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      C’è una data dove il meteo potrebbe venir stravolto

      Luca D'Angelo
      Luca D'Angelo
      Pubblicato: 16/01/2025
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      4 Min Lettura
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      Contents
      • L’ipotesi freddo di matrice siberiana
      • Masse d’aria artiche
      • Flusso atlantico in vista

      Cerchiamo di andare a capire che tipo di evoluzione meteo ci possa essere nel finire del mese. Attualmente, un Anticiclone piuttosto potente sta interessando le regioni settentrionali. Mentre una vasta circolazione ciclonica quelle meridionali. Un tipo di tempo bipolare quindi, che però fa comunque parte di questo periodo dell’anno. Vediamo tre ipotesi. qualora l’Anticiclone non riuscisse più a dominare. Vediamo le tre opzioni a partire dal giorno 23 Gennaio.

       

      L’ipotesi freddo di matrice siberiana

      Sebbene questa sia una configurazione piuttosto rara, essa non è da considerarsi del tutto improbabile. L’ingresso di questa aria fredda potrebbe portare un temporaneo abbassamento delle temperature, con conseguenti fenomeni di nevicate anche a bassa quota nelle regioni interne, in particolare al Centro-Nord.

       

      Nel caso in cui tale scenario si verificasse, è probabile che l’Anticiclone, dopo un breve periodo di debolezza, riprenderebbe il sopravvento, riportando condizioni di tempo più stabile e asciutto. Il flusso di aria fredda, infatti, non sarebbe destinato a durare a lungo, e il ritorno della stabilità anticiclonica sarebbe imminente, facendo salire nuovamente le temperature e riportando un clima più tipico della stagione.

       

      Masse d’aria artiche

      Un’altra possibile evoluzione riguarda l’ingresso di una massa d’aria particolarmente fredda, di origine artica, che potrebbe entrare in scena verso l’inizio della terza decade di Gennaio. Sebbene questo scenario sembri meno probabile rispetto alle altre ipotesi, non può essere escluso, soprattutto tenendo conto della variabilità e dei cambiamenti repentini che possono verificarsi in inverno. Se l’aria artica dovesse raggiungere l’Italia, porterebbe con sé un abbassamento netto delle temperature, con gelate anche a bassa quota e, in alcune zone, possibile neve a livello del piano.

       

      In una simile circostanza, l’Inverno mostrerebbe tutta la sua potenza, con temperature che potrebbero scendere ben al di sotto della media stagionale. I modelli previsionali non sono ancora in grado di definire con certezza se questa evoluzione si concretizzerà, ma gli esperti non escludono la possibilità di un episodio di freddo intenso che potrebbe durare diversi giorni, con possibili effetti su traffico e attività quotidiane. Se questo scenario dovesse realizzarsi, il ritorno dell’Alta Pressione atlantica sarebbe previsto solo dopo un breve periodo di stabilizzazione atmosferica.

       

      Flusso atlantico in vista

      Infine, c’è una possibilità che rimane sullo sfondo, ma che al momento appare piuttosto remota: l’arrivo di un flusso atlantico di bassa pressione. Questo tipo di flusso potrebbe portare con sé piogge, soprattutto sulle regioni settentrionali e in parte su quelle centrali, ma le probabilità di un tale scenario sembrano ridotte. Infatti, attualmente i modelli non prevedono con insistenza un intervento di un flusso atlantico che possa interrompere il predominio dell’Anticiclone.

       

      Questo tipo di configurazione atmosferica sarebbe in grado di generare una fase di maltempo con piogge abbondanti e venti forti, ma le simulazioni attuali non mostrano segnali concreti che possano portare a una tale evoluzione. Al contrario, la tendenza predominante sembra essere quella di una continua stabilità e di un mantenimento della fase anticiclonica, con tempo asciutto e temperature più miti, soprattutto nelle ore diurne.

       

      In conclusione, nonostante le numerose incertezze che riguardano il meteo per la terza decade di Gennaio, possiamo dire che il mese di Gennaio 2025 continuerà a presentare una grande variabilità atmosferica. Sebbene le previsioni meteo siano difficili da stabilire con certezza, la predominanza dell’Anticiclone sembra essere l’ipotesi più probabile, ma non sono da escludere eventuali incursioni di aria fredda o, in casi estremi, un episodio di maltempo più significativo.

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