Nella giornata di martedì, le condizioni meteo vedranno un sensibile abbassamento della temperatura che si spingerà gradualmente verso le regioni meridionali. Con l’aria fredda si avranno anche forti contrasti termici, e questi daranno luogo a temporali che potranno originare anche nubifragi. Le ultime elaborazioni meteo dei modelli matematici più autorevoli indicano la possibilità di tali fenomeni su alcune regioni, distribuiti soprattutto a macchia di leopardo. Ci troviamo comunque di fronte a una previsione meteo estremamente complessa, che sarà da aggiornare nelle prossime ore e probabilmente nella giornata di lunedì.
Orbene, le precipitazioni di maggiore rilevanza si verificheranno sul Canton Ticino in Svizzera, poi tra Trentino-Alto Adige e Veneto secondo le ultime stime, quindi in area pedemontana o montana del Friuli Venezia Giulia e soprattutto nella fascia pedemontana, per poi raggiungere la costa adriatica settentrionale, ossia le coste del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Di recente, proprio in queste aree, si sono registrati nubifragi di estrema intensità: ricordiamo circa 250-260 mm in 24 ore lungo la costa tra Veneto e Friuli nel penultimo evento estremo, mentre nell’ultima escalation di temporali si erano avute precipitazioni di oltre 130 mm in Friuli Venezia Giulia, con grandinate rilevanti sulla città di Trieste. Un’altra area a rischio di temporali intensi è la costa meridionale della Toscana e l’intera costa laziale fino alla città di Napoli. In Campania, inoltre, temporali piuttosto intensi dovrebbero verificarsi anche in mare aperto, interessando pure le isole dell’arcipelago campano.
In molte regioni italiane si osserva la possibilità di piogge anche copiose, con accumuli che potranno raggiungere i 40, forse 50 mm nell’arco delle 24 ore. Si tratterà spesso di temporali che localmente potrebbero trasformarsi in veri e propri nubifragi. A questo punto, le regioni coinvolte risultano davvero numerose: Lombardia, Piemonte, Liguria, Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell’Emilia-Romagna, l’Umbria, il Lazio e la Campania, con precipitazioni più deboli dirette verso la Sardegna. Non vi è dubbio che la situazione meteo sia di estrema variabilità e che i fenomeni più intensi possano manifestarsi in una delle regioni sopra menzionate.
Credit: l’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

