembre e valutazione rischio di freddo precoce

Si conclude, oggi, la prima decade di Novembre che ha fatto registrare un tempo senza una connotazione barica prevalente. Vi è stato, a inizio mese, un

Si conclude, oggi, la prima decade di Novembre che ha fatto registrare un tempo senza una connotazione barica prevalente.

Vi è stato, a inizio mese, un taglio più meridiano di un cavo instabile nord-atlantico che ha prodotto, per una breve fase iniziale, piogge più importanti al Nord, in forma moderata al Sud, poi, nell’ultima settimana, dapprima una moderata fase anticiclonica, a seguire, un’azione nuovamente instabile, ma medio bassa che ha interessato soprattutto i settori meridionali e insulari, in forma scarsa il Centro, per nulla il Nord.

Dunque, una prima decade con scarso apporto di pioggia al Centro Nord, qualcosa in più al Sud, in un contesto termico nella norma su buona parte delle aree interne, leggermente sopra norma sui settori alpini, su isole e lungo le coste.

Come potrebbe proseguire il resto di Novembre? Per il breve-medio termine, c’è in vista una fase anticiclonica che porterebbe condizioni di stabilità su tutto il paese o su gran parte di esso.

Si tratterebbe di un promontorio mobile di matrice subtropicale direzionato verso il Mediterraneo centrale dall’affondo di un cavo instabile Nord/Atlantico in pieno Oceano, verso le Azzorre e ancora più giù, verso le Canarie e coste marocchine, dunque con sollecitazione meridiana, lungo l’ascendente depressionario, del promontorio subtropicale.

La medesima depressione atlantica, però, piuttosto ampia, finirebbe con l’allargare le proprie spire cicloniche via via verso Est, progressivamente abbattendo essa stessa il promontorio anticiclonico e avanzando con instabilità crescente verso il territorio italiano.

Le prospettive a medio-lungo termine, pertanto, sarebbero per ritorno di nubi e piogge via via più diffuse sull’Italia, a partire da metà mese circa al Nord e sul medio e alto Tirreno, poi, dal 16/17, piogge in estensione anche al resto dell’Italia, ma di più al Nord e sulle aree tirreniche in genere, piogge meno intense e più irregolari sul medio e basso Adriatico, sul resto del Sud, su buona parte della Sicilia, anche su Est Sardegna e diffusamente sul Piemonte.

Il campo termico sarebbe destinato ad aumentare su tutta Italia per via di una circolazione in prevalenza mite sudoccidentale e questo soprattutto nel corso dei prossimi 8-10 giorni, quindi sostanzialmente per tutta la seconda decade.

Si avrebbero, mediamente, valori sopra norma di qualche grado al Nord, fino a 2-3°, eccesso, rispetto alla media, maggiore al Centro Sud, qui fino anche a 4-5° oltre.

Naturalmente, la mitezza si avvertirebbe di più di giorno, meno nelle ore serali, di notte e al mattino, per via dell’irraggiamento notturno. Relativamente alla terza parte di novembre, ossia alla terza decade, gli attuali dati indicherebbero, ancora, una moderata instabilità fino al 25 del mese, per flussi instabili atlantici che, però, potrebbero progressivamente prendere una piega un po’ più settentrionale, anziché occidentale o sud-occidentale.

Le piogge, dal 20 al 25 del mese, continuerebbero a interessare buona parte d’Italia, magari in forma più irregolare, rispetto alla fase precedente, e di più i settori alpini e prealpini centro occidentali, il Nord Est Veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Levante Ligure, il Centro Nord Toscana, poi diffusamente le regioni tirreniche, fino alla Calabria;

piogge meno intense e ricorrenti sul medio basso Adriatico e sulle isole maggiori, ma anche qui presenti in forma irregolare.

A fronte di qualche simulazione modellistica indicante una possibile azione più fredda verso le regioni alpine e su parte di quelle settentrionali più vicine alle Alpi, a cavallo tra la seconda e la terza decade, gli ultimissimi dati sembrerebbero sminuire questa possibilità o, perlomeno, ridimensionarla parecchio, con qualche passata fresca, sì, ma niente di significativo in chiave invernale.

Dunque, nessuno stravolgimento in vista in termini di ondate di freddo precoci fino al 25-26 del mese.

Resta in piedi una ipotesi, al momento, però, piuttosto fumosa e sbiadita, di possibile “meridianizzazione” della manovra barica verso gli ultimi giorni di novembre, magari, per quella fase con qualche possibilità in più di azione simil invernale, ma, al momento, si tratta solo di ipotesi, semmai da monitorare e continuare a vagliare con i successivi aggiornamenti.

Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).