
Il ruolo degli anticicloni a forte geopotenziale
Alla base di queste prolungate fasi di caldo estremo vi è la presenza di anticicloni caratterizzati da un elevato geopotenziale. In questi casi, le superfici isobariche, come quella dei 500 hPa, si collocano a quote molto alte nell’atmosfera, segno evidente di una massa d’aria estremamente calda anche in quota.
Il meccanismo fondamentale che sostiene questa struttura è la subsidenza atmosferica: un lento movimento discendente dell’aria che, comprimendosi negli strati inferiori, si riscalda per compressione adiabaticamente, ovvero senza scambio di calore con l’esterno. Questo processo riduce drasticamente l’umidità relativa, favorendo cieli limpidi e insolazione diretta per periodi estesi.
Quando un anticiclone a forte geopotenziale si posiziona stabilmente su una regione, si crea una situazione di blocco atmosferico, che mantiene inalterate le condizioni di stabilità e caldo anomalo per giorni, se non settimane.
il Nord Italia tra temperature record e città roventi
Negli ultimi decenni, il Nord Italia ha registrato alcune delle ondate di calore più significative nella storia meteorologica europea. Eventi come quelli dell’estate 2003, 2015 e 2022 hanno portato le temperature in molte città a superare stabilmente i 40°C.
Durante l’ondata di calore del 27 giugno 2019, sono state documentate punte di temperatura davvero impressionanti:
- Merano raggiunse i +44°C (?!)
- Bolzano, Aosta e Alessandria toccarono i +40°C
- Torino, Bologna, Padova e Vicenza sfiorarono i +39°C
Negli anni, Bologna e Torino registrarono il loro record storico assoluto di +39,7°C, Milano raggiunse +39,3°C e Bolzano toccò +39,1°C.
Da ricordare anche il valore di +43°C registrato a Forlì nell’agosto 2017, un record per la Pianura Padana, e le ondate storiche del 1983 a Firenze (+42,6°C a Peretola).
L’aumento delle temperature medie nel Nord Italia negli ultimi anni ha superato +2,4°C rispetto alle medie climatiche storiche, con un aumento impressionante delle cosiddette notti tropicali, ossia notti in cui il termometro non scende sotto i 20°C.
Francia: epicentro europeo delle ondate di calore
Non solo il Nord Italia, ma sopratutto la Francia si conferma come una delle zone più vulnerabili alle ondate di calore estreme. Un fenomeno ben evidente anche nell’evento meteorologico che ha interessato la prima parte di Maggio 2025, dove il Sud dell’Inghilterra ha iniziato a risentire del calore proveniente dalla Francia.
Nel luglio 2022, diversi record di temperatura furono infranti:
- Brest raggiunse i 39,3°C
- Saint-Brieuc arrivò a 39,5°C
- Nantes registrò un rovente 42°C
- Biscarrosse toccò i 42,6°C
A Parigi, il 25 luglio 2019, la storica stazione meteorologica del Parco Montsouris registrò un clamoroso +42,6°C, spazzando via il precedente record di 40,4°C stabilito nel 1947.
Cambiamenti climatici
Questi dati evidenziano chiaramente come Francia e Nord Italia siano diventati, negli ultimi anni, due dei principali focolai di calore estremo in Europa. L’effetto combinato di anticicloni di blocco, riscaldamento globale e urbanizzazione crescente porta a una sempre maggiore esposizione a fenomeni di caldo estremo.
Le città, attraverso l’effetto di isola di calore urbana, amplificano ulteriormente le temperature, accentuando il disagio termico e incrementando i rischi sanitari.
Secondo le analisi del Copernicus Climate Change Service (C3S) e della World Meteorological Organization (WMO), la frequenza e l’intensità di questi eventi estremi sono destinate ad aumentare ulteriormente nei prossimi decenni, specialmente nell’area mediterranea e nell’Europa occidentale.
