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METEO gennaio-febbraio 2025: la forza dell’Inverno si scatena

In tutti i sensi

Antonio Romano di Antonio Romano
23 Ott 2024 - 07:00
in Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Con l’arrivo del 2025, gennaio e febbraio saranno i mesi in cui l’inverno mostrerà tutta la sua forza. Secondo i modelli stagionali attuali, il quadro meteorologico risulta particolarmente interessante e sarà influenzato dalla possibile presenza del fenomeno globale noto come La Niña. Questo fenomeno, caratterizzato da un raffreddamento delle acque superficiali nel Pacifico equatoriale, ha un impatto significativo su tutto il clima mondiale, compreso quello europeo.

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A differenza di El Niño, La Niña tende a favorire condizioni invernali più fredde e secche su buona parte dell’Europa meridionale, compresa l’Italia. Gli effetti climatici possono variare in base all’intensità di questo fenomeno e all’interazione con altri indici atmosferici. Tuttavia, generalmente La Niña porta a inverni più rigidi e meno piovosi, in particolare nelle regioni centrali e meridionali del Paese.

 

Gennaio 2025 potrebbe essere caratterizzato da temperature sotto la media stagionale, con particolare incidenza al Nord Italia e lungo la catena dell’Appennino. Le regioni settentrionali, infatti, potrebbero vivere un inverno più rigido rispetto agli ultimi anni, a causa di possibili ondate di freddo provenienti dall’Europa settentrionale e dall’area siberiana. Questo scenario è favorito dalla formazione di blocchi anticiclonici sull’Atlantico, che devieranno le masse d’aria più umide e miti, consentendo l’ingresso di correnti fredde e secche di origine continentale.

 

Sul fronte delle precipitazioni, le Alpi e le zone pedemontane del Nord Italia potrebbero registrare nevicate abbondanti, specialmente a quote relativamente basse, durante gennaio. Tuttavia, l’influenza di La Niña potrebbe ridurre le precipitazioni in molte aree del Centro e del Sud Italia, dove si prevede un clima più secco. Le regioni tirreniche meridionali, come la Calabria, la Campania, e le Isole Maggiori, ossia Sicilia e Sardegna, rischiano periodi prolungati di siccità. Nonostante ciò, episodi di maltempo con piogge e nevicate occasionali potrebbero interessare le zone interne appenniniche e alcune aree del versante adriatico.

 

Febbraio 2025 potrebbe risultare ancora più rigido rispetto a gennaio, con un’intensificazione delle correnti fredde provenienti dall’Europa orientale. Le temperature potrebbero scendere ulteriormente, colpendo in maniera significativa il Centro-Nord Italia, con valori anche diversi gradi sotto la media stagionale. Le regioni del Sud Italia, che in passato durante fasi di El Niño hanno sperimentato inverni miti, potrebbero vedere maggiori incursioni di aria fredda, aumentando il rischio di gelate tardive e di ondate di freddo intenso anche in aree costiere.

 

Per quanto riguarda le nevicate, febbraio 2025 potrebbe essere il mese in cui si registrano i maggiori accumuli nevosi, in particolare sulle Alpi e sugli Appennini. Le nevicate a bassa quota saranno più frequenti rispetto al mese precedente, e aree come la Pianura Padana potrebbero assistere a episodi nevosi ricorrenti. Anche le pianure del Nord Italia potrebbero sperimentare nevicate significative, con tempeste di neve che, se accompagnate da forti venti, potrebbero provocare disagi in diverse regioni.

 

Le regioni del Centro Italia, sebbene meno esposte a ondate di gelo estremo, potrebbero comunque vivere episodi di maltempo, specialmente lungo la fascia adriatica e nelle zone interne. Il contrasto tra le masse d’aria fredde in discesa dall’Europa orientale e quelle più miti provenienti dall’Atlantico potrebbe generare forti temporali e rovesci nevosi a quote medie, soprattutto sugli Appennini.

 

Un fattore importante da considerare per l’inverno 2025 sarà l’eventuale manifestarsi di un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW). Questo fenomeno, che avviene nella parte alta dell’atmosfera, può avere ripercussioni significative sul clima a livello del suolo. Un riscaldamento stratosferico improvviso tende a interrompere la normale circolazione del vortice polare, portando aria molto fredda a latitudini più basse, inclusa l’Italia. Se questo fenomeno si verificasse verso la fine di febbraio, l’Italia potrebbe trovarsi esposta a violente ondate di freddo provenienti dal Nord Europa, con nevicate e temperature molto al di sotto della norma in gran parte del Paese.

 

Nel Sud Italia, nonostante l’inverno possa risultare relativamente più mite rispetto al Nord, il rischio di fenomeni estremi legati a perturbazioni rimane elevato. Infatti, la presenza di aria fredda in contrasto con correnti più calde e umide in arrivo dal Mediterraneo potrebbe dar luogo a temporali intensi e grandinate, con piogge violente concentrate in brevi periodi. Episodi di maltempo potrebbero colpire anche le coste tirreniche e le isole maggiori, con venti forti e mareggiate lungo le coste.

 

L’andamento meteorologico dell’inverno 2025 sarà sicuramente influenzato dalle dinamiche globali, come la persistenza di La Niña e l’evoluzione del vortice polare. La possibilità di nevicate abbondanti al Nord Italia e sulle catene montuose, insieme a un clima secco al Centro-Sud, sembra essere lo scenario più probabile per i prossimi mesi di gennaio e febbraio. Resta cruciale monitorare l’evoluzione dei modelli meteorologici nelle prossime settimane per confermare queste tendenze o osservare eventuali cambiamenti nella situazione. (METEOGIORNALE.IT)

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Antonio Romano

Antonio Romano

Fisico dell’atmosfera e dei sistemi climatici. Laurea in Fisica (Università di Bologna, 1993); PhD in Physics (Imperial College London, Space & Atmospheric Physics Group, 1995–1998, borsa NERC). Dal 1999 lavoro su meteorologia e climatologia applicata, con esperienza in: Assimilazione dati e verifica d’ensemble Analisi di serie storiche e downscaling Previsioni meteo a supporto della ricerca e dei servizi al territorio Nel 2005 ho co-firmato uno studio sui cambiamenti climatici presentato alla European Geosciences Union (EGU) e pubblicato negli atti della conferenza. Oggi sono Research Scientist alla Rutgers University – Institute of Earth, Ocean, and Atmospheric Sciences (EOAS), dove mi occupo di previsioni e analisi del clima per progetti scientifici e applicazioni operative.

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