Nel pomeriggio di giovedì 26 giugno, le regioni nord-orientali e la parte montana centro-orientale della Lombardia sono state interessate da un’infiltrazione di aria fredda in quota, che ha innescato fortissimi moti convettivi, i quali hanno spinto verso l’alto l’aria calda e umida preesistente. Questa dinamica ha generato la formazione di nubi a intensissimo sviluppo verticale che, gradualmente, mentre si spostavano verso nordest, dove sono dilagate verso le pianure, dove un’aria ancora più calda ha favorito la genesi di temporali di eccezionale violenza.
Nubi che hanno addirittura sfondato la troposfera, raggiungendo altezze superiori ai 15 km, hanno ospitato chicchi di grandine che si sono rapidamente ingrossati, arrivando localmente a un diametro di ben 12 cm, sfracellandosi poi al suolo e causando ingenti danni.
Violentissimi danni da grandine si sono verificati tra Veneto e Friuli, ma precipitazioni grandinigene sono state registrate anche in Trentino, con chicchi di diametro fino a 5 cm. Al confine tra Lombardia e Trentino, ad esempio, Livigno è stata imbiancata da una forte grandinata.
I temporali estremamente furiosi hanno rinfrescato l’aria, ma si tratta di un fenomeno solo temporaneo: questo refrigerio è stato causato esclusivamente dal riversamento verso il basso dell’aria fresca in quota, mentre da oggi, con il ritorno del sole, si avranno di nuovo condizioni di caldo e afa diffuse, accingendosi ad affrontare un fine settimana rovente.
Su queste zone, tuttavia, nei prossimi giorni, ma anche oggi, ulteriori infiltrazioni di aria umida in quota potranno innescare nuovi temporali, ancora una volta di forte intensità e con grandinate di eccezionali dimensioni.
Siamo anche in attesa, purtroppo, del fatto che fenomeni di questa tipologia possano verificarsi in forma ancor più diffusa, quando tracimerà attraverso le Alpi, probabilmente nei primi giorni di luglio, aria più fresca, non fredda, e allora temporali con grandinate di eccezionale intensità interesseranno molte aree del Nord Italia, con nubifragi, raffiche di vento violentissime, in una sorta di replica dell’evento meteo che si verificò tra il 24 e il 25 luglio 2023, poiché vi sono le medesime condizioni.
Condizioni meteo, però, che come sappiamo non si ripetono mai con la stessa dinamica, ma in linea generale presentano delle somiglianze. D’altronde, questi fenomeni, ormai, li conosciamo sempre più spesso. Eventi che un tempo erano abbastanza rari, oggi sono divenuti frequenti e, quindi, ad ogni temporale si teme sempre il peggio: la grandine di grosse dimensioni, il vento che spezza o abbatte i rami degli alberi e persino danneggia strutture, come accaduto lo scorso fine settimana a Lecco, dove una ruota panoramica è praticamente crollata, abbattuta dal vento fortissimo.
Le notizie di cronaca sui danni causati dal maltempo sono innumerevoli. Noi ci occupiamo della dinamica atmosferica e dell’evoluzione meteo, e non possiamo fare altro che evidenziare come, con questo grande caldo, alla minima infiltrazione di aria fredda, si potranno verificare fenomeni meteo estremi, che in passato avevano tempi di ritorno di decine di anni, mentre ora sono praticamente divenuti la consuetudine.
