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Allagamenti sempre più frequenti: ecco perché la tua città finisce sott’acqua

Perché le città si allagano sempre più spesso: tra manutenzione, reti fognarie e cambiamento climatico

C’è un aspetto che in questo periodo, e non solo d’estate, si discute spesso: quello delle nostre città, dei paesi, delle comunità che si allagano con facilità, e sembrano farlo più di prima. Di frequente si punta il dito contro l’amministrazione comunale perché non avrebbe svolto il proprio compito, cioè ripulire i cosiddetti tombini e pozzetti di scarico. Ma non è solo questo. Sicuramente pesano problemi di manutenzione, minori disponibilità dei Comuni per la pulizia dei condotti; e poi ci sono criticità più annose: in alcune località, a ogni acquazzone, le strade si trasformano in canali. Questo accadeva anche in passato, solo che ora succede con maggiore frequenza e, soprattutto, con intensità più elevata, creando danni significativi.

Molti hanno iniziato a ragionarci e a dedurre le cause. In realtà non ci vuole molto, soprattutto per chi si occupa di meteorologia o per chi osserva con attenzione: quando piove, assistiamo alle cosiddette “bombe d’acqua”. È un termine che in meteorologia non si utilizza, perché si parla di nubifragio o perfino di alluvione lampo. Ma l’alluvione lampo è un evento davvero rilevante, capace di innescare grossi problemi di dissesto idrogeologico. Qui ci riferiamo esclusivamente a ciò che capita nei centri urbani: le città si allagano.

Perché succede? Quando furono progettate le aree di raccolta delle acque piovane, le precipitazioni avevano un’intensità diversa. Oggi, con il cambiamento climatico, la pioggia è più forte, cade con maggiore violenza e irruenza: le precipitazioni sono copiose ma concentrate. In tempi molto brevi può cadere una quantità davvero notevole di acqua, che non trova vie di smaltimento adeguate. In un contesto urbano, lo sbocco naturale sono le fognature e tutte le aree verso il basso. Abbiamo visto immagini recenti di New York allagata, con l’acqua che in alcune zone arriva fino alla vita, oppure la metropolitana di New York sommersa da scrosci. Ormai vediamo questi video quasi ogni anno, soprattutto sui social network, che hanno il merito di veicolare in tempo reale ciò che accade: così possiamo osservare, anche in luoghi lontanissimi da noi, che cosa provocano i cambiamenti climatici perché questo sono davvero: mutamenti del clima che portano piogge più abbondanti.

E la spiegazione c’è, ed è fisica. Quando la temperatura media aumenta — e aumenta a livello globale: in questo periodo abbiamo toccato valori anche superiori di 2 °C rispetto al periodo preindustriale — l’atmosfera può contenere una maggiore quantità di vapore acqueo, e quindi produce precipitazioni più intense. Accade anche che in varie aree il regime delle piogge cambi: piove in modo più irregolare. Dove un tempo le precipitazioni erano frequenti e distribuite, oggi risultano diradate; quando arrivano, però, sono violente e causano allagamenti.

E non riguarda solo chi “non è efficiente”. Vediamo allagamenti anche in città considerate esemplari: le città tedesche, le svizzere, Londra, Parigi – più volte finite sott’acqua – allo stesso modo di New York. E accade pure nelle città della Cina, dove, quanto a infrastrutture e progresso, in molti ambiti si è 10–15 anni avanti rispetto a buona parte dell’Europa. Tutto questo sta succedendo perché ci sono i cambiamenti climatici.

Un esempio rivelatore arriva dal Giappone. Pensate a Hokkaidō in Giappone, dove i cittadini hanno chiesto alle autorità locali di non ospitare le Olimpiadi della neve, così da destinare i fondi al miglioramento della pulizia delle strade: quando nevica, le precipitazioni nevose sono molto più abbondanti rispetto al passato, e servono mezzi e sistemi di sgombero più efficaci per rendere la città fruibile.

Al di là delle statistiche, molte persone si sono accorte che il clima è cambiato. Eppure c’è ancora chi lo nega.

Conclusione: non basta invocare la pulizia dei tombini. Servono manutenzione programmata, adeguamento delle reti fognarie, pianificazione urbanistica mirata e consapevolezza che l’intensificazione delle precipitazioni è una realtà con cui i centri urbani devono fare i conti.

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