
Le NEVICATE interessano le aree al di sopra di 1100-1300 m nel PIEMONTE sud-occidentale, con apporti al suolo che risultano moderati e localmente abbondanti. Dopo l’ultima fase perturbata, la VISIBILITÀ non dovrebbe presentare particolari criticità, poiché non si segnalano foschie dense o banchi di nebbia importanti. Le TEMPERATURE risultano in ulteriore innalzamento nei valori minimi, soprattutto su LOMBARDIA, NORD-EST e ROMAGNA, dove l’incremento è marcato. Anche su LAZIO, ABRUZZO, MOLISE e regioni del SUD si osserva un aumento sensibile delle minime, indice di una circolazione d’aria più mite in arrivo. I VENTI continuano a soffiare con intensità dai quadranti meridionali su molti settori tirrenici, sulla ROMAGNA, sulle zone ioniche della CALABRIA e sulla PUGLIA centro-meridionale, con raffiche di burrasca specialmente lungo l’APPENNINO centro-settentrionale e in SICILIA. Tali correnti tendono a divenire forti anche sull’ALTO ADRIATICO, con conseguenze su fenomeni di moto ondoso marcato. I MARI risultano molto mossi in tutti i bacini occidentali, con lo STRETTO DI SICILIA che localmente può raggiungere condizioni vicine all’agitato. L’ADRIATICO si presenta in progressivo aumento di moto ondoso, in particolare al largo.
Sabato 22 marzo 2025 si prevede una situazione di ALLERTA ARANCIONE per MODERATA CRITICITÀ in caso di RISCHIO IDROGEOLOGICO su varie zone della TOSCANA, in particolare su Valdelsa-Valdera, Valdarno Inf., Serchio-Garfagnana-Lima, Serchio-Costa, Arno-Firenze, Arno-Costa, Bisenzio e Ombrone Pt, Lunigiana, Mugello-Val di Sieve, Reno, Romagna-Toscana, Serchio-Lucca e Versilia. Questa segnalazione interessa soprattutto porzioni del territorio dove si prevede un ulteriore apporto di PRECIPITAZIONI e possibili accumuli idrici. Inoltre, varie aree dell’EMILIA ROMAGNA e della TOSCANA vengono classificate con ALLERTA GIALLA per ORDINARIA CRITICITÀ legata a RISCHIO IDRAULICO e RISCHIO TEMPORALI, con coinvolgimento di settori collinari, pianeggianti e montani. In particolare, in EMILIA ROMAGNA si includono i distretti di montagna e collina del piacentino-parmense, la montagna bolognese e romagnola, nonché la pianura tra Piacenza e Parma. In TOSCANA, invece, la segnalazione riguarda zone come Ombrone Gr-Medio, Etruria, Valdichiana, Ombrone Gr-Costa, Arno-Casentino, Arno-Valdarno Sup., Etruria-Costa Nord, Etruria-Costa Sud, Valtiberina, Fiora e Albegna, Ombrone Gr-Alto, Isole, Fiora e Albegna-Costa e Giglio, oltre a molti distretti già menzionati per l’ALLERTA ARANCIONE. Non si utilizzano elenchi puntati, ma tutte le zone coinvolte rientrano in un quadro meteorologico particolarmente dinamico.
Nella giornata di sabato, altri settori dell’UMBRIA risultano in ALLERTA GIALLA per ORDINARIA CRITICITÀ da RISCHIO TEMPORALI e RISCHIO IDROGEOLOGICO, specialmente nelle aree Chiani – Paglia, Nera – Corno, Medio Tevere. Analogamente, il LAZIO risulta interessato da ALLERTA GIALLA per ORDINARIA CRITICITÀ da RISCHIO IDROGEOLOGICO nei Bacini di Roma, nell’Appennino di Rieti, nel Bacino Medio Tevere e nei Bacini Costieri Nord, con particolare attenzione alle porzioni montane e collinari esposte a precipitazioni abbondanti o ripetute.
Le condizioni METEO così delineate si sposano con la presenza di un afflusso di correnti meridionali umide e instabili, le quali determinano un regime di PRECIPITAZIONI caratterizzato da rovesci intermittenti. L’aria più calda in arrivo incrementa le TEMPERATURE minime e, in alcune aree, favorisce una maggiore instabilità pomeridiana. L’irruzione di venti meridionali, con raffiche intense su APPENNINO e SICILIA, si combina con mari molto mossi, specialmente lungo i bacini occidentali. Per valutare con precisione l’evoluzione, si raccomanda di seguire gli aggiornamenti dei centri di PREVISIONE ufficiali, poiché l’interazione tra masse d’aria diverse può innescare rapidi cambiamenti nel quadro meteorologico.
Lo scenario odierno, basato su rilevazioni e modelli, suggerisce grande attenzione nelle aree interessate dalle ALLERTE, poiché l’accumulo di acqua a terra e la concomitanza di rovesci intensi potrebbero causare innalzamenti dei corsi d’acqua e criticità nei territori più vulnerabili. In montagna, la NEVE al di sopra dei 1100-1300 m costituisce un elemento ulteriore da considerare per la gestione del rischio, poiché il suo scioglimento, in fase di rialzo termico, può contribuire a caricare i bacini idrografici.
L’evoluzione meteo nelle prossime ore potrebbe confermare questa tendenza instabile, ragion per cui si invitano i cittadini a monitorare le comunicazioni istituzionali e a adottare misure di autoprotezione in caso di condizioni avverse. Le previsioni meteo finali, considerando l’approssimarsi di ulteriori impulsi perturbati, diventeranno fondamentali per valutare possibili intensificazioni dei fenomeni o, al contrario, l’ingresso di fasi più stabili.