Inverno finito? No, deve ancora iniziare
Con ieri, l'ultimo giorno di febbraio, si è chiuso l'inverno meteorologico 2024/2025 con un bilancio termico, tutto sommato, alla stregua degli

Con ieri, l’ ultimo giorno di febbraio, si è chiuso l’inverno meteorologico 2024/2025 con un bilancio termico , tutto sommato, alla stregua degli anni precedenti o con poche variazioni:
gennaio e febbraio sono risultati abbondantemente sopra media, magari un po’ meno rispetto all’anno scorso, comunque mediamente tra 1 e 2,5° oltre media ;
solo dicembre , il primo mese invernale, ha mostrato un andamento termico più vicino alle medie, con valori di 0.2/0.9° superiori al Nord , +0.2° su medio e basso Adriatico e al Sud , valori nella norma altrove, anche di qualche decimo sotto media sulla Toscana .
In termini di piogge, tutto sommato precipitazioni nella norma o anche un po’ sopra norma su diverse aree del Nord , specie centro occidentali, e del Sud , specie basso Tirreno.
Quantitativi un po’ sotto la norma sul medio e basso Adriatico e su Sud Sardegna , in media altrove.
Dunque, ancora una volta è mancato il freddo, sebbene ci siano state almeno 3-4 perturbazioni in grado di apportare un certo calo termico e anche nevicate abbondanti sui distretti Alpini e Appenninici fino a quote basse.
Eventi, tuttavia, che non hanno visto temperature particolarmente esaltate in t ermini freddi e tali da invertire il trend mite, oramai da parecchie stagion i.
Dunque, tenendo presente il decorso stagionale e anche in vista di un’azione anticiclonica imminente, c’è senz’altro da archiviare una ennesima stagione termicamente sopra media, anche perché gran parte della stagione oramai è andata.
Tuttavia astronomicamente rimangono ancora una ventina di giorni di inverno e da tenere presente, altresì, che le ultime stagioni ci hanno abituato, oramai, a colpi di coda invernali piuttosto tardivi, che si inoltrano abbondantemente nella stagione primaverile .
Dunque, sulla carta ci sarebbe ancora il tempo per un riscatto, in termini di freddo, seppure, magari, insufficiente a invertire il trend anormalmente caldo.
E i forecast modellistici a lunga gittata sembrano indicare proprio questa strada, quella di un possibile riscatto invernale per il corso di marzo.
Più nel dettaglio, non accadrebbe un granchè quasi fino a metà mese, prospettandosi una sorta di avversità ad azioni invernali da parte un po’ di tutti gli indici descrittivi :
fino al 7 marzo circa, AO,NAO e PNA tutti in segno abbondantemente positivi, quindi con flusso zonale esaltato e di tipo anticiclonico verso l’ Europa centro-orientale e il Mediterraneo, con condizioni di prevalente stabilità , sebbene con freddo notturno sull’Italia, per maggiore esasperazione dell’irraggiamento ;
a seguire, dall’8/9 marzo o verso fine prima decad e, improvvisa virata degli indici verso una dichiarata negatività tutti insiem e, e ciò indicherebbe l’ instaurazione di un flusso oceanico umido e instabile , a tratti anche perturbato da quelle date e fino a metà mese circa.
Dunque, prospettive di altre piogge dal 9/10 in poi, ma quadro termico non freddo, per l’insistenza di circolazione mediamente mite atlantica.
Immagine 2, andamento velocità zonali Stratosfera, GFS
Novità, invece, e anche importanti, dalle indicazioni index successive , a partire proprio da metà marzo.
Gli indici descrittivi citati evolverebbero tutti verso neutralità, e ciò deporrebbe per un progressivo blocco alla circolazione oceanica;
questa ipotesi è supportata anche da una previsione di sostanziale crollo, sempre da metà mese, delle velocità zonali alle quote stratosferiche, crollo vertiginoso nei forecasts, da 35 o quasi 40 m/s, a velocità praticamente azzerate , come mostra il grafico nell’immagine 2 allegata.
Insomma, a iniziare da metà mese, giorno prima o giorno dopo, si farebbero strada scenari più invernali per l’Europa e, con buona probabilità, anche per il Mediterraneo centrale e per l’Italia , per ipotesi piuttosto elevata di alta pressione di blocco in Atlantico e incursioni fredde polari o anche artiche lungo il suo bordo orientale, verso l’Europa centrale e anche verso l’Italia.
Una possibile configurazione meridiana , poi, potrebbe anche ripetersi, in più di qualche occasione, nella seconda quindicina di marzo e anche nella prima di aprile , configurandosi il classico inverno tardivo per l’Italia.
Analizzeremo periodicamente l’evoluzione stagionale monitorando questa tendenza a possibile riscatto invernale tra la seconda parte di marzo e la prima di aprile.
