• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
lunedì, 25 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A Scelta dalla Redazione

Panamá, misterioso effetto dell’Aliseo

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
10 Ott 2025 - 11:20
in A Scelta dalla Redazione, Cronaca Meteo
A A
Share on FacebookShare on Twitter

 

LEGGI ANCHE

Svolta meteo a Giugno: piogge sull’Italia, addio caldo africano

Caldo africano verso 37°C. Giovedì arrivano temporali e grandine

Il ciclo dell’oceano di Panamá si è fermato: quando l’aliseo non è arrivato

(METEOGIORNALE.IT) Ogni anno, tra dicembre e aprile, i potenti alisei del Golfo di Panamá rimescolano l’oceano: spingono in superficie acque fredde e ricche di nutrienti, rinfrescano la costa, nutrono il plancton e danno respiro alle barriere coralline. Nel 2025, per la prima volta in oltre quarant’anni di osservazioni, questo ingranaggio si è inceppato. L’upwelling non è arrivato.

 

Cosa si è rotto nel Golfo di Panamá

Gli scienziati dello Smithsonian Tropical Research Institute hanno ricostruito la catena degli eventi: gli alisei sono stati insolitamente deboli, probabilmente legati a un’instabilità del clima di grande scala. Senza la spinta del vento, la “pompa” che solleva l’acqua fredda dal profondo è rimasta spenta. Il risultato è stato un Pacifico costiero più caldo, meno ossigenato e meno produttivo proprio nei mesi in cui, di norma, esplode la vita marina.

 

Il segnale dai satelliti: clorofilla ai minimi

Le immagini satellitari hanno mostrato livelli di clorofilla insolitamente bassi tra dicembre–aprile del 2025. Tradotto: il consueto boom di fitoplancton non c’è stato. E se la base della rete trofica viene a mancare, tutto il resto vacilla. Dalle larve di pesce ai grandi pelagici, ogni anello della catena alimentare perde spinta. È un blackout biologico stagionale che il Golfo di Panamá non aveva mai registrato nella serie storica.

 

Fisheries e coralli: effetti a catena

Le zone di upwelling sono tra i sistemi oceanici più produttivi al mondo. Quando saltano, il colpo si sente a riva. Le pescherie perdono resa, i redditi delle comunità costiere si assottigliano, le barriere coralline — private del “condizionatore naturale” stagionale — affrontano un rischio maggiore di sbiancamento. In anni normali, l’acqua fredda attenua gli estremi termici; nel 2025, quel cuscinetto è mancato e gli stress da calore si sono sommati.

 

Il ruolo del vento: un meccanismo semplice, una vulnerabilità reale

L’upwelling del Pacifico panamense dipende da un equilibrio lineare: alisei forti spingono l’acqua di superficie verso largo, l’oceano profondo risale per compensare. Se il vento cala, l’ascensore si ferma. È un meccanismo elementare, ma espone il sistema a ciò che più sta cambiando: la variabilità atmosferica. Gli studiosi sottolineano che non è solo una questione di Riscaldamento Globale in senso termico; è la discontinuità dei cicli naturali — quelli su cui ecosistemi e comunità hanno fatto affidamento per secoli — a diventare il problema.

 

Un campanello d’allarme oltre Panamá

Il caso del 2025 nel Golfo di Panamá non è un’eccezione curiosa, ma un possibile segnale anticipatore. Le regioni di upwelling sparse lungo le coste del Pacifico e di altri oceani sostengono biodiversità e economie locali. Se l’instabilità dei venti stagionali cresce, questi motori naturali potrebbero incepparsi più spesso. L’articolo scientifico — “Unprecedented suppression of Panama’s Pacific upwelling in 2025”, pubblicato su PNAS il 2 settembre 2025 — documenta con dati di campo e satellitari come, quell’anno, la stagione sia letteralmente “saltata”, con ripercussioni misurabili su temperatura superficiale, produttività primaria e segnalatori ecologici.

 

Credit: Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), Smithsonian Tropical Research Institute, NOAA Climate.gov – Upwelling, NASA OceanColor – Chlorophyll, IPCC – Ocean and Cryosphere in a Changing Climate

  (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
Tags: 2025Aliseiclorofillafitoplanctongolfo di panamáPacifico tropicaleparole chiave: panamápnasproduttività primariasbiancamento corallinosmithsonianupwellingvariabilità climatica
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Asteroide sfiora la Terra: gli astronomi lo scoprono solo dopo il passaggio

Prossimo articolo

Ottobrata in arrivo: ecco le temperature massime che raggiungeremo

Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

Prossimo articolo

Ottobrata in arrivo: ecco le temperature massime che raggiungeremo

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.