
(METEOGIORNALE.IT) Il potente ciclone tropicale Chido, classificato tra la categoria 4 e categoria 5, ha investito l’isola di Mayotte sabato scorso, scatenando venti devastanti che hanno superato i 200 km/h e portato piogge torrenziali. Questo fenomeno meteorologico estremo, tra i più intensi degli ultimi decenni, ha lasciato una scia di distruzione sull’isola prima di spostarsi verso il Mozambico, dove è atteso con effetti potenzialmente catastrofici tra lunedì e martedì.
Mayotte: raffiche record e piogge straordinarie
Nella giornata di sabato, Mayotte è stata travolta dalla furia di CHIDO, che ha stabilito nuovi record meteorologici sull’isola. A Pamandzi, le raffiche di vento hanno toccato i 226 km/h, un valore che ha causato il collasso di strutture, alberi e linee elettriche. Le precipitazioni, con oltre 200 mm accumulati in appena 12 ore, hanno sommerso diverse aree, provocando allagamenti diffusi e frane.
Le conseguenze sono state drammatiche, soprattutto per la popolazione più vulnerabile. La precarietà abitativa di molte famiglie, costrette a vivere in case non adeguate a fronteggiare tali condizioni estreme, ha trasformato il passaggio di Chido in una tragedia annunciata. Le stime preliminari indicano 11 vittime, un numero che potrebbe aumentare man mano che i soccorritori riescono a raggiungere le aree più isolate.
Un ciclone senza precedenti a Mayotte
Chido è stato descritto dagli esperti come il ciclone più intenso che abbia colpito Mayotte e l’arcipelago delle Comore negli ultimi 40 anni. Solo il ciclone Kamisy del 1984 può essere paragonato, per intensità e capacità distruttiva, a quanto avvenuto. Nonostante l’allontanamento di Chido verso ovest, l’isola deve ora affrontare una complessa fase di ricostruzione, con danni infrastrutturali ingenti e una crisi umanitaria in atto.
Le autorità locali e le organizzazioni internazionali stanno mobilitando risorse per fornire assistenza, ma le sfide sono immense. Le infrastrutture critiche, come ospedali e reti di comunicazione, hanno subito danni considerevoli, complicando ulteriormente la risposta all’emergenza.
Chido si dirige verso il Mozambico: previsioni e rischi
Dopo aver devastato Mayotte, CHIDO si sta muovendo verso il nord del Mozambico, mantenendo la sua pericolosità come ciclone di categoria 4-5. È previsto che il ciclone raggiunga la costa mozambicana tra lunedì e martedì, portando con sé venti estremamente forti e piogge torrenziali, che potrebbero causare gravi inondazioni nelle regioni costiere e interne.
Le aree più a rischio includono le province settentrionali come Cabo Delgado, già vulnerabili a causa di conflitti e problemi socioeconomici. I meteorologi hanno avvertito che le precipitazioni potrebbero superare i 300 mm, mentre le raffiche di vento potrebbero sfiorare i 250 km/h, causando devastazioni simili a quelle osservate a Mayotte.
Le autorità mozambicane, in collaborazione con organizzazioni umanitarie, stanno cercando di prepararsi al meglio, ma la portata del disastro potrebbe superare le capacità di risposta locale. Gli abitanti delle zone costiere sono stati invitati a evacuare, e sono stati predisposti rifugi temporanei per accogliere le famiglie più esposte.
Fenomeni climatici estremi in aumento
Il ciclone Chido è solo l’ultimo esempio di un’intensificazione dei fenomeni meteorologici estremi legati ai cambiamenti climatici. La maggiore frequenza e intensità dei cicloni tropicali nell’Oceano Indiano sono attribuite al riscaldamento delle acque superficiali, che alimentano queste tempeste e ne amplificano la violenza.
I paesi insulari e costieri dell’Africa orientale, come Mayotte, le Comore e il Mozambico, sono particolarmente esposti a questi rischi. La loro vulnerabilità è accentuata da infrastrutture insufficienti, insediamenti precari e una limitata capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. (METEOGIORNALE.IT)
