(METEOGIORNALE.IT) Come ogni estate, sapendo che la meteo non è per me solo una passione, ma anche un lavoro, in tanti mi chiedono: “Ma torna davvero il gran caldo?” Ecco allora un punto della situazione sul tempo previsto nella prossima settimana, perché sì, l’aria calda è in arrivo, ma non tutto è così scontato come sembra. Vediamo insieme cosa ci raccontano i principali modelli.
Il caldo torna, ma quanto sarà forte?
I modelli previsionali cominciano a delineare con chiarezza una nuova fase di caldo sull’Italia. La tendenza è chiara: da inizio della terza decade di luglio l’aria calda tornerà ad avvolgere buona parte della Penisola. Ma attenzione, perché non è ancora chiaro quanto le temperature saliranno.
Dando uno sguardo agli scenari “ensemble”, quindi alle medie della temperatura a circa 1500 metri di quota (850 hPa per i più tecnici), al momento c’è ancora un discreto margine di incertezza. Il caldo ci sarà, ma l’intensità resta da definire: potrebbe trattarsi di un’ondata moderata o anche più seria, ma servono ancora conferme.
L’importanza delle dinamiche in quota
Il cuore dell’incertezza è nella situazione atmosferica più ampia. Non abbiamo davanti il classico anticiclone africano stabile e dominante. Al contrario, si prevede l’interazione tra due elementi molto dinamici: una saccatura in discesa sull’Europa centro-occidentale, e una campana di alta pressione subtropicale che proverà a risalire verso l’Italia.
La saccatura, però, non è un alleato del caldo duraturo: tende a “rosicchiare” il bordo dell’alta pressione, rendendola meno stabile e più vulnerabile. Il risultato? Un’ondata di calore potenzialmente intensa ma non solida, con margini di cambiamento anche repentini.
Caldo più certo al Sud, incognite al Nord
Al momento, l’avvezione calda subtropicale sembra spingersi con maggiore decisione verso il Centro-Sud, dove il caldo sarà quasi certo. Diverso il discorso per il Nord, dove correnti fresche in quota potrebbero portare instabilità, specie sotto forma di temporali, anche intensi. Tutto dipenderà da quanto la saccatura riuscirà a farsi strada e da come curveranno le correnti in quota.
Il meteo resta in evoluzione: serve pazienza
Il meteo, in casi come questo, ci insegna a non correre troppo. Le tendenze sono chiare, ma servono ancora aggiornamenti per definire con precisione temperature, durata del caldo e aree maggiormente coinvolte. Il mio consiglio? Aspettiamo con calma i prossimi aggiornamenti modellistici per poter fare un’analisi e una previsione ancora più dettagliate.
Per la realizzazione dell’articolo ho consultato i dati di ECMWF ed il Global Forecast System (GFS).
