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Dome: configurazione meteo estrema, Europa e Italia nel mirino

Paolo Colombo di Paolo Colombo
10 Mag 2025 - 16:50
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il Dome rappresenta una delle configurazioni meteo atmosferiche più estreme tra quelle collegate all’Alta Pressione di matrice subtropicale. Questo fenomeno, già protagonista sull’Europa centro-occidentale a partire dalla fine di Maggio 2025, coinvolgerà anche l’Italia, causando condizioni meteo eccezionalmente stabili e molto calde, soprattutto sul Nord del Paese. Il termine Dome prende origine dalla tipica conformazione a cupola che l’aria calda assume in quota, creando un vero e proprio “tappo” atmosferico che intrappola l’aria nei bassi strati, impedendo la dispersione del calore.

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Origine e dinamiche atmosferiche del dome

L’instaurarsi di un Dome è reso possibile da un’intensa e persistente Alta Pressione subtropicale, che si espande verso le medie latitudini. In particolare, l’aria che scende dall’alto (fenomeno noto come subsidenza) tende a comprimersi e a riscaldarsi ulteriormente man mano che si avvicina al suolo. Questo processo genera una colonna d’aria molto stabile, dove il ricambio atmosferico è pressoché assente, e si accentuano l’irraggiamento solare e l’accumulo di calore.

Il Dome si forma con maggiore facilità quando le condizioni sinottiche favoriscono una lunga permanenza delle Aree di Alta Pressione. Questo accade soprattutto quando le correnti a getto (il jet stream) si indeboliscono o deviano verso nord, lasciando spazio a una vasta zona di stabilità. Le regioni continentali interne, meno influenzate dai venti e dalle brezze marine, sono le più vulnerabili, mentre le aree costiere tendono a mantenere condizioni meteo leggermente più temperate grazie all’azione mitigatrice del mare.

Effetti in Italia: temperature record e notti tropicali

Le conseguenze meteo del Dome in Italia sono evidenti soprattutto al Nord, dove l’assenza di ventilazione naturale e l’accumulo progressivo di calore portano a temperature elevatissime sia di giorno che di notte. L’area più colpita è la Valle Padana, un bacino geografico chiuso dove il calore ristagna e si amplifica anche per via del fenomeno dell’isola di calore urbana. Le città più densamente popolate, come Milano, Torino e Bologna, possono registrare massime superiori ai 40 °C, mentre le minime notturne raramente scendono sotto i 25 °C, con il conseguente aumento delle cosiddette notti tropicali.

Anche la fascia alpina risente degli effetti del Dome, ma con risvolti ancora più allarmanti. Lo zero termico – la quota oltre la quale la temperatura scende sotto lo zero – può salire oltre i 4500 metri, accentuando il processo di fusione dei ghiacciai. Il clima estivo più caldo e secco compromette l’equilibrio idrico delle Alpi, dove le riserve di neve e ghiaccio rappresentano una risorsa fondamentale per l’approvvigionamento idrico delle valli e delle pianure sottostanti.

Le Aree urbane sono i punti critici per eccellenza durante un evento Dome, poiché l’asfalto, il cemento e le superfici edificate trattengono il calore di giorno e lo rilasciano lentamente durante la notte. Questo provoca condizioni meteo quasi insopportabili per la popolazione, specie durante ondate di calore prolungate.

Conseguenze del dome 

Secondo gli studi condotti da importanti istituti internazionali come il Copernicus Climate Change Service e l’IPCC, i Dome non solo stanno diventando più frequenti, ma anche più duraturi e intensi. Il riscaldamento globale favorisce l’espansione verso nord delle Aree di Alta Pressione subtropicale, alterando i flussi atmosferici su vasta scala. L’indebolimento della corrente a getto polare, ad esempio, consente a queste cupole di calore di stabilirsi più facilmente e per periodi prolungati, soprattutto sull’Europa centrale.

Le regioni europee più a rischio: focus su Francia, Alpi e Catalogna

Oltre all’Italia settentrionale, altre regioni europee risultano particolarmente esposte agli effetti meteo dei Dome. La Francia centrale e meridionale, in particolare la Valle del Rodano, registra picchi di calore simili a quelli della Valle Padana. Anche la Spagna nord-orientale, specialmente la Catalogna e i Pirenei, è spesso soggetta a condizioni meteo estreme durante la Primavera e l’Estate.

La zona alpina centro-europea, che include Svizzera, Austria e la parte meridionale della Germania, è tra le più vulnerabili. Qui le temperature insolitamente elevate accelerano il ritiro dei ghiacciai, mentre i fiumi che dipendono da queste riserve glaciali vanno incontro a una progressiva riduzione della portata.

Queste anomalie termiche provocano anche una crescita del rischio di eventi meteo estremi, tra cui gli incendi boschivi e le crisi idriche, soprattutto durante i lunghi periodi di stabilità atmosferica associati ai Dome. In queste fasi, la siccità può estendersi per settimane, con un impatto devastante sulla vegetazione e sull’approvvigionamento idrico sia agricolo che civile.

Prospettive per l’Italia: fine Maggio sotto osservazione

Secondo le proiezioni meteo attuali, la fine di Maggio 2025 potrebbe segnare l’inizio di una fase dominata da una possente Alta Pressione subtropicale sull’area mediterranea. Le condizioni sono favorevoli alla formazione di un Dome sul bacino padano e su parte dell’Europa centrale, portando con sé le prime vere ondate di calore stagionale. Il rischio meteo di temperature sopra la norma e di notti tropicali è in aumento, soprattutto tra la Pianura Padana e l’Arco alpino.

Gli aggiornamenti meteo dei prossimi giorni saranno cruciali per capire quanto a lungo il Dome potrà influenzare l’Italia e se potrà interessare anche le regioni centro-meridionali. Tuttavia, al momento, il Sud Italia sembra ancora protetto dall’azione rinfrescante del Mar Mediterraneo, sebbene anch’esso non sia del tutto immune da episodi di calura estrema.

Nel complesso, la configurazione meteo che va delineandosi appare coerente con le nuove dinamiche meteo  europee, dove la presenza dei Dome sta diventando una costante sempre più frequente durante la Primavera e l’Estate, con tutte le conseguenze del caso. (METEOGIORNALE.IT)

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