
(METEOGIORNALE.IT) SABATO 13 SETTEMBRE 2025. Ho scelto quattro mappe che fotografano con chiarezza il momento che stiamo vivendo, quindi buona parte dell’analisi è concentrata sul meteo attuale e la sua influenza causata dal cambiamento climatico.
Il sistema climatico è più caldo rispetto al passato recente e lo dimostrano atmosfera, oceani e Artico. Non servono toni enfatici, bastano i numeri e i disegni delle anomalie per capire in che direzione stiamo andando.
La scienza, cosa sostiene e perché
La comunità scientifica è netta: l’aumento dei gas serra prodotti dall’uomo – in primis anidride carbonica, metano e protossido di azoto – trattiene più calore vicino alla superficie, alza la temperatura media e amplifica gli estremi. Gli oceani assorbono oltre il 90% dell’energia in eccesso, la criosfera perde volume e la circolazione atmosferica reagisce. È il motivo per cui vediamo mari più tiepidi, periodi caldi più lunghi e un Artico che in estate si ritira molto oltre i valori del passato recente.
La mappa dell’artico che vi allego mi ha creato angoscia perché la banchisa polare, anno dopo anno, sta sparendo. Non vedremo più le stagioni di una volta, chi nasce nel 2025 ha buone possibilità di vivere una delle Ere del Clima più drammatiche della storia dell’uomo sulla Terra. Non serve molta fantasia per fare previsioni, ma il futuro non si limiterà ai droni inviati in Polonia questi giorni per chissà quale motivo, ma a guerre per conquistare acqua, territorio dove stabilirsi, migrazioni climatiche di massa, mentre milioni di persone che moriranno per il troppo caldo e le carestie nelle regioni che sono quelle più popolate e calde del pianeta.
Lettura delle mappe in un quadro globale
Temperatura media giornaliera mondiale
La curva annuale della temperatura dell’aria (dataset ERA5) mostra il 2025 in rosso sopra le mediane del periodo 1991–2020 e appena sotto l’arancione del 2024. La fascia grigia degli anni precedenti resta più in basso praticamente per tutto l’anno. Tradotto: la temperatura media globale viaggia stabilmente oltre la climatologia degli ultimi decenni di riferimento, con un picco estivo che supera i 16 °C e una base invernale sopra i 12 °C.
Ghiaccio marino artico
La mappa di concentrazione al 1° SETTEMBRE 2025 evidenzia un bacino ghiacciato contratto sul Mar di Beaufort, sul Bacino canadese e verso il Polo Nord, mentre il bordo libero da ghiacci spinge dentro i mari di Kara, Laptev e Chukchi. Le tonalità più chiare indicano banchi frammentati, sintomo di ghiaccio sottile. È la firma di un’estate calda in Artico e di oceani circostanti sopra media.
Anomalie della temperatura superficiale del mare
La mappa NOAA OISST al 1° SETTEMBRE 2025 racconta oceani globalmente più caldi: tinte arancioni e rosse dominano il Nord Pacifico occidentale e il settore subartico vicino all’Alaska, una lunga lingua positiva nel Nord Atlantico fino a Islanda e Mare di Barents, oltre a estese anomalie calde nel Sud Atlantico e nell’Oceano Indiano. Fasce azzurre lungo l’Equatore pacifico centrale e orientale indicano un raffreddamento equatoriale, compatibile con fasi fredde del Pacifico centrale. Mari più tiepidi alimentano ondate di calore marino, umidità in atmosfera e potenziale di piogge intense.
Anomalie della temperatura a 2 metri
Nel campo globale ERA5 emergono ampie anomalie positive sull’Artico, in Canada nordoccidentale, in Groenlandia costiera e in settori della Siberia. Aree più fresche compaiono tra Asia centrale, Turchia orientale e porzioni dell’Australia meridionale. Il disegno parla di un emisfero nord ancora molto caldo alle alte latitudini e di contrasti marcati alle medie.
Zoom sull’Europa: cosa sta succedendo
Europa nel complesso
Sulle mappe delle anomalie a 2 metri, l’EUROPA presenta un mosaico: colori arancio su Penisola Scandinava e Russia europea segnalano temperature sopra media, mentre tonalità più fredde lambiscono Mar Nero e Caucaso. L’Atlantico nordorientale rimane caldo, con acque positive intorno alle Isole Britanniche, al Mare di Norvegia e verso il Mare di Barents. Questo mix sostiene un’aria spesso mite e umida sul settore centro-settentrionale, con un Mediterraneo che non riesce a raffreddarsi rapidamente.
Mediterraneo
Nel MAR MEDITERRANEO le anomalie marine sono perlopiù positive, più evidenti tra Alborán, Canale di Sardegna, Tirreno e Ionio. Acque più tiepide significano aria più carica di vapore sopra le nostre coste e un gradiente termico ridotto tra mare e continenti, condizione che favorisce notti meno fresche lungo le litoranee e un’inerzia termica prolungata a fine ESTATE.
Italia: il dettaglio
Valori termici rispetto alla norma
Sull’ITALIA la mappa delle anomalie a 2 metri mostra colori dal bianco all’arancio chiaro: scostamenti lievi-moderati positivi, nell’ordine di circa +0,5 / +1,5 °C, più continui lungo il versante tirrenico e sulle isole maggiori. PIANURA PADANA e ALPI oscillano attorno a deboli surplus, segno di masse d’aria spesso miti e di notti non particolarmente fredde per il periodo. Siamo reduci da un’estate che in Italia ha visto un caldo meno persistente di altri anni, e mari che si sono raffreddati, anche se di poco, rispetto al picco raggiunto a giugno 2025 sotto ondate di calore prolungate ed estreme.
Mari intorno alla Penisola
Le acque del MAR LIGURE, del TIRRENO centro-settentrionale e dello IONIO risultano sopra media. Questo sostiene una sensazione di caldo più appiccicoso nelle ore serali sulle città costiere e un rifornimento di umidità per i sistemi convettivi che si innescano quando passano saccature atlantiche. Nel MEDITERRANEO OCCIDENTALE il segnale positivo è netto anche a largo della SARDEGNA e lungo il CANALE DI SICILIA.
Artico e riflessi per l’Italia
Il minor ghiaccio nel Bacino artico e le acque tiepide nel Nord Atlantico influenzano le onde planetarie e, a cascata, la traiettoria dei fronti che raggiungono l’EUROPA. Con un Mar di Norvegia caldo e un Mare di Barents anomalo, i promontori subtropicali riescono a spingersi verso EUROPA CENTRALE più facilmente, lasciando sull’ITALIA periodi miti intervallati da passaggi instabili rapidi ma localmente intensi, specie quando le correnti umide incontrano i rilievi di ALPI, APPENNINO e coste tirreniche.
Che cosa tenere d’occhio ora
Il punto chiave, guardando insieme atmosfera, oceani e Artico, è l’accoppiata tra mari caldi e aria sopra media: un binomio che in ITALIA si traduce in sbalzi contenuti tra giorno e notte sulle coste, pomeriggi ancora temperati nelle pianure e una propensione a rovescitemporaleschi anche intensi quando si attivano contrasti termici.
La cornice resta quella delineata dalla scienza del clima: più gas serra, più energia nel sistema, più anomalie positive persistenti su oceani e alte latitudini, con effetti tangibili anche su PENISOLA ITALIANA e MEDITERRANEO.




