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Vi ricordate i 30 gradi? Ecco, dimentichiamoceli per un po’. A partire da Domenica 4 il meteo è cambiato del tutto, le nubi sono tornate ad affollare i cieli del Centro e del Nord, accompagnate da piogge sparse, rovesci intensi e una decisa flessione termica.

 

Questa nuova configurazione sinottica ha visto il ritorno delle correnti umide e fresche di origine oceanica, che, incontrando la massa d’aria calda preesistente, hanno innescato fenomeni temporaleschi anche di forte intensità. In molte zone montuose, in particolare lungo l’Appennino settentrionale e la fascia prealpina, si sono verificate grandinate e violente raffiche di vento. In alcune località del Piemonte e della Liguria interna, sono stati segnalati accumuli pluviometrici superiori ai 60 mm in poche ore.

 

L’Anticiclone, che aveva fino a poco prima garantito il bel tempo, si è ritirato verso Ovest, lasciando spazio a una vera e propria “palude barica”, ossia una zona di bassa pressione bloccata e persistente che ha impedito l’avanzata di nuove aree stabili. Il risultato è stato un ritorno a un clima tipicamente autunnale, con cieli coperti, temperature in diminuzione e un sensibile aumento dell’umidità relativa.

 

L’instabilità si rafforza nella seconda settimana

Tra Lunedì 5 e Mercoledì 7 Maggio, le piogge hanno ripreso a bagnare diffusamente il Nord Italia, in particolare le regioni alpine e prealpine, con nuovi temporali pomeridiani a sviluppo verticale. L’energia termica residua, unita all’aria più fredda in quota, ha alimentato la convezione, determinando un’intensificazione delle precipitazioni nel pomeriggio e in prima serata.

 

Al Centro, la situazione si è mostrata simile: Umbria, Marche, Toscana interna e alto Lazio hanno vissuto una serie di giornate contraddistinte da cieli grigi al mattino e rovesci nelle ore centrali, con qualche schiarita serale. Anche se meno estesa, l’instabilità ha lambito alcune aree meridionali, soprattutto le zone interne di Campania e Basilicata, dove si sono registrati temporali isolati. Le temperature hanno subito una nuova discesa, tornando su valori tipici della media del periodo: tra i 20 e i 24 gradi nelle aree non coinvolte dai fenomeni più intensi, e sotto i 18 gradi Celsius nelle zone temporalesche.

 

Giovedì 8 e Venerdì 9: ancora giornate ad alto rischio

Tra Giovedì 8 e Venerdì 9 Maggio, il quadro meteorologico si è ulteriormente aggravato. L’ingresso di un nucleo di aria fredda in quota, proveniente dal Nord Europa, ha determinato un’escalation dell’instabilità. Le regioni maggiormente coinvolte sono state il Piemonte, la Lombardia centro-orientale, il Veneto, l’Emilia occidentale e l’entroterra marchigiano e umbro. In queste aree, si sono sviluppati numerosi temporali a cella singola e multicellulare, accompagnati da grandinate localizzate e venti discendenti impetuosi.

 

A Milano, Torino e Bologna, i pluviometri hanno registrato oltre 40 mm di pioggia in poche ore, mentre le temperature sono crollate anche di 8–10 gradi Celsius rispetto ai valori iniziali del mese. Nel frattempo, l’Adriatico centrale ha sperimentato un clima più fresco e ventilato, ma con minori episodi temporaleschi. Al Sud, nonostante il passaggio di qualche rovescio serale, il clima è rimasto complessivamente più stabile, con temperature oscillanti tra i 22 e i 26 gradi Celsius, più miti lungo le coste tirreniche e in Sicilia, dove il sole ha resistito più a lungo.

 

Il fine settimana del 10-12 Maggio: tempo ancora incerto

Per il fine settimana compreso tra Sabato 10 e Lunedì 12 Maggio, le previsioni non sono migliorate. L’Anticiclone delle Azzorre, spesso protagonista nelle fasi primaverili, è rimasto defilato sull’Atlantico, impedendo qualsiasi reale miglioramento. Il Mediterraneo centrale si è trovato esposto a continue infiltrazioni umide, responsabili della formazione di nuove celle temporalesche a evoluzione diurna.

 

Sulle regioni settentrionali, specie tra Lombardia orientale, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, sono attesi nuovi fenomeni intensi, con la possibilità di nubifragi e allagamenti temporanei. Al Centro, le piogge non mancheranno su Toscana, Umbria e Abruzzo occidentale, mentre le coste laziali potranno godere di momenti più soleggiati. Le temperature resteranno generalmente sotto la media stagionale, tra i 19 e i 23 gradi nelle aree interne e tra i 24 e i 27 gradi lungo le coste.

 

Il Mezzogiorno continuerà a vivere una situazione più favorevole, ma non del tutto stabile. Calabria, Sicilia orientale e l’entroterra lucano potrebbero sperimentare acquazzoni pomeridiani, soprattutto tra Sabato e Domenica, sebbene le coste campane e pugliesi si manterranno più asciutte. Il clima sarà ancora gradevole, con picchi di 28 gradi Celsius a Catania e Palermo, mentre altrove si oscillerà tra i 23 e i 26 gradi.

 

Una stagione in crisi

La configurazione meteorologica vissuta nella prima parte di Maggio è l’ennesima dimostrazione di una Primavera che fatica sempre più a definire una propria identità. Le fasi di Alta Pressione che un tempo garantivano settimane di clima mite e progressivamente più caldo sono oggi spesso brevi e alternate da incursioni perturbate anche violente.

 

Negli ultimi anni, il passaggio tra Inverno ed Estate appare sempre più repentino. I mesi di transizione, come Aprile e Maggio, mostrano una crescente tendenza a essere dominati da sbalzi termici improvvisi, piogge abbondanti e persino episodi di gelo fuori stagione.

 

L’Anticiclone subtropicale, che spesso anticipa l’inizio dell’Estate, si presenta in modo disorganizzato o viene respinto dalle discese fredde provenienti dal Nord Europa. Questo squilibrio barico, unito al riscaldamento globale, alimenta i contrasti che sfociano in eventi estremi: grandinate, trombe d’aria e alluvioni lampo.

 

Uno sguardo alla seconda metà del mese

Le prospettive per la seconda parte di Maggio non sono particolarmente ottimistiche. I modelli matematici attualmente in uso da centri meteorologici internazionali non concordano su una stabilizzazione decisa del tempo.

 

Alcune simulazioni suggeriscono un possibile rafforzamento dell’Alta Pressione subtropicale a partire da Martedì 20 Maggio, ma lo scenario resta incerto. Se questa tendenza dovesse concretizzarsi, l’Italia potrebbe sperimentare una fase più stabile e soleggiata nella terza decade del mese, con temperature in progressivo aumento verso valori più estivi.

 

Tuttavia, è altrettanto probabile che l’instabilità torni a far parlare di sé, con nuovi impulsi freschi e umidi capaci di riportare piogge e temporali al Centro-Nord. L’ultima settimana del mese potrebbe quindi oscillare tra giornate serene e improvvise rotture temporalesche, tipiche di una Primavera ormai trasformata. La situazione meteo al Sud sarà più favorevole, ma anche qui non mancheranno variabilità e qualche episodio di instabilità, specie sulle zone interne e montuose.

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