MeteoGiornale Production

Blackout in Spagna, l’allarme degli esperti interessa anche l'Italia

Negli ultimi giorni, la Spagna è stata colpita da un blackout su vasta scala, riportando al centro del dibattito pubblico e politico i limiti delle

Blackout in Spagna: dubbi sull’affidabilità della rete elettrica green

Negli ultimi giorni, la Spagna è stata colpita da un blackout su vasta scala , riportando al centro del dibattito pubblico e politico i limiti delle fonti rinnovabili e le fragilità delle reti di distribuzione elettrica . Nonostante il premier Pedro Sánchez abbia escluso responsabilità dirette delle energie verdi, Red Eléctrica Española (REE) , il principale gestore della rete, ha evidenziato un crollo improvviso della produzione da fonti rinnovabili , in particolare solare ed eolica , come fattore determinante.

Già due mesi fa , secondo quanto riportato da El País ( fonte ), REE aveva lanciato un’allerta sulla crescente vulnerabilità del sistema elettrico nazionale , dovuta a una combinazione di alta produzione solare e dismissione di impianti a gas e nucleari .

Rinnovabili sotto pressione: perché la rete può crollare

La transizione energetica verso fonti rinnovabili comporta sfide tecnologiche e infrastrutturali rilevanti. Le energie verdi sono intrinsecamente instabili , perché non sempre disponibili : il sole non splende sempre, il vento non soffia in modo costante. A complicare il quadro vi è l’assenza di sistemi di accumulo efficienti su larga scala , in grado di immagazzinare l’energia prodotta per poi distribuirla in momenti di bassa generazione.

Inoltre, il sistema delle rinnovabili è territorialmente distribuito e suscettibile alle condizioni climatiche . Eventi estremi o anche solo una giornata nuvolosa possono drasticamente ridurre la produzione , rendendo instabile l’intera rete elettrica nazionale. Un blackout in un paese ad alto consumo può quindi diventare imprevedibile e devastante .

Energia nucleare: il ritorno di un’opzione scomoda ma stabile

La recente crisi ha rilanciato il discorso sull’ energia nucleare . Pur controversa, questa fonte garantisce produzione continua e stabile , non soggetta alle condizioni atmosferiche , a differenza di solare ed eolico. Sebbene l’ opinione pubblica europea resti per lo più contraria, spesso per pregiudizio culturale , gli standard di sicurezza attuali sono notevolmente migliorati rispetto agli anni ’80.

Tuttavia, restano forti criticità legate al posizionamento delle centrali , come dimostrato dal disastro di Fukushima in Giappone , dove un terremoto e un conseguente tsunami hanno provocato uno dei peggiori disastri ambientali recenti . Costruire centrali in aree sismiche o costiere comporta rischi incalcolabili .

Non esiste energia completamente verde

Uno dei concetti più discussi è quello di “ energia verde ”. È fondamentale chiarire che nessuna fonte energetica è completamente ecologica . Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche, oltre a occupare enormi superfici e deteriorare il paesaggio , comportano problemi ambientali alla fine del loro ciclo di vita , a causa della difficoltà di smaltimento .

In più, la produzione di questi impianti dipende da materiali strategici come le terre rare , estratti in pochi paesi del mondo e spesso con metodi altamente inquinanti o con impatti geopolitici rilevanti .

Che cosa sono le terre rare

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici che includono il lantanio, il cerio, il neodimio, l’ittrio e altri. Sono essenziali per la produzione di magneti permanenti, batterie, pannelli solari, turbine eoliche e numerosi dispositivi elettronici. Il problema principale è che oltre il 90% dell’estrazione mondiale è concentrata in Cina , creando una dipendenza strategica e rischi ambientali enormi nelle aree di estrazione. Maggiori informazioni sono disponibili tramite il portale della Commissione Europea ( fonte ).

Rischi cosmici: l’ombra delle tempeste solari

Un altro pericolo sottovalutato è rappresentato dalle tempeste solari , eventi geomagnetici che possono danneggiare in modo irreparabile le infrastrutture energetiche e digitali . L’ evento di Carrington del 1º settembre 1859 è considerato il più violento mai registrato: provocò guasti telegrafici e incendi , ben prima dell’era digitale. Se un evento simile si verificasse oggi, potrebbe interrompere le reti elettriche, i sistemi satellitari e le comunicazioni Internet su scala globale .

Nonostante ciò, gli investimenti per proteggere le reti da eventi geomagnetici estremi sono pressoché nulli . La nostra dipendenza crescente dalla tecnologia non è affiancata da una strategia adeguata di difesa contro questi fenomeni naturali ciclici .