Procediamo con ordine, senza minimamente trascurare quel che sta accadendo a livello meteo climatico. Fidatevi, una situazione come quella in divenire – ovvero il Ciclone mediterraneo invernale – non รจ cosa che si vede tutti i giorni. Lo si รจ scritto in mille salse, stiamo assistendo a qualcosa che fino a qualche anno fa era impensabile.
Pertanto, giusto per non distogliere l’attenzione dalla cronaca meteorologica, nei prossimi giorni avremo modo di valutare insieme gli effetti ciclonici. Con la speranza, ovviamente, che non succeda nulla di grave.
Ma come sempre il nostro lavoro รจ anche quello di guardare oltre ed allora eccoci qui a discutere di quel che potrebbe accadere subito dopo il Ciclone. A quanto pare ci sarร una temporanea riapertura della porta atlantica, indi per cui nella seconda metร della prossima settimana ci aspettiamo un nuovo peggioramento.
Trattandosi di aria atlantica evidentemente vi sarร un coinvolgimento anche di altre parti d’Italia, principalmente i settori occidentali laddove in questo momento il tempo non รจ affatto male. Torneranno le piogge e anche le nevicate, ma oltre una certa quota. Presumibilmente piรน abbondanti sulle Alpi, ma qualcosa dovrebbe vedersi anche sulla dorsale appenninica.
Dopodichรฉ potremmo assistere a un temporaneo miglioramento, forse per mano di un promontorio anticiclonico Subtropicale, o forse no. Questo lo vedremo. Fatto sta che potrebbe trattarsi di un riassetto barico imponente, un riassetto in vista di ben altri scenari a cavallo tra fine Gennaio e inizio Febbraio.
Quali scenari? Beh, se seguite i nostri approfondimenti saprete che si punta al bersaglio grosso. Un bersaglio invernale che abbiamo mancato per troppo tempo e che mai come quest’anno รจ messo nel mirino. Ovviamente stiamo parlando dell’Inverno, quello vero, quello gelido, insomma di quello che un tempo era definito – a ragione – “il Generale Inverno”.
L’aria gelida continentale potrebbe raggiungere il continente europeo e per aria gelida continentale sapete che intendiamo il gelo russo-siberiano. O comunque l’aria gelida proveniente dall’Artico Russo. Un’opzione non esclude l’altra, un po’ come accadde nel ben noto Febbraio 2012.
Potrebbe replicarsi qualcosa di simile, potrebbe accadere qualcosa che abbiamo giรน vissuto in quel periodo. Certo, con dinamiche ed effetti magari diversi a livelli precipitativo, ma in termini termici siamo convinti che ci sia spazio per qualcosa di simile. Quindi obbiettivo orientato, bersaglio puntato, non resta che attendere che le condizioni meteo climatiche ci diano la risposta.
