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Dopo la metà di GIUGNO, lo scenario meteo sull’area euro-mediterranea potrebbe subire un’accelerazione verso una fase particolarmente calda e instabile, con la prospettiva concreta di un’espansione africana su larga scala. Il motore di questo cambiamento si chiama ITCZ, acronimo che merita una spiegazione dettagliata.
Che cos’è l’ITCZ e perché è cruciale per il meteo estivo
L’ITCZ, ovvero Intertropical Convergence Zone, è una fascia climatica che circonda il globo in prossimità dell’Equatore, dove convergono gli alisei dei due emisferi. Si tratta di una zona in cui l’aria calda e umida ascende con forza, dando origine a perturbazioni equatoriali, piogge monsoniche, ma anche a modifiche profonde e sistemiche nella circolazione atmosferica globale. In estate, questo sistema migrante si sposta verso nord, trascinato dal riscaldamento del continente africano, arrivando in alcuni casi fino al Sahel e alle soglie del deserto del Sahara.
Più l’ITCZ risale, più l’anticiclone sub-tropicale africano ha modo di rinvigorirsi, espandendosi verso il MEDITERRANEO e portando con sé aria rovente, venti secchi e ondate di calore anomalo. Questo meccanismo è strettamente connesso alla struttura della circolazione atmosferica planetaria, e sebbene non tocchi l’ITALIA in modo diretto, ne condiziona pesantemente il meteo estivo.
Polveri sahariane già in movimento: segnali precoci e straordinari
Un chiaro indicatore di questa dinamica tropicale avanzata è rappresentato dalla recente e poderosa invasione di polveri sahariane, che ha già raggiunto il Golfo del Messico. Questo fenomeno è legato a venti di scirocco innescati dalla divergenza d’aria in alta quota associata proprio al movimento dell’ITCZ. Si tratta di un evento meteo eccezionale non solo per estensione geografica, ma anche per intensità e tempistica: accade raramente che, già nei primi giorni di GIUGNO, masse desertiche di sabbia riescano a varcare l’Atlantico con tanta forza.
Italia sotto assedio: caldo africano in arrivo, ma il peggio tra LUGLIO e AGOSTO
Secondo le proiezioni attuali, l’ITALIA potrebbe trovarsi già entro la fine di GIUGNO a fronteggiare ondate di calore africano di straordinaria intensità, con picchi di temperatura capaci di sfiorare o superare record locali in alcune aree mediterranee. Le regioni insulari e il Sud peninsulare appaiono le più esposte a questi afflussi bollenti, ma anche il Centro-Nord potrebbe sperimentare giornate di caldo estremo, soprattutto se la cupola anticiclonica dovesse posizionarsi sul bacino centrale del Mediterraneo.
Tuttavia, la fase più critica potrebbe non essere imminente: le simulazioni più affidabili indicano che la terza decade di LUGLIO e la prima di AGOSTO potrebbero rappresentare il nucleo caldo dell’estate 2025, con condizioni favorevoli a una lunga e severa ondata di calore. Sarà dunque fondamentale monitorare l’evoluzione della risalita dell’ITCZ, il comportamento dell’anticiclone africano e i dati satellitari relativi alla temperatura del Sahara e della fascia saheliana.
Un’estate da seguire con attenzione
Come indicato da diverse ricerche meteorologiche internazionali, come quelle pubblicate su Nature Climate Change e AGU Journals, la risalita dell’ITCZ non è solo un fatto climatico locale, ma interferisce col regime dei venti planetari, alterando la disposizione delle onde di Rossby e dei getti atmosferici. Questo significa che eventi apparentemente lontani – come un’anomalia sulla fascia equatoriale africana – possono riverberarsi con conseguenze concrete e imprevedibili anche in EUROPA, in particolare nella fascia mediterranea.
La connessione emisferica tra i tropici e le medie latitudini è una realtà fisica sempre più evidente, che costringe la meteorologia moderna a guardare a fenomeni come l’ITCZ estivo non come semplici curiosità tropicali, ma come motori globali del tempo atmosferico. (METEOGIORNALE.IT)
