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Home Cambiamento climatico

La Niña debole ma significativa: scenari e prospettive climatiche

Pubblicato il nuovo report riguardante le condizioni de La Niña

Gian Filippo Parodi di Gian Filippo Parodi
12 Gen 2025 - 14:00
in Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Un aggiornamento pubblicato il 9 gennaio 2025 su Climate.gov da Emily Becker annuncia l’emergere di condizioni di La Niña nel Pacifico tropicale, rilevate nel mese di dicembre 2024. Questo evento rappresenta una fase del fenomeno climatico noto come El Niño/Oscillazione Meridionale (ENSO), caratterizzato da temperature della superficie del mare inferiori alla media nell’area est-centro dell’Oceano Pacifico equatoriale.

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Secondo le analisi riportate nell’articolo, c’è una probabilità del 59% che La Niña persista almeno fino al periodo febbraio-aprile 2025, per poi lasciare spazio a condizioni climatiche neutrali tra marzo e maggio, con una probabilità stimata al 60%. Nonostante la debolezza prevista dell’evento — l’indice Niño-3.4 difficilmente raggiungerà -1,0 °C per una stagione intera — La Niña potrebbe comunque influenzare i modelli climatici globali, anche se con un impatto probabilmente meno significativo rispetto agli episodi più intensi.

 

La Niña resta significativa nonostante la sua debole intensità: quali prospettive per l’Europa?

Un aspetto interessante evidenziato nell’articolo riguarda la tempistica inusuale di questo evento di La Niña. Di norma, tali condizioni si manifestano in altri periodi dell’anno, ma le temperature oceaniche globali più calde della media potrebbero aver contribuito al ritardo osservato. Inoltre, l’atmosfera ha già mostrato segnali tipici di La Niña per diversi mesi, tra cui venti alisei più intensi del normale e cambiamenti nei modelli di precipitazione nelle regioni tropicali.

 

Nonostante la debolezza prevista, La Niña rimane un fenomeno climatico di grande rilevanza, con potenziali ripercussioni globali. Questo tipo di evento può alterare i modelli di precipitazione, causando siccità o alluvioni in diverse aree del pianeta. Ad esempio, durante La Niña, alcune regioni del Sud-Est asiatico e dell’Australia tendono a ricevere più piogge del normale, mentre altre, come la costa occidentale del Sud America, possono affrontare periodi di siccità.

 

L’articolo sottolinea inoltre l’importanza di un monitoraggio costante per comprendere meglio l’evoluzione di questo fenomeno. Sebbene l’impatto previsto sia meno drastico rispetto ad eventi più intensi, resta cruciale analizzare i modelli climatici globali per mitigare le potenziali conseguenze economiche e ambientali nei mesi a venire. (METEOGIORNALE.IT)

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