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      Meteo, ondata di Gelo imminente: questa DATA scioglierà ogni dubbio

      Federico Russo
      Federico Russo
      Pubblicato: 08/02/2025
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      4 Min Lettura
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      Le ultime proiezioni meteo delineano uno scenario invernale che potrebbe assumere caratteristiche eccezionali nella seconda metà di febbraio, con il rischio di un’irruzione gelida capace di investire l’Europa e l’Italia.

       

      Il fattore determinante di questa possibile evoluzione è lo stato del Vortice Polare, attualmente oggetto di un’attenta osservazione. L’ipotesi più estrema prevede la sua frammentazione, fenomeno noto come split, che potrebbe consentire la discesa di masse d’aria artica verso latitudini più basse.

       

      In tal caso, il Mediterraneo sarebbe direttamente coinvolto da un afflusso di aria gelida con valori termici che potrebbero raggiungere punte di -15°C sull’Europa orientale e fino a -5°C in pianura padana, con ripercussioni significative anche sulle condizioni atmosferiche del nostro Paese.

       

      Le dinamiche atmosferiche in corso mostrano segnali di instabilità del Vortice Polare Stratosferico, il quale, normalmente compatto nel mese di febbraio, sta subendo l’influenza di un improvviso riscaldamento stratosferico (SSW) sopra la Scandinavia.

       

      Questo processo è accompagnato dalla formazione di un dipolo di pressione tra la Scandinavia e la Groenlandia, che potrebbe compromettere la stabilità del vortice fino a provocarne una scissione in due lobi distinti tra il 15 e il 18 febbraio.

       

      Le simulazioni numeriche forniscono indicazioni contrastanti: il modello americano GFS suggerisce una possibile discesa di aria polare verso il versante adriatico, mentre il modello ECMWF si mostra più cauto, stimando solo un 25% di probabilità per un’irruzione gelida di grande portata.

       

      Se lo scenario più rigido dovesse trovare conferma, l’interazione tra l’aria artica e le acque più temperate del Mediterraneo potrebbe favorire la formazione di cicloni mediterranei con effetti potenzialmente significativi.

       

      L’Italia, in particolare, potrebbe trovarsi sotto l’influenza di una ciclogenesi rapida in grado di determinare precipitazioni nevose diffuse e temperature particolarmente rigide. Si ipotizza che le nevicate possano raggiungere accumuli significativi nelle regioni settentrionali, con fino a 50 cm di neve su Piemonte, Lombardia e Veneto, e un abbassamento della quota neve fino a 100-200 metri.

       

      Le temperature potrebbero subire un tracollo, con valori fino a -10°C nelle zone appenniniche centrali e punte di -3°C in pianura romagnola, accompagnati da venti di Bora e Grecale che renderebbero il freddo ancora più intenso. Inoltre, il rischio di gelicidio sulle regioni adriatiche potrebbe aumentare a causa dell’interazione tra l’aria gelida in discesa e l’umidità proveniente dal mare.

       

      L’esperienza del febbraio 2012 dimostra come un evento simile possa determinare conseguenze di rilievo, con nevicate che raggiunsero i 40 cm a Roma e temperature fino a -15°C sulle Alpi. Tuttavia, il contesto climatico odierno presenta alcune differenze significative.

       

      Il progressivo riscaldamento globale ha ridotto l’intensità media delle ondate di freddo in Europa del 30% rispetto agli anni ’90, rendendo meno probabili eventi di portata eccezionale. Rimangono quindi delle incognite fondamentali legate alla posizione esatta del lobo vorticoso e alla sua interazione con le perturbazioni atlantiche, fattori che potrebbero determinare un’evoluzione meno estrema rispetto agli scenari più rigidi attualmente ipotizzati.

       

      Nonostante l’impatto potenzialmente significativo di questa configurazione meteo, è importante mantenere un atteggiamento prudente ed evitare allarmismi. Le attuali proiezioni indicano che il 75% delle simulazioni modellistiche non supporta un’irruzione fredda di portata storica, suggerendo piuttosto un mese di febbraio caratterizzato da una dinamicità atmosferica accentuata ma senza estremi.

       

      Il momento decisivo per comprendere l’evoluzione dell’evento sarà il 13 febbraio, quando i dati sulla stratosfera potranno confermare o smentire lo split del Vortice Polare e delineare con maggiore certezza gli effetti meteo sull’Europa e sull’Italia.

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