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      Home » Meteo prossimi mesi, massima attenzione al fenomeno La Niña
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      Meteo prossimi mesi, massima attenzione al fenomeno La Niña

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 08/09/2024
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      5 Min Lettura
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      L’ENSO-neutrale, che ha caratterizzato il mese di luglio 2024, sembra destinato a proseguire per i prossimi mesi, con una possibile evoluzione verso La Niña tra settembre e novembre (66% di probabilità). Questo fenomeno potrebbe persistere durante l’inverno dell’emisfero settentrionale 2024-25, con una probabilità del 74% tra novembre e gennaio. Le temperature della superficie del mare (SST) nella maggior parte dell’Oceano Pacifico sono rimaste vicine alla media, con alcune leggere eccezioni. Nella regione del Niño-4, le SST hanno raggiunto +0,3°C, mentre in altre zone gli indici erano leggermente negativi.

       

       

       

       

      Durante il mese di luglio, le temperature del sottosuolo, inferiori alla media, si sono rafforzate. Ciò ha favorito l’espansione delle anomalie negative lungo la termoclina. Questo rafforzamento delle anomalie del vento orientale di basso livello sul Pacifico centro-orientale e orientale, insieme ai venti occidentali di alto livello sul Pacifico orientale, ha mantenuto il sistema in uno stato ENSO-neutrale.

       

      Guardando ai prossimi mesi, le proiezioni indicano che l’indice Niño-3.4 scenderà al di sotto delle soglie di La Niña per quattro stagioni sovrapposte, da settembre–novembre 2024 fino a febbraio 2025. Sebbene il raffreddamento della SST sia stato più lento del previsto, le temperature del sottosuolo e le anomalie del vento orientale rimangono favorevoli per lo sviluppo di La Niña. La previsione suggerisce che, nonostante queste condizioni, ci sono ancora possibilità quasi uguali per un ENSO-neutrale fino a ottobre 2024.

       

      Quando osserviamo gli effetti che La Niña potrebbe avere in Italia, è importante ricordare che l’arrivo di questo fenomeno sarà probabilmente più tardivo rispetto a quanto previsto inizialmente. Tuttavia, durante l’autunno, potremmo continuare a registrare temperature superiori alla media, con una progressiva riduzione dell’anomalia man mano che La Niña inizia a influenzare il clima globale. In particolare, la riduzione delle temperature nel Pacifico tropicale avrà effetti anche sull’Europa, anche se è difficile prevedere con precisione l’impatto a livello locale.

       

      Durante gli inverni caratterizzati da La Niña, si osserva spesso una maggiore frequenza di meteo estremo, come freddi intensi e neve in alcune aree del mondo, soprattutto nelle regioni settentrionali. Tuttavia, le condizioni variano notevolmente da un anno all’altro, ed è difficile fare previsioni a lungo termine specifiche per il Nord Italia, il Centro Italia o il Sud Italia.

       

      Quello che possiamo ragionevolmente aspettarci è un inverno meno caldo rispetto a quelli recenti, come quello del 2022-2023 e del 2023-2024, che sono stati caratterizzati da temperature molto sopra la media. L’inverno 2024-2025, influenzato da La Niña, potrebbe portare a un aumento delle incursioni di aria fredda, specialmente durante i mesi di dicembre e gennaio. Questo potrebbe tradursi in temperature più rigide e forse una maggiore possibilità di neve nelle regioni settentrionali e montuose.

       

      Le previsioni meteorologiche sono comunque sempre soggette a cambiamenti e devono essere aggiornate regolarmente. Il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) continua a monitorare attentamente le condizioni dell’ENSO e fornirà aggiornamenti frequenti. Le condizioni oceaniche e atmosferiche vengono analizzate settimanalmente, fornendo dati cruciali per la comprensione del fenomeno ENSO e delle sue implicazioni su scala globale.

       

      Il NOAA collabora attivamente con numerose altre istituzioni internazionali per fornire informazioni accurate e tempestive. Questa cooperazione è essenziale per comprendere meglio i fenomeni atmosferici e marini, come uragani, tornado, maree e correnti oceaniche, nonché per affrontare i cambiamenti climatici su scala globale. Gli aggiornamenti settimanali offrono un’analisi dettagliata delle condizioni climatiche in atto, permettendo di prevedere i possibili effetti su regioni come l’Europa e in particolare l’Italia.

       

      L’attesa per l’arrivo di La Niña sembra destinata a prolungarsi, ma l’inverno 2024-2025 potrebbe comunque risultare più freddo rispetto agli anni precedenti. Rimaniamo in attesa dei prossimi aggiornamenti per comprendere meglio l’evoluzione del fenomeno.

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