
(METEOGIORNALE.IT) C’è la sensazione diffusa che il medio di luglio sia stato piuttosto freddo. Perlomeno per quanto riguarda le regioni settentrionali. La realtà però è ben diversa e in questo articolo vi spiegheremo il motivo per cui non è stato realmente così.
Le anomalie continentali
Analizzando i dati il nostro possesso, possiamo mostrarvi in anticipo come è stato il mese di luglio. In un’area che va all’incirca dal nord della Spagna, al cuore dell’Europa Centrale, passando per l’Italia del Nord, il mese è stato in media.
Ricordiamo quindi che le due ondate di freddo hanno compensato perfettamente il caldo estremo di inizio mese. Comunque, aspettiamo i dati ufficiali per l’Italia, a cura dell’ISAC CNR, per dare conferme definitive. Discorso diverso al Sud, dove c’è stato un clima un po’ più caldo della media, ma non eccezionale rispetto ad alcuni mesi recenti.
Altrove bollente
Purtroppo, ci vuole dire che il mese appena trascorso è stato l’ennesimo bollente a livello europeo. Analizziamo i dati preliminari a cura del CFS NOAA. Alle altissime latitudini potrebbe essere stato il mese più caldo di sempre. In queste aree, le temperature medie mensili hanno superato i valori tipici del periodo anche 7 gradi, il che è tantissimo se mediato su un intero mese.
Ma come mai è successa una cosa simile? C’è stato per parecchi giorni un intenso e duraturo campo di alta pressione che ha agito da blocco atmosferico, mantenendo condizioni stabili e insolitamente calde per diversi giorni consecutivi. Basti pensare che alcune località vicino al circolo polare artico hanno toccato e superato i 30 gradi, un valore veramente folle per quelle latitudini.

Alla fine vince sempre il caldo
Tanto per cambiare, il bilancio complessivo tra le anomalie positive, neutre e negative tende inevitabilmente a favorire nettamente quelle calde. Qualunque periodo dell’anno si provi a fare un’analisi a livello europeo e magari mondiale, si nota che vincono sempre le anomalie calde. Questo andamento riflette un trend ormai consolidato, in cui gli episodi di caldo anomalo non solo sono più frequenti, ma anche più intensi, estesi e duraturi rispetto al passato recente.
Il prezzo da pagare
Il prezzo da pagare per aver avuto un mese così fresco alle nostre latitudini è stato quello di avere temperature fuori norma nel nord Europa. Il caso della Scandinavia è emblematico: non si è trattato di un semplice episodio isolato, ma piuttosto di un vero e proprio stravolgimento meteo climatico.
A quelle latitudini le estati stanno diventando davvero estreme. Tutto è cominciato nel 2014, con il bis nel 2018 (il famoso anno in cui prese piede il movimento di Greta Thunberg) per poi arrivare nelle ultime bollenti estati. Sia chiaro. L’aggettivo bollente è in riferimento al loro clima. Per quelle latitudini si intendono già 25 gradi come ondata di caldo. (METEOGIORNALE.IT)
