Partiamo da un presupposto: l’incertezza. Difficile, tutt’ora, dirvi quali saranno le condizioni meteo climatiche della prossima settimana. Difficile in modo particolare dirvi che temperature ci aspettano, perché si passa da proiezioni termiche nettamente più miti alla persistenza del freddo.
L’incertezza regna sovrana, c’è poco da fare, puntualmente stiamo assistendo a variazioni modellistiche importanti, per non dire imponenti. In queste circostanze può accadere tutto e il contrario di tutto, potremmo passare da un periodo di bel tempo ad una fase pienamente invernale, così come al ritorno delle perturbazioni atlantiche.
Se fino a qualche ora le ipotesi da prendere seriamente in considerazione erano 2, ora sono diventate 3. La prima contempla l’ingerenza del gelo siberiano, la seconda l’estensione del flusso umido atlantico verso est, la terza un temporaneo consolidamento dell’Alta Pressione. Ed ora il quesito: perché tutta questa incertezza?
Semplice, perché in presenza di una massa d’aria gelida come quella siberiana i modelli di previsione faticano non poco a darne interpretazione. Non stiamo parlando della classica dinamica oceanica. Non stiamo parlando della “normale” circolazione atmosferica dell’emisfero settentrionale. Quindi non stiamo parlando delle correnti zonali.
Si sta parlando di una circolazione opposta, da est verso ovest, quello che in gergo tecnico si definisce “moto retrogrado”. Sapete quand’è che la circolazione cambia direzione? Nel momento in cui il Vortice Polare subisce modifiche imponenti, come ad esempio un indebolimento che lo costringe a modificare la propria struttura sferica e a cambiare posizione.
Ancor peggio allorquando il Vortice Polare va incontro al cosiddetto “split”, ovvero alla rottura in più parti. A quel punto le ondate di gelo sono pressoché scontate ma totalmente imprevedibili in traiettoria e intensità.
Diciamo che l’indebolimento del Vortice Polare c’è comunque stato, lo si evince chiaramente da alcuni importanti pattern climatici come ad esempio l’AO e la NAO. Ma al di là di aspetti puramente tecnici tale situazione non è affatto semplice da leggere, né dai centri di calcolo internazionali né tanto meno da noi. Però sappiamo che tutto quel gelo dovrebbe incentivare lo sviluppo di un’area anticiclonica tra la Scandinavia e l’Europa orientale e tale struttura potrebbe avere ripercussioni nel corso dell’ultima decade di Febbraio.
Ripercussioni di che tipo? Questo lo vedremo, diciamo che le condizioni meteo climatiche non sono affatto scontato e se è vero che le ipotesi da considerare sono 3 è altrettanto vero che in questo momento nessuna è più probabile dell’altra.
