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Cicloni mediterranei e cambiamenti meteo climatici: un nesso?

Paolo Colombo di Paolo Colombo
22 Ott 2024 - 06:40
in Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il Mar Mediterraneo, tradizionalmente conosciuto per le sue acque calme, sta vivendo un cambiamento significativo, diventando il palcoscenico di fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti. Tra questi, spiccano i cosiddetti Medicane, cicloni simili agli uragani che, seppur rari, stanno acquisendo una maggiore intensità e capacità distruttiva. Negli ultimi anni, eventi come il Medicane Ianos del 2020, Apollo del 2021 e Daniel del 2023 hanno messo in evidenza la vulnerabilità delle aree costiere e delle regioni interne del Mediterraneo. Questi cicloni sono segnali evidenti del cambiamento climatico in atto, che sta alterando il meteo mediterraneo.

 

Il Medicane Ianos ha rappresentato uno degli eventi più significativi degli ultimi anni. Formatosi a Settembre 2020, Ianos si è sviluppato rapidamente nei pressi della Libia, intensificandosi mentre avanzava verso nord-est, colpendo in pieno la Grecia. I venti hanno raggiunto velocità di 120 km/h, causando alluvioni devastanti e frane che hanno messo in ginocchio molte zone del paese. La città di Karditsa è stata tra le più colpite, con gravi danni alle infrastrutture e un bilancio di tre vittime. Questo evento ha dimostrato quanto sia fragile il sistema idrogeologico della regione mediterranea di fronte a tali tempeste, specialmente quando queste sono alimentate da un Mediterraneo sempre più caldo.

 

Nel mese di Ottobre 2021, il Medicane Apollo ha colpito la Sicilia, provocando inondazioni particolarmente gravi nelle città di Catania e nelle aree costiere circostanti. Le piogge torrenziali hanno causato danni estesi alle infrastrutture, con diverse aree completamente sommerse dall’acqua. Gli studi successivi hanno messo in evidenza come l’aumento delle temperature del Mediterraneo abbia fornito una quantità significativa di energia a questo ciclone, intensificandone la potenza. Apollo ha anche confermato una tendenza preoccupante: questi fenomeni sembrano verificarsi con maggiore frequenza verso la fine dell’Estate e l’inizio dell’Autunno, in coincidenza con il riscaldamento delle acque superficiali.

 

Il Medicane Daniel, che si è formato a Settembre 2023, ha segnato un momento cruciale nell’evoluzione di questi fenomeni. Dopo aver colpito Grecia, Bulgaria e Turchia, Daniel ha spostato la sua traiettoria verso sud, trasformandosi in una tempesta subtropicale. Il suo impatto più devastante si è verificato quando ha raggiunto la Libia, provocando il crollo di due dighe vicino alla città di Derna. Questo disastro ha causato una catastrofe umanitaria senza precedenti, con oltre 4.500 vittime. Daniel ha dimostrato che i Medicane, sebbene relativamente rari, possono avere conseguenze estremamente distruttive, soprattutto quando colpiscono regioni con infrastrutture inadeguate e una scarsa preparazione per eventi meteorologici estremi.

 

Nonostante la loro rarità, i Medicane stanno attirando sempre più l’attenzione della comunità scientifica e delle agenzie meteorologiche. Gli studi sul meteo indicano che, sebbene la frequenza di questi fenomeni possa non aumentare significativamente, la loro intensità potrebbe invece crescere, in particolare a causa dell’aumento delle temperature delle acque del Mediterraneo. Il riscaldamento delle superfici marine fornisce l’energia necessaria per alimentare questi cicloni, rendendo possibile la formazione di fenomeni più potenti e distruttivi. Le previsioni indicano che i Medicane tenderanno a verificarsi più frequentemente durante l’Autunno, con un rischio maggiore per le aree meridionali ed orientali del Mediterraneo.

 

Le temperature marine giocano un ruolo cruciale nella formazione e nell’intensificazione dei Medicane. Le acque più calde rilasciano grandi quantità di vapore acqueo, che alimenta le nubi e favorisce la formazione di forti piogge e venti. Alcuni studi recenti hanno rilevato una diminuzione delle temperature superficiali del mare fino a 4°C nei giorni che precedono la formazione di un Medicane, il che potrebbe rappresentare un utile indicatore precoce per la previsione di questi fenomeni. Tuttavia, l’incertezza rimane alta, in quanto la traiettoria e l’intensità di un Medicane possono variare notevolmente a causa delle complesse dinamiche atmosferiche coinvolte.

 

La previsione e il monitoraggio dei Medicane richiedono l’utilizzo di strumenti sofisticati, tra cui modelli numerici avanzati e immagini satellitari, che permettono di tracciare la formazione e lo sviluppo di questi cicloni. Le agenzie meteorologiche di tutto il Mediterraneo collaborano strettamente per fornire avvisi tempestivi e informazioni precise sulle tempeste in arrivo. Le immagini satellitari, in particolare, sono fondamentali per identificare l’occhio del ciclone e le nubi vorticose che lo circondano, consentendo ai meteorologi di monitorare in tempo reale l’evoluzione del fenomeno.

 

La collaborazione internazionale è essenziale per affrontare questi eventi, poiché i Medicane non conoscono confini nazionali e possono colpire più paesi lungo la loro traiettoria. Attraverso reti come EUMETNET, i paesi del Mediterraneo lavorano insieme per migliorare la capacità di prevedere e gestire questi eventi estremi, garantendo una risposta coordinata e rapida in caso di emergenza. (METEOGIORNALE.IT)

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