(METEOGIORNALE.IT) Il meteo torna protagonista con scenari a dir poco bollenti: una nuova e temibile ondata di caldo africano è pronta a investire gran parte dell’Italia a partire dal 24 giugno, con temperature che rischiano di raggiungere o superare soglie estreme. Dopo la parentesi più fresca offerta dalla goccia fredda atlantica, che ha riportato un po’ di tregua solo in alcune aree del Paese, la situazione si prepara a ribaltarsi bruscamente.
Nei giorni scorsi, come ben sappiamo, il vortice ciclonico in quota ha causato instabilità diffusa, ma anche danni e disagi legati a temporali violenti, grandinate e forti raffiche di vento. Tuttavia, questo sollievo termico ha le ore contate. Le ultime proiezioni modellistiche, in particolare quelle offerte dagli ensemble dei modelli GFS ed ECMWF, mostrano un chiaro e deciso segnale: l’anticiclone nordafricano tornerà a spingere con forza verso il Mediterraneo centrale, riportando condizioni di caldo intenso e stabilità atmosferica esasperata.
Analizzando le proiezioni termiche a 850 hPa, circa 1500 metri di quota, notiamo come tra il 18 e il 23 giugno si attenda una fase calda, ma ancora senza estremi. Le temperature si manterranno sopra la media, ma senza particolari eccessi. Tuttavia, è proprio dal 24 giugno che i medesimi modelli iniziano una corsa verso l’alto, toccando punte che superano i +20°C a 850 hPa, un chiaro segnale premonitore di un’ondata di calore severa.
Al suolo, questo si tradurrebbe in massime ben oltre i 35°C, con picchi localmente vicini ai 40°C nelle zone interne di Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata e aree della Val Padana. Le città potrebbero trasformarsi in veri e propri forni urbani, con notti tropicali e afa insopportabile anche dopo il tramonto.
Il meteo ci avverte, dunque, di un passaggio a una nuova fase di caldo estremo, la seconda importante ondata africana della stagione. La persistenza dell’anticiclone subtropicale potrebbe anche estendersi per diversi giorni, aggravando il disagio fisico e il rischio incendi, oltre a rendere l’atmosfera molto più stabile e stagnante, con accumulo di inquinanti nelle grandi città. Cercheremo di capire con maggiore precisione durata, intensità e aree maggiormente colpite. Ma il trend appare ormai tracciato: l’estate entra nel vivo, e lo fa con prepotenza.
Ci ritorneremo. (METEOGIORNALE.IT)

