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Non lasciare in auto il cane nemmeno 5 minuti

Andrea Meloni di Andrea Meloni
28 Giu 2025 - 12:35
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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Foto realizzata con l’intelligienza artificiale perché gli animali (cani) non si lasciano in auto.

(METEOGIORNALE.IT) In questi giorni di caldo estremo che sta mettendo a dura prova noi esseri umani, un dramma silenzioso si sta consumando anche tra i nostri amici a quattro zampe. Gli studi veterinari di tutta Italia stanno registrando un aumento allarmante di ricoveri per animali che hanno subito colpi di calore, molti dei quali causati da quello stesso fenomeno che abbiamo visto tragicamente colpire i bambini: l’abbandono involontario in auto.

 

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La differenza sostanziale, e drammatica, è che per i nostri animali domestici non esiste alcun dispositivo anti-abbandono. Non c’è una tecnologia che ci avverta se abbiamo dimenticato il nostro cane o gatto nell’auto, non c’è un sistema di sicurezza che possa salvargli la vita quando la nostra mente, stordita dal caldo, commette quell’errore fatale. È una responsabilità che ricade interamente sulle nostre spalle, senza rete di protezione. Però, c’è anche chi lascia il proprio animale per andare al bar a prendere un caffè è o dissetarsi, o fare piccole commissioni.

Perché portare il cane con voi se poi lo lasciate in auto?

 

Quello che emerge dai racconti dei veterinari è sconvolgente nella sua semplicità: bastano pochi minuti perché un’auto si trasformi in una trappola mortale per un animale. Non stiamo parlando di ore di abbandono, ma di quei “solo un attimo” che tutti noi abbiamo pronunciato almeno una volta. Quell’attimo per comprare il pane, per ritirare un pacco, per una commissione veloce che si trasforma nel peggiore incubo di ogni proprietario di animali.

 

Il dettaglio che dovrebbe farci riflettere profondamente è che anche con il finestrino abbassato la situazione non migliora sostanzialmente. L’aria che circola in un’auto ferma al sole non è sufficiente a contrastare l’effetto serra che si crea all’interno dell’abitacolo. La temperatura può schizzare a livelli letteralmente mortali per un organismo che, come quello degli animali, ha una capacità di termoregolazione diversa dalla nostra.

 

I nostri amici pelosi soffrono il caldo anche poiù di noi. La loro capacità di disperdere il calore corporeo è limitata principalmente al respiro ansimante e alle poche zone del corpo prive di pelo, come i cuscinetti delle zampe. Quando la temperatura ambientale supera la loro capacità di raffreddamento naturale, il loro organismo va in tilt termico con conseguenze che possono essere fatali.

 

Quello che rende la situazione ancora più insidiosa è che non servono le temperature estreme che stiamo vivendo in questi giorni per creare pericolo. Anche con valori apparentemente innocui come 25°C, un’auto ferma al sole può diventare un forno mortale. Questo significa che il rischio accompagna i nostri animali anche durante le gite in montagna, dove le temperature esterne potrebbero sembrare fresche e sicure.

 

Il problema non si limita però all’auto. Chi vive in centri urbani sa bene quanto possano diventare roventi i marciapiedi durante le ore più calde. Quelli che per noi sono superfici calde ma sopportabili (noi indossiamo le scarpe), per le delicate zampine dei nostri cani diventano vere e proprie piastre ustionanti. È come se costringessimo noi stessi a camminare scalzi sull’asfalto rovente: insomma, è una tortura inimmaginabile.

 

La strategia di protezione deve essere multiforme e costante: evitare le uscite durante le ore più calde, scegliere percorsi ombreggiati, portare sempre con sé acqua fresca per l’idratazione immediata, e soprattutto ridurre al minimo il tempo trascorso all’esterno quando le temperature diventano proibitive. Il nostro cane ha bisogno di refrigerio almeno quanto noi, se non di più.

 

Dal punto di vista normativo, l’Italia ha introdotto regolamentazioni specifiche che impongono al proprietario l’obbligo di non lasciare il proprio animale in auto durante le giornate calde. Non si tratta solo di una questione etica, ma di un obbligo legale che può comportare sanzioni severe in caso di violazione.

La responsabilità che abbiamo verso i nostri animali in questi giorni di calore estremo è totale e indelegabile. (METEOGIORNALE.IT)

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Andrea Meloni

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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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