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Il 20 MAGGIO segna un momento di grande rilevanza meteorologica per l’Italia. Una configurazione atmosferica dinamica e potenzialmente esplosiva si profila all’orizzonte: l’Italia si trova al crocevia tra masse d’aria opposte, in uno scenario che riflette le tensioni crescenti del clima del Mediterraneo, sempre più influenzato da elementi tipici delle zone tropicali.

 

Transizione atmosferica

Siamo davanti a un mutamento nella circolazione atmosferica europea, con una transizione netta verso un regime dominato dalla dorsale atlantica. Questa figura barica, ben nota ai meteorologi, tende a favorire l’afflusso di aria molto calda di origine subtropicale verso l’Europa meridionale, e in particolare verso l’Italia.

Secondo le simulazioni modellistiche del Centro Europeo ECMWF, l’Italia sarà oggetto nei prossimi giorni di un’intrusione di aria tropicale continentale, proveniente dal cuore del Sahara centrale, che investirà in particolare le regioni del Centro Sud, la Sardegna e la Sicilia. Contestualmente, una depressione in quota sull’Europa centrale si muoverà verso Est, trasportando aria più fresca verso l’Adriatico e le regioni nord-orientali italiane.

 

Conflitto tra masse d’aria

Quando l’aria calda e instabile incontra l’aria fresca e più secca, si creano le condizioni ideali per la nascita di fenomeni violenti e strutturati, come temporali, supercelle e downburst. L’elevato contrasto termico atteso tra il versante tirrenico e quello adriatico rappresenta un campanello d’allarme: i modelli previsionali ad alta risoluzione, come quello del Met Office britannico, indicano possibili burrasche organizzate, capaci di scaricare notevoli quantità di pioggia in tempi brevi, accompagnate da raffiche di vento impetuose e grandine di grosse dimensioni.

Questi fenomeni si stanno facendo sempre più comuni nel bacino del Mar Mediterraneo, come conseguenza del progressivo riscaldamento delle acque superficiali, che alimentano il ciclo convettivo.

 

Temperature estreme in arrivo: 35°C

Dopo la fase più fresca, destinata a interessare prevalentemente il versante adriatico tra MARTEDÌ 21 e MERCOLEDÌ 22 MAGGIO, le temperature subiranno un’impennata generalizzata, con valori massimi previsti oltre i 35°C in Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna entro la fine del mese. Le simulazioni termiche del NOAA Climate Prediction Center confermano una anomalia positiva delle temperature che potrebbe estendersi anche a parte del Nord Italia, specie in Pianura Padana.

Il ritorno del caldo africano, che a tratti si alternerà a fronti instabili provenienti dall’Atlantico, segnerà l’inizio di una fase meteorologica estiva ma turbolenta, tipica di GIUGNO.

 

Isole Maggiori e Mediterraneo: piogge torrenziali e segnali di tropicalizzazione

L’aspetto più inquietante, però, riguarda l’aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi anche in zone storicamente più stabili, come il Centro Sud Italia, la Sardegna e la Sicilia. La presenza di basse pressioni afro-mediterranee, alimentate da un Mar Mediterraneo anormalmente caldo, sta riscrivendo le regole della primavera e dell’inizio estate, periodo non di certo piovoso.

Nubifragi fuori stagione hanno colpito zone come l’Algeria settentrionale e la Tunisia, in pieno periodo secco, mentre la Sicilia ha sperimentato eventi di piogge torrenziali associati a sistemi convettivi semi tropicali. Si tratta di fenomeni che richiamano i climi monsonici, e che trovano conferma negli studi pubblicati sul Bulletin of the American Meteorological Society.

 

Energia latente nel Mediterraneo: un serbatoio pronto ad esplodere

Il Mar Mediterraneo sta immagazzinando energia termica in quantità preoccupanti. Le sue temperature superficiali, secondo le rilevazioni del Copernicus Marine Service, sono pari a quelle tipiche della fine di GIUGNO, con valori già oltre i 23-24°C in ampie aree, e picchi vicini ai 25°C nel tratto tra Sicilia e Tunisia.

Questo significa che la quantità di energia disponibile per la formazione di temporali è altissima, e basta un piccolo innesco – come una saccatura o un fronte freddo – per dare vita a fenomeni di forte intensità.

Il clima del Mediterraneo sta assumendo connotati semisubtropicali, come sostengono diversi climatologi internazionali, e i fenomeni estremi rischiano di diventare la norma, in un contesto di grande instabilità e transizione climatica.

 

Fonti:

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