(METEOGIORNALE.IT) Lo so, è un vero e proprio controsenso, infatti con l’arrivo dell’alta pressione africana dovremmo avere solo bel tempo, cielo sereno, caldo, insomma tempo stabile e soleggiato. In una prima fase non sarà così molto probabilmente, ce lo mostrano i modelli matematici che ci forniscono informazioni sull’instabilità atmosferica e soprattutto sulla quantità di essa.

In poche parole, quello che vediamo nella mappa raffigurata è uno dei pomeriggi che si prevede con l’arrivo del caldo nel fine mese di Maggio, quando dopo un periodo fresco tutto sommato rispetto a quello che ci eravamo abituati, piovoso, quindi con molta umidità del terreno, ecco che nelle ore calde che si potranno formare nubi a fortissimo sviluppo verticale su tutte le zone interne, anche nella penisola italiana e non solo nel Nord Italia. Quello della cartina è solo uno dei diversi pomeriggi del fine mese, e ciò che vediamo sono indici elevatissimi di instabilità atmosferica favorevoli alla genesi di temporali.
E dopo aver visto le grandinate abbondantissime che sembravano quasi neve, con un aumento sensibile della temperatura, la presenza di un anticiclone africano non così forte come geopotenziale in quota, ovvero senza una compressione dell’atmosfera verso il basso vistosa, tanto da non impedire quelli che si chiamano molti convettivi, cioè masse d’aria che dal basso si spingono verso l’alto, ecco che avremo la formazione di nubi cumulonembi. Questo tipo di nube è quella del temporale e quando l’instabilità atmosferica è molto elevata queste possono raggiungere altezze consistenti dove si possono formare numerosi cristalli di ghiaccio che poi vanno ad aggregarsi tutti assieme a comporre i chicchi di grandine.
Con l’alta pressione africana c’è un connubio piuttosto anomalo con le grandinate che poi si trasformano in chicchi di medie dimensioni, perciò, molti di questi temporali che si potranno verificare alla fine di Maggio potrebbero causare grandinate con chicchi di una certa dimensione, peraltro secchi, e quindi piuttosto duri e robusti da procurare danni alle automobili e all’agricoltura.
Questo non è il preludio di un disastro, ma una condizione intermedia tra primavera ed estate che si verifica quasi tutto l’anno. Infatti, all’inizio, la stagione estiva ha un picco massimo che dura un mese circa, a volte un mese e mezzo, coinvolgendo anche gran parte di Luglio, con anche grandinate devastanti. Anzi, le grandinate di Luglio possono essere ancora peggiori rispetto a quelle di Giugno, e fare ben più danni. La storia e la raccolta dei dati meteo ci documentano grandinate devastanti proprio nel Luglio.
Un imponente serie di eventi meteo ci fu il Luglio del 2023 connumerose grandinate esagerate che si abbatterono su gran parte delle aree a nord del fiume Po nel Nord Italia. Alcune grandinate interessarono anche le pianure dell’Emilia-Romagna. Furono coinvolti anche paesi collinari. L’estate 2023 è una stagione da dimenticare per quanto riguarda la grandine, ebbe un picco estremo nel mese di Luglio, quando si ci fu un’instabilità atmosferica esagerata anche perché le temperature non erano molto alte nelle regioni settentrionali dove non c’era un anticiclone africano che impediva lo sviluppo di quelle nubi chiamate cumulonembi, ed anzi si sono formate numerose supercelle. L’anticiclone africano, però era al Centro e Sud Italia, e alimentava di calura l’instabilità atmosferica presente nel Nord Italia.
Al momento non possiamo assolutamente prevedere la formazione di quando ci saranno le celle temporalesche alla fine di Maggio, nemmeno la loro intensità e distribuzione, abbiamo soltanto una linea di tendenza, ad oggi da da confermare, solo sul caldo, e a questo punto sul rischio di temporali che però ne è fortemente connesso.
Pertanto, se avremo caldo a fine mese molto probabilmente ci saranno anche temporali, e dovremmo mettere anche in conto le grandinate. Una tendenza meteo che tutto sommato da una parte in molti aspettano, ovvero l’estate, ma che dall’altra parte può portare anche dei guai con temporali e grandine. Ora come ora, però sarà meglio osservare le tendenze meteo per le prossime due settimane per capire questa rapida variazione meteo che ci porterà alla stagione estiva 2025. (METEOGIORNALE.IT)
